NEWS Ala Rotante

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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 28 febbraio 2026, 2:59

Aviation-report.com ha scritto:
Airbus svela i concetti di elicotteri di nuova generazione nell’ambito degli studi NATO

Airbus Helicopters ha presentato i propri concetti di elicotteri di nuova generazione per rispondere ai requisiti dello studio NATO Next Generation Rotorcraft Capabilities (NGRC).

La proposta di Airbus alla NATO, sviluppata in collaborazione con le aziende Collins Aerospace e Raytheon di RTX e MBDA, comprende due concetti: un elicottero convenzionale ad alte prestazioni e un innovativo velivolo compound ad alta velocità, che garantiscono efficienza operativa e complementarità di flotta per i partner militari.

Gli elicotteri di nuova generazione di Airbus per la NATO

Modularità e semplicità rappresentano i principi cardine della proposta NGRC – NATO Next Generation Rotorcraft Capabilities di Airbus. La filosofia progettuale si propone di offrire piattaforme semplici da produrre, manutenere e aggiornare, assicurando sostenibilità economica nel lungo periodo grazie a un’architettura modulare aperta (Modular Open System Architecture). I due concetti saranno altamente connessi e presenteranno una forte comunanza in termini di manutenzione, addestramento, armamenti e sistemi.

“Vogliamo garantire che l’Europa sia nella posizione di proporre una piattaforma in grado di rispondere al meglio alle esigenze dei nostri partner militari in termini di sostenibilità economica, efficienza operativa e massima disponibilità, sia per l’elicottero convenzionale sia per il velivolo ad alta velocità. Questi due concetti costituiscono una base per approfondire il dialogo con i nostri partner militari sulla loro visione e sulle esigenze delle future operazioni militari”, ha dichiarato Bruno Even, CEO di Airbus Helicopters.

“Airbus Helicopters sta lavorando attivamente al futuro della propria gamma militare. Da un lato, stiamo preparando l’evoluzione della nostra gamma esistente attraverso una politica di miglioramento continuo. Con gli studi Block 1 e Block 2 disponiamo di una roadmap di evoluzione a lungo termine per l’NH90. La nostra gamma duale – H145M, H160M e H225M – sta definendo nuovi standard per gli elicotteri militari in termini di sostenibilità economica, connettività e manutenzione“, ha spiegato.

“Dall’altro lato, stiamo sviluppando la prossima generazione di sistemi ad ala rotante, facendo leva su tecnologie modulari multi-piattaforma quali connettività, cybersecurity, integrazione tra equipaggi e sistemi senza pilota (crewed-uncrewed teaming), combattimento collaborativo multi-dominio, sopravvivenza e capacità di riparazione dei danni in combattimento“, ha aggiunto.

Il concetto avanzato di Airbus con X3 e Racer

Nel luglio 2024, la NATO Support and Procurement Agency (NSPA) ha assegnato ad Airbus Helicopters un contratto per guidare uno studio concettuale nell’ambito del progetto NGRC, in cui i partecipanti hanno unito le proprie competenze per lavorare alla progettazione, allo sviluppo, alla consegna e al supporto di un elicottero medio multiruolo.

Il concetto avanzato di Airbus valorizza la consolidata esperienza dell’azienda nel settore degli aeromobili militari ad ala rotante e nel volo ad alta velocità, in particolare attraverso i dimostratori in configurazione compound X3 e Racer. Questa configurazione non solo garantisce velocità significativamente superiori rispetto ai progetti convenzionali, ma consente anche un significativo ampliamento dell’inviluppo di volo, offrendo capacità uniche di accelerazione e decelerazione rapide, oltre a salita e discesa veloci.

I benefici derivanti dall’integrazione di ali e propulsori aggiuntivi sono stati confermati attraverso valutazioni di volo condotte da piloti militari sul Racer nell’ambito del programma europeo Next Generation Rotorcraft Technologies. L’ampio patrimonio di conoscenze derivante dalle campagne di prova in volo, basato anche sul feedback operativo dei clienti Airbus, consolida le basi della capacità di nuova generazione proposta.


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Messaggio da Phant » 3 marzo 2026, 0:37

Aviation-report.com ha scritto:
23 elicotteri Leonardo AW149 per le forze armate britanniche

Il Ministero della Difesa del Regno Unito ha annunciato l’assegnazione a Leonardo di un contratto del valore di un miliardo di sterline per il programma NMH (New Medium Helicopter). L’azienda italiana costruirà e consegnerà dallo stabilimento di Yeovil 23 elicotteri Leonardo AW149, potenziando le capacità delle Forze Armate del Paese.

Si rafforza il ruolo del sito produttivo nella fornitura di avanzati elicotteri militari al mercato britannico ed export, con significative opportunità internazionali in futuro per l’AW149 e altri modelli. Inoltre, vengono salvaguardati migliaia di posti di lavoro qualificato in tutta la filiera nel Regno Unito e sono preservate competenze nazionali per decenni a venire.

Il Paese si assicura inoltre una leadership tecnologica nel pilotaggio remoto e nel volo autonomo, con ulteriori investimenti in Proteus, primo elicottero autonomo del Regno Unito, sviluppato con la Royal Navy e con volo inaugurale effettuato a inizio anno. Proteus e NMH sono importanti investimenti nell’industriale nazionale e un pilastro strategico nel campo della Difesa.

Elicotteri Leonardo AW149

Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha dichiarato che “accogliamo con favore la decisione del Governo del Regno Unito di assegnare a Leonardo il contratto NMH per la fornitura di elicotteri avanzati alle Forze Armate del Paese, insieme alla conferma di continui investimenti in tecnologie per il volo autonomo. La nostra base industriale nel Regno Unito ha un ruolo centrale nella nostra strategia internazionale e per la nostra competitività, oggi e nel futuro“.

“Questo nuovo programma si tradurrà in benefici significativi per il Paese, preservando e espandendo capacità di difesa e sicurezza, competenze industriali, tecnologiche e professionali di alto livello, opportunità sul mercato export. Allo stesso tempo, il contratto assicura che il Regno Unito mantenga la sua posizione di player global credibile, pronto per nuove iniziative di alto valore tecnologico in futuro nei settori dell’aerospazio, della difesa e della sicurezza”, ha aggiunto Cingolani.

Gian Piero Cutillo, Managing Director di Leonardo Helicopters, ha detto che “si apre un nuovo capitolo per lo stabilimento di Yeovil e per il suo storico contributo verso le Forze Armate del Regno Unito. L’AW149, grazie a design moderno, tecnologia avanzata e elevate prestazioni, garantirà capacità senza pari consentendo all’operatore di entrare in una nuova era per efficacia di missione, interoperabilità, supporto tecnico e potenziale di crescita per far fronte alle sfide dei moderni scenari. Le ulteriori prospettive nel campo delle tecnologie del volo autonomo, anch’esse contemplate dal nuovo contratto, rafforzeranno le capacità del Paese nella difesa e a livello industriale. Siamo impegnati ad avviare rapidamente le attività previste dal programma NMH attraverso questo solido sforzo collaborativo”.

Gli elicotteri Leonardo AW149 possono operare in ogni condizione ambientale e su scala globale: operazioni di combattimento, assistenza umanitaria e risposta alle grandi emergenze. Il programma NMH risponderà da solo a molteplici requisiti precedentemente soddisfatti da più tipi di elicottero, ottimizzando le capacità e accrescendo efficienza e flessibilità operativa. L’AW149, già in servizio presso utilizzatori internazionali per molteplici applicazioni e in valutazione in vari paesi, è la risposta ideale per la modernizzazione delle flotte elicotteristiche e la sostituzione di modelli obsoleti nella sua categoria di peso e dimensione.

Con l’evoluzione della natura della guerra, la guerra in Ucraina ha evidenziato la continua importanza degli elicotteri sul campo di battaglia, trasportando forze, equipaggiamenti e capacità in ambienti complessi. L’NMH è in grado di operare in tutti gli ambienti a supporto delle operazioni di difesa in tutto il mondo, dai combattimenti all’assistenza umanitaria e ai soccorsi in caso di calamità.

L’AW149 NMH soddisferà molteplici requisiti utilizzando un unico tipo di velivolo. Ciò significa che la piattaforma sarà in grado di svolgere compiti di difesa precedentemente svolti da tre diversi tipi di velivoli, ottimizzando le capacità e migliorando l’efficienza e la flessibilità operativa, ora e in futuro, delle forze armate britanniche.

Ricordiamo che gli elicotteri Leonardo AW149 in versione militare sono già entrati in servizio anche con le forze armate polacche. Il 27 novembre 2025, presso la base della 7ª Squadriglia Aviatori dellaa 25ª Brigata Cavalleria Aerea a Nowy Glinnik, è stato consegnato il primo elicottero Leonardo AW149 assemblato in Polonia.

Questo elicottero, emerso dalla linea di produzione di WSK PZL-Świdnik S.A., rappresenta non solo l’undicesimo esemplare del contratto da 32 unità siglato nel 2022 con Leonardo, ma anche un simbolo di autonomia industriale e cooperazione internazionale. Prodotto in collaborazione con gli specialisti italiani, l’AW149 polacco integra tecnologie avanzate per missioni di supporto al combattimento, promettendo di rivoluzionare le operazioni delle forze terrestri polacche.

Lo stabilimento di Leonardo a Yeovil

L’accordo da 1 miliardo di sterline renderà Yeovil anche il centro di eccellenza per l’autonomia degli elicotteri militari, poiché il Ministero della Difesa britannico investirà ulteriormente nel Proteus, il primo sistema aereo autonomo senza equipaggio del Regno Unito, costruito da Leonardo e che ha recentemente effettuato il suo primo volo. Lo sviluppo di tecnologie autonome e senza equipaggio nel Regno Unito è al centro della strategia industriale della difesa del governo e potrebbe offrire l’opportunità di realizzare piattaforme come l’NMH con equipaggio opzionale.

L’accordo apre la strada a futuri ordini per l’esportazione dell’elicottero AW149 da costruire nel Regno Unito, ampliando significativamente la quota di lavoro del Regno Unito per l’aeromobile e aumentando la forza lavoro locale nel sud-ovest, con un potenziale di mantenimento di 3.900 posti di lavoro, pari a un aumento del 20%.


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Messaggio da Phant » 21 aprile 2026, 2:56

Aviation-report.com ha scritto:
MV-75 Cheyenne II: il tiltrotor dell’US Army che ridefinisce l’assalto aereo a lungo raggio

Il 15 aprile 2026, durante il summit dell’Army Aviation Association of America a Nashville, l’US Army ha svelato il nome ufficiale del suo prossimo sistema d’arma per il trasporto d’assalto: il MV-75 Cheyenne II. Non si tratta di un semplice battesimo, ma di un passaggio concreto nel programma Future Long Range Assault Aircraft (FLRAA), che segna l’ingresso dell’Esercito americano nell’era dei tiltrotor convenzionali per missioni ad alta intensità. Basato sul progetto Bell V-280 Valor, vincitore della competizione FLRAA nel 2022, il MV-75 Cheyenne II promette di raddoppiare velocità e raggio rispetto agli elicotteri attuali, riducendo drasticamente l’esposizione delle truppe in ambienti contesi.

L’annuncio arriva da fonti primarie autorevoli come l’US Army e l’azienda costruttrice Bell. Il codice “MV-75” era già stato assegnato da tempo. “MV” sta per Multi-Mission Vertical Takeoff, mentre “75” celebra l’anno di fondazione dell’Esercito americano, il 1775. Il soprannome “Cheyenne II” completa l’identità, rispettando la tradizione pluridecennale dell’US Army di intitolare i velivoli a tribù native americane.

L’omaggio storico del nome Cheyenne: tra tribù native e l’eredità dell’AH-56

La scelta del nome non è casuale. Come spiegato dal colonnello Jeffrey Poquette, project manager del programma FLRAA, il MV-75 Cheyenne II onora le tribù Cheyenne settentrionale del Montana e Cheyenne & Arapaho dell’Oklahoma. Il nome evoca quattro secoli di vita nomade nelle Grandi Pianure, fatta di mobilità rapida, assemblaggio e smontaggio veloce di accampamenti e capacità di adattamento a un ambiente ostile. Qualità che il velivolo dovrà replicare sul campo di battaglia moderno.

Il “II” rimanda inoltre all’AH-56 Cheyenne, l’elicottero d’attacco sperimentale degli anni Sessanta equipaggiato con elica spingente che prometteva velocità di crociera superiori ai 360 km/h. Quel programma, pur cancellato dopo un incidente mortale e per ragioni di costo, rappresentò un salto tecnologico analogo a quello che il tiltrotor MV-75 Cheyenne II intende realizzare oggi, passando dalla tecnologia rotorcraft degli anni Settanta a un velivolo ibrido elicottero-aeroplano.

L’AH-56 non entrò mai in servizio operativo mentre il programma FLRAA ha già superato Milestone B e procede con un approccio modulare open-system (MOSA) che permette aggiornamenti rapidi senza ridisegni costosi. Non si tratta di un prototipo ambizioso ma fragile. E’ un sistema maturo, derivato da un dimostratore V-280 che ha accumulato centinaia di ore di volo dal 2017.




Le capacità operative del MV-75 Cheyenne II: 2 volte più lontano e più veloce

Il cuore del MV-75 Cheyenne II è la configurazione tiltrotor. Rotori basculanti che consentono decollo e atterraggio verticale come un elicottero, ma crociera a velocità aeree una volta inclinati in avanti. Rispetto agli UH-60 Black Hawk che in parte sostituirà (senza eliminarli del tutto dalla flotta), il nuovo velivolo offrirà velocità di crociera intorno ai 520 km/h, oltre il doppio dei circa 250 km/h dei rotori convenzionali, e un raggio di combattimento stimato tra 930 e 1.480 km, con autonomia di trasferimento fino a 3.900 km. Queste cifre derivano direttamente dalle prestazioni del prototipo V-280 e sono confermate dai documenti Bell e US Army.

In pratica, il MV-75 Cheyenne II permette di proiettare potenza di combattimento da distanze di sicurezza, penetrare ambienti contesi e inserire plotoni dove oggi servirebbero più ondate o rifornimenti intermedi. Per le operazioni medico-evacuazione si supera la “Golden Hour” attuale, mentre l’autonomia di rischieramento globale ridurrà tempi e costi di risposta in scenari come l’Indo-Pacifico.

Il design include un backbone digitale MOSA che consente l’integrazione rapida di nuovi sensori, armi o droni senza interventi strutturali pesanti. Durante la presentazione sono state mostrate immagini di MV-75 che lanciano velivoli senza pilota, confermando la vocazione multi-missione. La variante speciale MV-75A per i Night Stalkers del 160th SOAR presenta già configurazioni dedicate per le operazioni speciali.

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Stato del programma e sfide reali per il MV-75 Cheyenne II

Nonostante l’entusiasmo, l’US Army mantiene un profilo basso sui tempi. Ryan Ehinger di Bell ha dichiarato che l’azienda sta accelerando l’assemblaggio dei primi velivoli di test. Non ci sono date ufficiali per il primo volo né per l’inizio della produzione di serie. Fonti vicine al programma indicano test continui nel 2026, consegna dei primi motori e possibile equipaggiamento della prima unità (24 velivoli) nel FY2030 con la 101st Airborne Division.

Il budget della Casa Bianca ha previsto un incremento di circa 600 milioni di dollari per ricerca e sviluppo, ma variabili come catene di fornitura globali, materie prime condivise con industria civile e instabilità dei finanziamenti potrebbero rendere impossibile ogni promessa.

Una domanda ricorrente tra gli addetti ai lavori è se il MV-75 Cheyenne II subirà ritardi simili a quelli del V-22 Osprey. Le fonti sottolineano differenze fondamentali di design e di supply chain, ma ammettono che la complessità, quasi 300 fornitori di primo livello e 2.000 di terzo/quarto, richiede attenzione costante.

Il MV-75 Cheyenne II nel contesto della modernizzazione dell’US Army Aviation

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Il programma FLRAA rappresenta uno dei pilastri della strategia del programma Future Vertical Lift. In un primo momento non sostituirà completamente l’intera flotta Black Hawk, ma integra capacità che oggi semplicemente non esistono. Velocità, raggio operativo e modularità in un unico velivolo. Con circa 300 fornitori coinvolti, l’impatto economico è già visibile nei distretti produttivi del Texas, dove Bell ha investito risorse significative per accelerare la linea.

L’arrivo del MV-75 Cheyenne II non è solo una questione di performance tecniche. Cambia la dottrina. Comandi che oggi ragionano in termini di tempo di reazione del nemico dovranno ripensare distanze e tempi di manovra. Per il personale militare e l’industria, il messaggio è chiaro. Il velivolo FLRAA non è più un concetto sperimentale, ma un sistema in fase di industrializzazione con un nome, una storia e una missione precisa.

Mentre l’assemblaggio dei primi esemplari di test procede a Fort Worth, l’attenzione resta concentrata sui prossimi mesi. L’US Army ha dimostrato di voler spingere il programma con urgenza ma senza perdere il controllo del progetto. Il MV-75 Cheyenne II, se manterrà la rotta, diventerà il simbolo di una nuova generazione di aviazione d’assalto, più veloce, più lontana, più resiliente, esattamente come lo spirito che il suo nome intende celebrare.

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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 1 giugno 2026, 2:14

Aviation-report.com ha scritto:
Leonardo UH-169D: il futuro dell’ala rotante per l’AVES

Nell’immaginario collettivo, quando si parla di Aviazione dell’Esercito, risuona il pesante flappeggio di elicotteri che hanno fatto la storia della cavalleria dell’aria. Qui a Viterbo come in tutti gli altri centri dell’AVES, in 75 anni, di storia n’è passata veramente tanta, storia che fa da trampolino per volare verso il futuro con il nuovo elicottero Leonardo UH-169D.

Pillole di storia dell’AVES

Le prime operazioni aeree dell’Esercito, trovano origine nella preesistente Aeronautica Militare con velivoli ad ala fissa sotto il nome di “Aviazione per l’Esercito”. Nel tempo, questo supporto aereo si rivelò strettamente necessario alle operazioni di terra della forza armata ed è per questo che nel 1951, l’Esercito decide di costituire a Bracciano il primo “Reparto Aereo di Artiglieria”, con compiti di ricognizione svolti con velivoli ad ala fissa come L-19 Bird Dog o L-21B.

Nel 1957, la componente aerea, si trasferisce presso l’attuale sede di Viterbo come CAALE “Centro di Addestramento dell’Aviazione Leggera dell’Esercito”, operando da quel momento con i primi elicotteri in dotazione. D’allora, anno dopo anno, missione dopo missione, è stato un crescendo di esperienze, arrivando fino ad oggi, al compimento del suo 75° anniversario, accumulando quasi un milione di ore di volo svolte con diversi velivoli ad ala rotante come, AB-205, 206, 212, 412, A-129, NH-90, CH-47, mezzo quest’ultimo che porta l’Aviazione dell’Esercito a non essere più considerata solo aviazione leggera, prendendo la denominazione di CAAE “Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito”.

Dal momento della sua costituzione, ogni pilota dell’AVES (Aviazione dell’Esercito), è passato da questo centro di addestramento qui a Viterbo, ritornando anche più volte per ulteriori corsi formativi e di aggiornamento, possibili grazie a facility come il simulatore dell’A-129 Mangusta, o per corsi specifici di missioni.

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L’elicottero Leonardo UH-169B ABC

Nel tempo, uno dei punti cardine per l’efficienza di questa Forza Armata, è stato rimanere al passo con i tempi per poter adeguare le proprie capacità operative a scenari sempre più complessi e ciò ha richiesto mezzi e personale in costante aggiornamento. Per questo al Centro Addestramento Aviazione dell’Esercito di Viterbo, nel 2020 è entrato in linea volo l’UH-169B “ABC – Addestratore Basico Commerciale”.

Nato come elicottero passeggeri commerciale, affettuosamente chiamato presso il reparto “Elicottero a rotelle” con carrello retrattile per chi venendo da altri velivoli ad ala rotante, muove i primi passi su questa nuova macchina, per apprendere appieno le sue funzionalità così da addestrare il personale all’uso della macchina per la condotta con i suoi complessi sistemi di base, per poi passare successivamente alla versione Delta.

L’elicottero Leonardo UH-169D LUH

Il Leonardo UH-169D è stato consegnato a Viterbo con una cerimonia che si è svolta il 28 aprile 2025, presso l’hangar del 28° Gruppo Squadroni “Tucano” di Viterbo, alla presenza del Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, Generale Carmine Masiello, dei vertici della Direzione Armamenti Aeronautici e Aeronavigabilità e dei rappresentanti di Leonardo, azienda produttrice dell’elicottero.

Sviluppato da e per l’Aviazione dell’Esercito in collaborazione con Leonardo, denominato UH-169D LUH (Light Utility Helicopter) con pattini che permettono maggiore stabilità in caso di atterraggio su terreni sconnessi. Questo mezzo risulta sì più spartano rispetto alla versione Bravo, ma non per togliere confort, ma per implementare la necessaria praticità operativa richiesta dalla Forza Armata.

Questa nuova macchina, andrà nel tempo a sostituire tutti i precedenti elicotteri ancora in linea volo, diventando l’unica componente leggera ad ala rotante, così da uniformare la formazione degli equipaggi e la linea manutentiva, con la conseguente sostanziosa riduzione delle spese di gestione, aumentando così l’efficienza di tutta la componente aerea dell’Esercito.

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L’elicottero Leonardo UH-169D, si presenta come un mezzo allo stato dell’arte, dotato di sistemi tali da incrementare notevolmente la “Situational Awareness” con un sostanziale aumento della sicurezza nonostante l’incremento del carico di lavoro richiesto da scenari sempre più complessi, che il velivolo ed i suoi equipaggi, sono chiamati oggigiorno a svolgere.

Lo studio del suo manuale di 3700 pagine, quindi la conoscenza approfondita e l’apprendimento dei sistemi di bordo, nonché il costante addestramento all’utilizzo degli stessi, aiuta notevolmente gli equipaggi per la gestione delle diverse missioni in totale sicurezza.

Caratteristiche tecniche principali del Leonardo UH-169D

L’UH-169D è un elicottero, bimotore a turbina con motori Pratt &Whitney 210A-1, che muovono un rotore pentapala. Questa nuova motorizzazione nella versione Delta, consente un incremento di potenza del 11%, portando la MTOW (Maximum Take-Off Weight) peso massimo al decollo, da 4.800 della versione Bravo a 5100kg nella versione Delta ed anche in caso di piantata di un motore, è capace di salire 350ft al minuto. La tangenza operativa è di 15.000ft MTOW di 4560kg, ed una velocità di 135KIAS (Knots Indicated Air Speed) ad una quota di 1000ft in configurazione pulita, ha una velocità massima di 159nodi ed è in grado di volare in condizioni di vento limite, fino a 50 nodi.

Come da manuale, l’equipaggio può essere formato da un solo pilota, ma per esigenze di Forza Armata, normalmente sono presenti due piloti ed un tecnico operatore di bordo per operazioni al verricello o al gancio baricentrico. Certificato per la navigazione IFR (strumentale)/VFR (a vista) di giorno e di notte grazie a sistemi di navigazione notturna.

E’ dotato di doppio sistema di autopilota ridondante con le seguenti funzionalità: Quota ALTA —acquisizione quota selezionata, RHT — quota radar altimetrica, VS — rateo variazione quota, ALT — mantenimento quota, Velocità IAS — velocità indicata selezionata, GSPD — velocità al suolo selezionata, VMP — volo a massima potenza continua, Hovering HOV—volo stazionario fuori effetto suolo, HOV 5ª pos. — transizione autonoma al volo stazionario, Avvicinamento APP + DCL—guida automatica su sentiero discesa con decelerazione autonoma entro distanza preselezionata, Navigazione NAV—volo autonomo tramite sistema di navigazione di bordo.

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Le capacità operative e di missione

La sua versatilità, lo portano a poter svolgere un ampio spettro di missioni, dal trasporto passeggeri fino a 10 persone con equipaggiamento, al trasporto con gancio baricentrico da un minimo di 800 fino a 1500kg, con un’autonomia di due ore circa. Il soccorso per missioni SAR (Search And Rescue) con il verricello laterale di circa 290ft-88,4mt, con un carico utile fino a 249kg che scende a 227 in condizioni di temperatura al di sotto dello zero.

La configurazione MEDEVAC Standard include 2 barelle, 3 operatori del team medico più 50 kg materiale sanitario ed un’autonomia approssimativa di 2 ore a circa 135 KIAS, senza installazioni ausiliarie esterne. Per la configurazione MEDEVAC con verricello, sono previste 2 barelle, 1 ELIREC (aerosoccorritore) più 2 operatori del team medico con 50 kg di materiale sanitario, garantendo un’autonomia approssimativa di 2 ore a circa 125 KIAS.

Il Glass Cockpit

Interamente dotato di Glass Cockpit, con schermi MFD (Multi Function Display) touchscreen, in grado di mostrare e gestire tutti i sistemi in dotazione, come:

  • ADS-B per il monitoraggio dello spazio aereo circostante, comunicando ai controllori del traffico aereo, la propria posizione in tempo reale con altissima precisione.
  • TCAS II in grado di mostrare il traffico di altri velivoli nell’area di operazione e i loro relativi movimenti, rotta e variazione di quota ed eventuale risoluzione in caso di conflitti, fornendo al pilota la più sicura ed immediata rotta evasiva per evitare possibili collisioni.
  • HTAWS (Helicopter Terrain Awareness and Warning System) ovvero, un sistema di avviso acustico, che segnala se si sta salendo o se si sta perdendo quota rispetto al terreno. Prevenzione CFIT (Controlled Flight Into Terrain), protezione da disorientamento recuperando l’assetto in sicurezza, ed avviso per la separazione orografica insufficiente.
  • Collective Safety Function, controllo autonomo della potenza che previene il superamento dei limiti e ingresso in autorotazione
  • CSF- LOW HT In caso di attivazione HTAWS, interviene autonomamente per prevenire collisione con il terreno.
  • DMAP Mappa digitale vettoriale integrata con GPS, FMS, geolocalizzata in grado di mostrare la posizione dell’aeromobile sulla stessa in tempo reale, correlata di data base di ostacoli e nella versione Delta inoltre, possono essere visualizzati dati tattici condivisi con eventuali forze terrestri in grado di comunicare la posizione di friendly o enemy forces.
  • OPLS (Obstacle Proximity) LIDAR, che consente sia in forma grafica visiva sullo schermo che in forma acustica, l’allerta di ostacoli entro 15 m da rotore principale/coda a IAS sotto i 40 KIAS nel caso di volo tattico in corridoi particolarmente stretti, o mentre viene effettuato un recupero in parete in zone montuose.
  • Radar Meteo, per individuare fenomeni meteorologici pericolosi a 120NM (Miglia Nautiche) e turbolenza a 40 NM
  • Generatore Audio, diffusore per i segnali audio correlati a tutte le funzioni attive, distribuiti tramite impianto interfono
  • Mission Control System, per la gestione integrata missione con sensori, Link 16 (KOR-24A), o via radio VMF (SRT-800)
  • WESCAM WX10 Torretta WESCAM WX10 girostabilizzata con sensore ottico e IR (Infra Rosso) montata sotto il muso dell’elicottero, GPS, puntatore laser in grado di eseguire registrazione autonoma
  • SIAP (Sistema Integrato di Auto Protezione) più corazzature e protezioni balistiche role equipment per equipaggio e passeggeri
  • AVCS per la riduzione delle vibrazioni in controfase.


Inoltre, grazie all’installazione di telecamere, i piloti ora hanno la possibilità di visualizzare il gancio baricentrico o il verricello, al fine di gestire e migliorare la precisione del recupero, diminuendo le comunicazioni radio tra pilota ed operatore al verricello, comunicazioni non sempre semplici in condizioni di vento del rotore con portellone aperto.

Questi sopra citati, sono solo alcuni dei maggiori sistemi di bordo di cui quest’elicottero è dotato, grazie ai quali non si prefigge di essere soltanto un nuovo elicottero, ma un punto cardine di un più ampio processo evolutivo e di trasformazione dell’Aviazione dell’Esercito, con l’obiettivo di dotarla di mezzi più efficienti, sostenibili e interoperabili, in grado di operare in contesti complessi sul proprio territorio come al di fuori dei propri confini nazionali.

Con il nuovo elicottero Leonardo UH-169D, l’Esercito Italiano punta a rafforzare la propria capacità di intervento rapido, confermando a Viterbo il ruolo centrale che dà il suo meglio, là dove gli equipaggi vengono costantemente addestrati ad intervenire per le future missioni, militari e civili al servizio della comunità come in caso di calamità naturali o spiacevoli situazioni dove ognuno di noi, spero mai, potrebbe trovarsi ad avere bisogno, di un aiuto dall’alto.

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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 22 giugno 2026, 4:23

Aviation-report.com ha scritto:
La Nuova Zelanda acquista cinque elicotteri navali MH-60R Seahawk

Gli Stati Uniti hanno dato il via libera alla vendita alla Nuova Zelanda di cinque elicotteri navali MH-60R Seahawk per un valore complessivo di 1,5 miliardi di dollari, nell’ambito di un più ampio rafforzamento delle capacità militari di Wellington.

Lo United States Department of State ha annunciato di aver autorizzato una possibile Foreign Military Sale (FMS) al governo neozelandese, comprendente elicotteri multiruolo MH-60R e sistemi di distribuzione di informazioni multifunzionali Link 16 Joint Tactical Radio Systems (5 installati, 2 di riserva), 14 sistemi di posizionamento globale integrato/servizio di posizionamento preciso/navigazione inerziale con modulo anti-spoofing a disponibilità selettiva (10 installati, 4 di riserva), 5 sistemi sonar a bassa frequenza aviotrasportati, 225 missili Advanced Precision Kill Weapon System (APKWS), 65 missili AGM-114R Hellfire, 5 sistemi digitali di rilevamento di anomalie magnetiche e 5 mitragliatrici M240D da 7,62 mm.

Secondo Washington, l’operazione consentirà alla Nuova Zelanda di affrontare in modo più efficace le minacce presenti e future, migliorando la protezione delle infrastrutture critiche e la sicurezza nazionale. Gli MH-60R Seahawk sono prodotti da Lockheed Martin, tramite la controllata Sikorsky Aircraft, e sono impiegati principalmente in missioni di pattugliamento marittimo, guerra antisommergibile e supporto alle operazioni navali.

L’accordo si inserisce in un contesto internazionale caratterizzato da una crescente competizione strategica nell’Indo-Pacifico e dalle sollecitazioni statunitensi — anche durante la presidenza di Donald Trump — rivolte agli alleati affinché incrementino la spesa per la difesa. La Nuova Zelanda, tradizionale partner dell’Australia e delle forze occidentali nella regione, sta infatti intensificando il proprio impegno in Asia orientale, anche alla luce dell’espansione militare cinese.

Il governo guidato dal primo ministro Christopher Luxon ha varato un piano che prevede un aumento di 9 miliardi di dollari neozelandesi in quattro anni, con l’obiettivo di portare la spesa militare al 2% del PIL entro otto anni, quasi raddoppiando gli stanziamenti attuali.

Di recente, Wellington ha inoltre destinato 1,58 miliardi di dollari neozelandesi aggiuntivi alla modernizzazione delle forze armate. Luxon ha ribadito che, dopo tre decenni di investimenti insufficienti, il mutato scenario globale rende necessario un deciso potenziamento del settore difesa.


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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 22 giugno 2026, 4:57

Aviation-report.com ha scritto:
L’AW249 di Leonardo al salone ILA di Berlino

Alla sua terza apparizione in pubblico negli ultimi due anni, l’elicottero da esplorazione e scorta di nuova generazione AW249 di Leonardo ha mostrato per la prima volta le sue caratteristiche di volo durante il salone ILA Berlino. Leonardo ha illustrato a visitatori, stakeholder e delegazioni internazionali come il nuovo elicottero sarà in grado di offrire superiorità operativa e opportunità di collaborazione internazionale.

Superiorità operativa e opportunità di collaborazione internazionale

L’elicottero vanta molteplici tecnologie e capacità di missione rivoluzionarie in grado di accrescere la consapevolezza del contesto operativo e la capacità decisionale, sostenendo al contempo la manovra tattica e mantenendo il dominio sul campo contro minacce attuali ed emergenti. Il programma permette altresì di ottenere benefici industriali ed economici per paesi partner: per Leonardo, l’AW249 può diventare il nuovo elicottero da combattimento europeo. Ciò consentirebbe investimenti, efficienza finanziaria e nella catena di fornitura, interoperabilità con altri paesi a livello globale al fine di soddisfare i loro nuovi requisiti.

A ILA Berlino, Leonardo, col pieno sostegno della Direzione Nazionale Armamenti e dell’Esercito italiano, ha annunciato una strategia di promozione internazionale dell’AW249, evidenziandone i benefici in termini di deterrenza e interoperabilità, così come le prospettive di collaborazione industriale di quello che potrebbe diventare il nuovo elicottero da combattimento europeo al fine di consentire investimenti, efficienza finanziaria e nella catena di fornitura, nonché interoperabilità a livello globale per soddisfare nuovi requisiti.

AW249 di Leonardo: l’unico elicottero da combattimento occidentale di nuova generazione

L’AW249 è il risultato della stretta collaborazione tra il Ministero della Difesa italiano e Leonardo. L’AH-249A NEES – Nuovo Elicottero da Esplorazione e Scorta – ‘Fenice’, questa la denominazione di Forza Armata, rappresenta oggi il solo elicottero da combattimento occidentale di nuova progettazione, in sviluppo per soddisfare nuovi e rigorosi requisiti operativi per i prossimi 30 anni e oltre. Esso beneficia di capacità e tecnologie attualmente non disponibili altrove nel mondo, né attese su altre piattaforme nei prossimi anni, e che lo rendono un ponte ideale verso la graduale evoluzione dell’ala rotante in ambito militare.




Architettura aperta, prestazioni senza compromessi, cockpit digitale, IA e Battle Management System

In risposta ad uno scenario in rapida evoluzione l’AW249 presenta un’architettura completamente aperta con un significativo potenziale di ulteriore crescita sistemica e capacità di adattamento per soddisfare importanti requisiti di mercato. In aggiunta ad elevate prestazioni (velocità, raggio d’azione, margini di potenza e carico, condizioni in presenza di alte temperature e in quota, manovrabilità e volo a bassissima quota senza confronti). Tra le capacità centrali dell’AW249 c’è anche la possibilità di essere pienamente integrato e interoperabile in un moderno contesto multi-dominio (aria-terra-mare-spazio-cyber).

L’AW249 è dotato di un’avanzata interfaccia cockpit con ampio display digitale e capacità touch screen disponibili per i due posti in tandem e un sistema di gestione della missione (Battle Management System) altamente sofisticato sviluppato da Leonardo. I display e un moderno casco per il pilota permettono all’equipaggio di accedere rapidamente alle informazioni considerate critiche per il volo, la navigazione e la missione fornite da molteplici sensori e da connettività avanzata. Intelligenza Artificiale e automazione assistono l’equipaggio e la sua capacità decisionale in tutte le fasi della missione.

Missioni operative: dalla scorta all’ISTAR multi-dominio

L’AW249 può svolgere diverse missioni tra cui scorta, supporto ravvicinato e interdizione. L’elicottero può anche agire per acquisire informazioni nell’ambito di un sistema C4 (ISTAR – intelligence, surveillance, target acquisition, and reconnaissance / intelligence, sorveglianza, acquisizione del bersaglio e ricognizione), utilizzando i suoi sistemi di sorveglianza (propri o di unità cooperanti) su un territorio, identificare unità di terra (amiche o nemiche) per suo uso al fine di trasmettere informazioni attraverso canali sicuri verso il centro di comando e controllo.

In tal modo l’AW249 si avvale di capacità avanzate di collaborazione operativa con sistemi a pilotaggio remoto. Potenti motori permettono operazioni nelle condizioni più estreme, ed è prevista fin dall’inizio la possibilità di impiego in modalità imbarcata. L’AW249 è equipaggiato con diversi sistemi d’arma comprendenti razzi guidati e non da 70 mm, missili aria-aria, missili aria-superficie e un cannone da 20mm a tre canne rotanti.

AW249 di Leonardo: armamento potente e capacità di sopravvivenza avanzata

La sua straordinaria capacità di sopravvivenza si basa su un avanzato sistema di autoprotezione, unitamente a blindature per i posti e a serbatoi per il carburante dotati di tolleranza balistica, resistenza strutturale agli impatti e ridotta osservabilità, in aggiunta alla superiore consapevolezza della condizione operativa assicurata dalla sua capacità di navigazione e di integrazione/fusione delle informazioni provenienti dai diversi sensori, e una robusta protezione cyber.

Simulazione, addestramento e manutenzione predittiva

L’AW249 prevede anche capacità di simulazione digitale e servizi allo stato dell’arte per supporto tecnico e addestramento, beneficiando tra l’altro di simulazione di missione e realtà virtuale ad alta fedeltà, così come di manutenzione predittiva attraverso la raccolta e l’analisi di dati. Inoltre, un nuovo laboratorio di sviluppo e di generazione di scenari di missione consente l’ottimizzazione del sistema, la valutazione e il collaudo del quadro tattico in un sofisticato ambiente sintetico.

Un catalizzatore per la difesa europea

Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha dichiarato che “l’AW249 è il risultato di una visione lungimirante da parte di istituzioni e industria e giunge in un periodo particolare, considerando l’evoluzione dello scenario della sicurezza globale e, ancor più, l’impegno messo in campo dall’Europa verso una maggior sinergia nelle iniziative di difesa e sicurezza. L’AW249 dimostra nei fatti le importanti competenze di Leonardo nella progettazione di piattaforme ed elettronica, consentendo il pieno controllo delle capacità ‘core’, creando al contempo significative opportunità di collaborazione industriale e può rappresentare uno dei nostri catalizzatori a supporto di iniziative europee. In tempi in cui il rafforzamento della cooperazione nel campo della difesa e sicurezza riveste grandissima rilevanza, l’AW249 è pronto non solo a garantire superiorità operativa, ma anche a creare nuove opportunità di collaborazione sul continente e oltre”.

Un nodo di comando e controllo sul campo

Gian Piero Cutillo, Condirettore Generale di Leonardo e Managing Director di Leonardo Helicopters, ha sottolineato che “l’AW249 dà prova del nostro impegno nel far evolvere gli elicotteri ben oltre il loro ruolo tradizionale in termini di architettura e capacità, accogliendo e integrando proattivamente tutte le nuove tecnologie e investendo in una roadmap di sviluppo chiara e di lungo periodo. Molto più che un nuovo elicottero da combattimento, l’AW249 agirà come un nodo di comando e controllo sul campo, in grado di raccogliere, analizzare, fondere e distribuire informazioni in tempo reale, coordinando assetti in tutti i domini per garantire decisioni e azioni più rapidamente e più efficacemente. Intendo esprimere, ancora una volta, la mia gratitudine verso il Ministero della Difesa italiano, la Direzione Nazionale Armamenti e l’Esercito italiano per la loro fiducia, il supporto e la stretta collaborazione su un programma che ora può evolvere verso una strategia condivisa”.

Stato del programma e roadmap verso la produzione dell’AW249 di Leonardo

Con un peso massimo al decollo di 8,3 tonnellate, l’AW249 è in sviluppo per sostituire la flotta di AW129 dell’Esercito italiano, prossima alla conclusione della sua vita operativa. Un prototipo di AW249 ha compiuto il suo volo inaugurale nell’agosto 2022. Quattro aeromobili sono stati costruiti da allora, tre dei quali di pre-serie. All’inizio di quest’anno il programma è entrato nella sua fase finale di sviluppo e qualifica di capacità. Si procederà ora al completamento di prove ambientali, mentre continuano l’integrazione e i test dell’armamento, la configurazione del sistema di gestione del combattimento e l’interfaccia uomo-macchina.

Leonardo ha già cominciato a lavorare allo sviluppo di capacità collaborative con sistemi a pilotaggio remoto dell’Esercito italiano e sono inoltre in valutazione per il futuro capacità di impiego di sistemi Air Launched Effects (ALE) e anti-drone. Ad oggi, sono 19 le unità contrattualizzate, con ulteriori 14 in fase negoziale, nell’ambito di un requisito complessivo di 48. La produzione di serie è già stata avviata e le consegne, con ingresso in servizio, dei primi elicotteri sono attese nel 2028.


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Messaggio da Phant » 6 luglio 2026, 2:58

Aviation-report.com ha scritto:
15° Stormo: inaugurato a Cervia il nuovo sistema di simulazione di volo per l’HH-139

Un nuovo e avanzato sistema di simulazione del volo entra a far parte delle capacità addestrative del 15° Stormo dell’Aeronautica Militare. La cerimonia di inaugurazione si è svolta il 16 giugno presso l’Aeroporto di Cervia alla presenza del Prefetto di Ravenna Dott. Raffaele Ricciardi, autorità militari, rappresentanti dell’industria e personale del reparto.

Il nuovo polo addestrativo comprende un simulatore Full Flight destinato ai piloti, una postazione Advanced Mission Console per gli operatori di sistema e un Virtual Procedure Trainer. Grazie all’architettura integrata e al collegamento “Interlink”, le diverse piattaforme possono interagire tra loro consentendo a piloti e operatori di addestrarsi simultaneamente come se fossero a bordo dello stesso elicottero durante una missione reale.

A margine dell’evento, il Comandante del 15° Stormo, Colonnello Antonio Viola, ha evidenziato l’importanza del nuovo sistema per la crescita professionale degli equipaggi e per il mantenimento degli elevati standard operativi richiesti alle unità di ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare. «Questa infrastruttura rappresenta un investimento concreto sul nostro personale e sulle proprie competenze. Il simulatore ci permetterà di addestrare i nostri equipaggi in scenari sempre più complessi e realistici, incrementando sicurezza, efficacia operativa e capacità di risposta nelle missioni che svolgiamo quotidianamente a favore del Paese», ha dichiarato il Colonnello Viola.

A sottolineare la valenza strategica dell’iniziativa è stato il Generale Alessandro De Lorenzo, Comandante delle Forze di Mobilità e Supporto che ha richiamato il ruolo di eccellenza svolto dall’Italia nel settore della formazione aeronautica. «L’Italia continua a essere un punto di riferimento nel panorama internazionale dell’addestramento al volo grazie alla professionalità del proprio personale e alla costante attenzione verso l’innovazione. Strutture come quella inaugurata oggi consentono di preparare equipaggi sempre più qualificati, mantenendo il nostro Paese ai vertici dell’eccellenza addestrativa e operativa», ha affermato il Generale De Lorenzo.

Nel corso della cerimonia è intervenuto anche Aurelio Cavallaro, Head of Italian MoD Helicopter Sales di Leonardo S.p.A., l’Azienda del comparto aerospazio, difesa e sicurezza che ha realizzato sia gli HH-139 dell’Aeronautica Militare, sia i nuovi sistemi di simulazione, che ha evidenziato il valore della collaborazione tra industria e Forza Armata nello sviluppo di sistemi avanzati di simulazione capaci di rispondere alle esigenze operative presenti e future.

L’evento si è chiuso con il taglio del nastro e la benedizione della struttura impartita da Don Marco Galanti, cappellano militare della base di Cervia, che ha rivolto un pensiero agli equipaggi impegnati quotidianamente nelle attività operative al servizio della collettività.

Con questa nuova infrastruttura, il 15° Stormo rafforza ulteriormente la propria capacità di formare equipaggi altamente specializzati, pronti a operare negli scenari più complessi e l’entrata in servizio del nuovo sistema rappresenta un importante passo avanti nel processo di ammodernamento delle capacità addestrative del 15° Stormo, reparto che assicura, 24 ore su 24 e 365 giorni all’anno, il servizio di ricerca e soccorso aereo nazionale, oltre a concorrere alle attività di pubblica utilità e supporto alla popolazione.


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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 13 agosto 2026, 1:31

Aviation-report.com ha scritto:
Il Regno Unito rafforza la componente ad ala rotante: nuovi CH-47 Chinook per la RAF oltre i 14 già ordinati nel 2024

Il Ministero della Difesa britannico (UK Ministry of Defence) ha confermato l’intenzione di ampliare ulteriormente la flotta di elicotteri da trasporto pesante CH-47 Chinook, consolidando il ruolo della piattaforma quale pilastro delle capacità di mobilità aerea della Royal Air Force (RAF) almeno fino al 2060. La decisione si inserisce nel quadro della Strategic Defence Review, che individua nel rafforzamento della mobilità tattica e del supporto alle operazioni congiunte una delle priorità della futura struttura delle Forze Armate britanniche.

L’iniziativa si affianca al contratto già assegnato a Boeing per la fornitura di 14 CH-47F Block II Extended Range (ER), ordinati nel 2024, destinati a sostituire progressivamente gli esemplari più anziani della flotta oggi in servizio. Le nuove acquisizioni consentiranno di mantenere elevata la disponibilità operativa di una capacità ritenuta essenziale sia nelle operazioni ad alta intensità sia negli interventi umanitari e di protezione civile, le consegne dei nuovi velivoli dovrebbero iniziare a metà degli anni 2030.

Una capacità strategica per le operazioni expeditionary

Il CH-47 Chinook rappresenta da oltre quarant’anni uno degli assetti più importanti della componente elicotteristica britannica. Dalle operazioni nelle Falkland alle campagne nei Balcani, dall’Iraq all’Afghanistan, il bimotore tandem di Boeing ha garantito il trasporto rapido di truppe, veicoli, artiglierie leggere e rifornimenti anche in condizioni operative particolarmente impegnative.

L’elevata capacità di carico, la possibilità di operare da aree non preparate e la notevole affidabilità hanno reso il Chinook uno strumento indispensabile per assicurare la mobilità delle forze terrestri e delle unità speciali. Nel contesto delle moderne operazioni multidominio, tali caratteristiche mantengono un’importanza centrale, soprattutto in scenari nei quali la rapidità di dispiegamento rappresenta un fattore determinante.

Il salto qualitativo del CH-47F Block II

La nuova versione CH-47F Block II Extended Range introduce una serie di miglioramenti progettati per incrementare prestazioni, autonomia e durata operativa della piattaforma.

Tra le principali innovazioni figurano una struttura rinforzata, un sistema di trasmissione aggiornato, un impianto carburante di maggiore capacità e un’architettura digitale che migliora la gestione dei sistemi di bordo. La variante Extended Range integra inoltre serbatoi supplementari che consentono missioni a lungo raggio senza compromettere il carico trasportabile, caratteristica particolarmente apprezzata dalle forze speciali britanniche e dalle unità destinate alle operazioni expeditionary.

L’evoluzione della piattaforma permetterà inoltre l’integrazione di futuri sistemi di comunicazione, navigazione e autoprotezione, assicurando la piena interoperabilità con gli altri assetti della NATO.

Continuità operativa e sostenibilità della flotta

L’acquisizione di ulteriori Chinook riflette la volontà del Regno Unito di preservare una capacità che continua a dimostrare un elevato rapporto tra efficacia operativa e costi di gestione. Piuttosto che sviluppare una piattaforma completamente nuova, Londra ha scelto di investire nell’evoluzione di un sistema ormai ampiamente collaudato, beneficiando di una consolidata catena logistica, di personale già qualificato e di una rete industriale pienamente sviluppata.

Dal punto di vista operativo, la standardizzazione della flotta attorno alla variante Block II consentirà anche una razionalizzazione delle attività manutentive, della formazione degli equipaggi e della gestione delle parti di ricambio, con effetti positivi sulla disponibilità complessiva dei velivoli.

Il ruolo dell’industria

Il programma rappresenta un’importante commessa per Boeing e per l’intera filiera industriale coinvolta nella produzione e nel supporto del Chinook. L’industria britannica continuerà inoltre a svolgere un ruolo significativo nelle attività di manutenzione, aggiornamento e supporto logistico della flotta durante il suo intero ciclo di vita.

L’investimento conferma come il Regno Unito intenda mantenere competenze nazionali nel settore degli aeromobili ad ala rotante, elemento considerato strategico anche nell’ottica della resilienza industriale e della sicurezza degli approvvigionamenti.

Una scelta coerente con il nuovo scenario strategico

L’attuale contesto di sicurezza europeo, segnato dal ritorno della competizione tra grandi potenze e dalla necessità di garantire una maggiore prontezza operativa sul fianco orientale della NATO, ha riportato al centro dell’attenzione le capacità di trasporto tattico pesante.

In questo quadro, il Chinook continua a rappresentare uno degli strumenti più efficaci per assicurare il rapido trasferimento di personale, mezzi e materiali, sostenendo operazioni aeromobili, missioni di evacuazione, interventi umanitari e supporto alle forze speciali.

L’intenzione del governo britannico di prolungarne l’impiego almeno fino al 2060 testimonia la fiducia riposta in una piattaforma che, grazie ai continui aggiornamenti tecnologici, continua a mantenere elevati standard di efficienza operativa. Parallelamente, il programma rafforza la capacità della Royal Air Force di rispondere alle esigenze future della NATO, assicurando una componente di trasporto pesante moderna, interoperabile e pienamente integrata nelle operazioni multinazionali.


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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 13 agosto 2026, 1:32

Aviation-report.com ha scritto:
La Romania ordina 12 Airbus H225M Caracal e 12 radar Ground Master 200 MM/A nell’ambito del programma SAFE

La Romania compie un nuovo passo nel rafforzamento delle proprie capacità di difesa con la firma di due importanti contratti, del valore complessivo di oltre un miliardo di euro, per l’acquisizione di 12 elicotteri multiruolo Airbus H225M Caracal e 12 radar di sorveglianza aerea Thales Ground Master 200 MM/A. Le commesse rientrano nel quadro dello strumento europeo SAFE (Security Action for Europe), destinato a promuovere gli acquisti congiunti tra gli Stati membri e a rafforzare la base industriale della difesa europea.

Il primo contratto, del valore di circa 757 milioni di euro, riguarda la fornitura dei dodici H225M Caracal, comprensivi del pacchetto iniziale di supporto logistico e dell’addestramento del personale. Il valore complessivo del progetto approvato nell’ambito di SAFE raggiunge gli 852 milioni di euro. Gli elicotteri saranno impiegati in un ampio spettro di missioni, tra cui trasporto tattico, assalto aereo, ricognizione, sorveglianza e supporto alle operazioni di combattimento, con capacità operative sia diurne sia notturne.

Il secondo contratto, assegnato a Thales, prevede l’acquisizione di 12 radar Ground Master 200 MM/A (GM200 MM/A) per un valore di circa 247 milioni di euro, mentre il progetto SAFE associato ammonta a 258 milioni di euro. Anche in questo caso sono inclusi il supporto logistico iniziale e la formazione degli operatori. I sistemi GM200 MM/A sono radar AESA tridimensionali di media portata progettati per la sorveglianza dello spazio aereo e sono in grado di rilevare e tracciare simultaneamente velivoli, elicotteri, droni, missili e razzi, operando efficacemente anche in ambienti caratterizzati da intensa guerra elettronica. Le prime consegne sono previste nel 2027.

Entrambi gli accordi sono stati sottoscritti dalla Direzione Generale per gli Armamenti del Ministero della Difesa rumeno con la Direction générale de l’armement (DGA) francese, che ha operato quale autorità contraente nell’ambito del meccanismo europeo di procurement congiunto previsto da SAFE.

L’acquisizione rappresenta un ulteriore tassello del vasto programma di modernizzazione delle Forze Armate rumene, orientato a incrementare le capacità operative sul fianco orientale della NATO. L’integrazione degli H225M consentirà di ampliare le capacità di mobilità tattica e di supporto alle operazioni speciali, mentre i nuovi radar Ground Master 200 MM/A rafforzeranno sensibilmente la sorveglianza dello spazio aereo nazionale e la capacità di contrastare minacce emergenti, in particolare velivoli senza pilota e missili da crociera.


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Messaggio da Phant » 13 agosto 2026, 1:37

Aviation-report.com ha scritto:
Airbus consegna alla Francia il primo NH90 per operazioni speciali

Airbus Helicopters ha consegnato ufficialmente il primo NH90 Standard 2 alla Direzione Generale degli Armamenti francese (DGA). Questa nuova variante dell’NH90 TTH è stata progettata specificamente per le operazioni speciali. La Francia ha ordinato un totale di 18 elicotteri NH90 per operazioni speciali, che saranno consegnati entro la metà del 2029. Saranno impiegati dallo squadrone delle forze speciali dell’Aviazione dell’Esercito francese di stanza a Pau. Nel dicembre 2025, la Spagna si è unita al programma ordinando 31 NH90 in una configurazione analoga.

La Direzione Generale degli Armamenti (DGA) e il costruttore Airbus Helicopters France avevano presentato questa versione dell’elicottero europeo, per la prima volta al pubblico, in occasione del salone SOFINS (Special Operations Forces Innovation Network Seminar), organizzato dal Cercle de l’Arbalète dal 1 al 3 aprile 2025 a Martignas-sur-Jalle.

L’elicottero NH90 Standard 2 amplierà le attuali missioni dell’NH90 Standard 1 consentendo l’inserimento e l’estrazione di operatori delle forze speciali, oltre a fornire supporto di fuoco e capacità di comunicazione tattica. Questa seconda versione dell’NH90 Caiman fornirà alle forze speciali francesi nuove capacità di intervento adatte alle loro missioni, in tutti i tipi di teatri operativi e in un ambiente con visibilità ridotta, e sarà in grado di offrire capacità di volo e di penetrazione in condizioni di visibilità molto degradata, in particolare nei teatri di operazione ritenuti difficili come, ad esempio, quello della zona sahelo-sahariana.

L’NH90 per operazioni speciali

“Siamo onorati di consegnare questo NH90 Standard 2 alle forze armate francesi“, ha dichiarato Matthieu Louvot, CEO di Airbus Helicopters. “Questo nuovo standard si basa sulle comprovate capacità dell’NH90 TTH, arricchite da innovative funzionalità concepite appositamente per le forze speciali. Più che mai, gli operatori delle forze speciali potranno portare a termine le loro missioni più complesse anche negli ambienti più impegnativi“, ha aggiunto.

“Siamo molto lieti che anche la Spagna abbia aderito allo sviluppo delle funzionalità che miglioreranno la consapevolezza situazionale dell’equipaggio. Ciò dimostra che questo nuovo standard dell’NH90 è destinato a diventare il punto di riferimento per le forze speciali in tutto il mondo.”

La configurazione Standard 2 prevede l’integrazione del sistema elettro-ottico Safran Euroflir 410 D (EOS), un nuovo generatore di mappe digitali, la predisposizione per un terzo membro dell’equipaggio e nuovi finestrini scorrevoli posteriori di dimensioni maggiorate, in grado di ospitare armi per l’autodifesa.

Include inoltre le predisposizioni per una rapida integrazione del Direct Aperture System (DAS), attualmente in fase di sviluppo, che garantirà una migliore visibilità in condizioni di volo avverse (neve, polvere, nebbia), sia di giorno che di notte. Tra gli ulteriori aggiornamenti figurerà anche l’adozione del casco Thales TopOwl completamente digitale, capace di visualizzare simultaneamente sulla visiera le immagini provenienti dal DAS e dall’EOS.

Programma NH90 Standard 2

Il programma NH90 Standard 2 è stato commissionato nel 2020 dalla NATO Helicopter Management Agency (NAHEMA) a NHIndustries (NHI) e alle aziende partner (Airbus Helicopters, Leonardo e Fokker). NHIndustries è la più grande joint venture del settore degli aeromobili a rotore ed è responsabile della progettazione, produzione e supporto dell’elicottero NH90, uno dei modelli di riferimento tra gli elicotteri militari di ultima generazione.

L’azienda riunisce le migliori competenze dell’industria europea degli aeromobili a rotore e della difesa, ed è controllata da Airbus Helicopters (62,5%), Leonardo (32%) e GKN Fokker (5,5%). Ciascuna delle società apporta una lunga tradizione aerospaziale, contribuendo con le proprie competenze e il proprio know-how di eccellenza al prodotto finale.


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Messaggio da Phant » 13 agosto 2026, 1:52

Aviation-report.com ha scritto:
Primo volo dell’NH90 SWR3 con il Software Release 3

NHIndustries (NHI), insieme alla NATO Helicopter Management Agency (NAHEMA), ha annunciato il completamento con successo del primo volo della configurazione NH90 SWR3 Software Release 3, soprannominata anche ‘Block 1’. Il volo ha avuto luogo il 21 luglio scorso in Italia, dove un elicottero SH90 della Marina Italiana è stato aggiornato al nuovo standard SWR3.

Questo importante risultato segna l’inizio della campagna di test di volo per la configurazione SWR3 e rappresenta una pietra miliare nell’evoluzione del programma NH90. Arriva solo due anni dopo la firma del contratto storico tra NAHEMA e NHIndustries per lo sviluppo e la qualificazione dello standard SWR3, riaffermando l’impegno condiviso delle nazioni partecipanti e dei partner industriali a migliorare continuamente le capacità operative della flotta NH90.

Un importante passo avanti per l’elicottero NH90

La versione 3 del software rappresenta uno degli aggiornamenti di funzionalità più significativi introdotti all’NH90 negli ultimi anni. Implementerà importanti miglioramenti operativi per entrambe le varianti NH90, l’elicottero da trasporto tattico (TTH) e l’elicottero per fregata Nato (NFH). Sviluppato attraverso la stretta collaborazione delle società partner NHI – Airbus Helicopters, Leonardo e GKN Aerospace, l’NH90 SWR3 si posiziona per soddisfare e superare i più esigenti requisiti di missione futura della NATO.

La nuova configurazione introduce una gamma di tecnologie avanzate, tra cui, tra le altre, la prima capacità Link 22 aviotrasportata al mondo integrata su un elicottero, un sistema di osservazione elettro-ottica ad alta definizione di nuova generazione (LEOSS-T), funzionalità antisommergibile Sonar potenziate con i sonar OTS-90 Mark II e FLASH, un sistema di navigazione civile GNSS/FMS aggiornato e l’integrazione di funzionalità aggiuntive delle armi.

SWR3 rafforza significativamente le prestazioni della missione in tutto lo spettro delle operazioni marittime. L’introduzione di Link 22 fornisce comunicazioni sicure Line-of-Sight (LOS) e Beyond-Line-of-Sight (BLOS) senza fare affidamento sulla connettività satellitare, rendendo l’NH90 il primo e unico elicottero in grado di operare con questo collegamento dati tattico standard NATO. Questa svolta migliora notevolmente lo scambio di informazioni in tempo reale e l’interoperabilità in ambienti operativi multidominio sempre più complessi.

L’integrazione delle ultime tecnologie elettro-ottiche e sonar ad alta definizione migliora ulteriormente la sorveglianza a lungo raggio, il rilevamento dei bersagli, l’identificazione, l’acquisizione e il tracciamento. In combinazione con l’avanzato sistema di missione navale dell’NH90, queste nuove capacità riducono il carico di lavoro dell’equipaggio aumentando l’efficacia della missione durante operazioni impegnative come le operazioni di sicurezza marittima, ricerca e salvataggio, guerra antinave e guerra antisommergibile.

Il primo volo segna il successo dell’integrazione di questi nuovi sistemi e rappresenta un passo importante verso la qualificazione e l’entrata in servizio della configurazione SWR3.

Il successo del primo volo dell’NH90 SWR3

Michael Kohlhaas, direttore generale di NAHEMA, ha detto che “il successo del primo volo dell’NH90 nella configurazione SWR3 segna una pietra miliare significativa per il programma e dimostra l’eccellente cooperazione tra NAHEMA, le nazioni partecipanti, NHIndustries e le aziende partner. Il volo sta avvenendo nei tempi previsti e in linea con le aspettative considerando un progetto di questa portata. Questo risultato ci porta un passo più vicino alla fornitura di capacità operative migliorate che garantiranno che l’NH90 rimanga una piattaforma all’avanguardia in grado di soddisfare i requisiti in evoluzione delle nostre forze armate.”

Cristian Naso, amministratore delegato di NHIndustries, ha commentato che “il primo volo dell’NH90 nella configurazione SWR3 è un risultato importante per l’intero programma NH90 e riflette la dedizione e l’esperienza di tutti i nostri team in tutta Europa. SWR3 è una testimonianza del nostro impegno per l’innovazione continua, l’eccellenza operativa Integrando tecnologie all’avanguardia come Link 22 e i sistemi di missione di nuova generazione, stiamo assicurando che l’NH90 rimanga l’elicottero militare più avanzato al mondo nel suo segmento, pronto a supportare i nostri clienti negli scenari operativi più impegnativi.”


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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 26 agosto 2026, 3:46

Aviation-report.com ha scritto:
12 agosto 1977, l’arrivo del primo elicottero HH-3F Pelican al 15° Stormo: la svolta del soccorso aereo italiano

Il 12 agosto 1977 segna una data fondamentale nella storia della ricerca e soccorso dell’Aeronautica Militare. Quel giorno la ditta costruttrice consegna al 15° Stormo di Ciampino il primo elicottero HH-3F Pelican, destinato a sostituire gli anfibi Grumman HU-16 Albatross nei compiti di Search and Rescue. La fotografia d’epoca mostra la nuova macchina bianca e gialla affiancata agli ultimi HU-16 ancora in servizio, simbolo di un passaggio generazionale che avrebbe cambiato per sempre le capacità operative del soccorso aereo italiano.

A partire dal progetto Sikorsky S-61R, l’HH-3F, prodotto su licenza dalla Agusta, era una macchina biturbina pentapala con capacità anfibie, rampa posteriore e prestazioni pensate per operare in ogni condizione meteorologica, di giorno e di notte, sul mare come sulla montagna. L’Aeronautica Militare acquisì un primo lotto di 20 esemplari a partire dal 1977, seguiti da altri 15 nei primi anni Novanta, per un totale di 35 macchine. Gli elicotteri divennero pienamente operativi nel 1979 e l’Aeronautica Militare li dislocò presso i centri del 15° Stormo, garantendo copertura su tutto il territorio nazionale.

L’elicottero HH-3F Pelican e la trasformazione del 15° Stormo

Il 15° Stormo, ricostituito nel 1965 a Ciampino come reparto SAR, si affidava agli HU-16 e a elicotteri leggeri come gli AB-47 e gli AB-204, prima dell’arrivo del Pelican. Queste piattaforme, pur meritorie, mostravano limiti evidenti in termini di autonomia, capacità di carico e operatività notturna o in condizioni meteo severe. L’HH-3F rappresentò un salto qualitativo: due turboalbero General Electric T58 da circa 1.500 cavalli, velocità massima intorno ai 260 km/h, autonomia di circa 750 km e un verricello capace di sollevare personale e feriti anche in mare mosso.

Gli equipaggi potevano così intervenire a distanze maggiori e in scenari più complessi. Chi si chiede quando sia entrato ufficialmente in servizio l’elicottero HH-3F Pelican trova la risposta nella consegna del 1977 e nella piena operatività raggiunta entro il 1979. La macchina si dimostrò subito affidabile e versatile, tanto da diventare il simbolo del soccorso aereo italiano per quasi quattro decenni. Gli HH-3F nel corso degli anni sono stati sottoposti a diversi aggiornamenti.

I primi esemplari “Alpha” furono progressivamente portati allo standard “Bravo” e successivamente “Charlie”, con miglioramenti all’avionica, sistemi di autoprotezione, possibilità di montare mitragliatrici brandeggiabili e capacità di operare con visori notturni. Queste modifiche permisero di estendere il ruolo oltre il SAR tradizionale verso il Combat Search and Rescue e il supporto alle operazioni speciali.

Missioni, salvataggi e il lungo servizio dell’HH-3F

L’Aeronautica dal 1993 in poi impiegò gli HH-3F anche fuori area. Somalia (operazione Restore Hope), Albania, Bosnia, Kosovo e Iraq (Antica Babilonia). Questi elicotteri in Italia garantivano copertura continua attraverso i centri di Cervia, Pratica di Mare, Trapani e Gioia del Colle. I numeri finali sono impressionanti: oltre 185.000 ore di volo e circa 7.000 vite salvate in missioni SAR e CSAR, in Italia e all’estero.

Molti si chiedono perché l’Aeronautica Militare abbia scelto proprio l’HH-3F per sostituire gli HU-16. La risposta sta nella combinazione di autonomia, capacità anfibie, robustezza e possibilità di operare in ambienti ostili, caratteristiche che gli idrovolanti e gli elicotteri della generazione precedente non potevano più garantire in modo adeguato.

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Il 26 settembre 2014, a Pratica di Mare, si tenne la cerimonia di congedo. L’esemplare MM81337 “15-25” effettuò l’ultimo volo, accompagnato in formazione da un HH-139A, il successore designato per il ruolo SAR. Il Pelican lasciava il servizio attivo dopo 37 anni, sostituito principalmente dall’HH-139A per le missioni di ricerca e soccorso e, per le capacità CSAR più spinte, dall’HH-101A Caesar.

Anche dopo il ritiro la storia dell’elicottero HH-3F Pelican non si è del tutto conclusa. Nel novembre 2024 la società americana Clayton International, specializzata nella manutenzione e nel refitting di elicotteri Sikorsky, ha acquisito l’intera flotta residua di 26 esemplari radiati dall’Aeronautica Militare, insieme a un consistente stock di parti di ricambio. L’Italia ha trasferito venti di queste macchine negli Stati Uniti per possibili ripristini o utilizzi secondari.

Oggi il 15° Stormo continua a svolgere le missioni di ricerca e soccorso e di supporto con gli HH-139 (nelle versioni A e B), mantenendo la tradizione di copertura nazionale e di intervento in scenari complessi. L’eredità del Pelican resta viva nei protocolli operativi, nella formazione degli equipaggi e nella memoria di migliaia di interventi riusciti.

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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 12 settembre 2026, 3:17

Aviation-report.com ha scritto:
L’elicottero MH-139A Grey Wolf raggiunge la Capacità Operativa Iniziale

L’US Air Force Global Strike Command (AFGSC) ha annunciato che l’elicottero MH-139A Grey Wolf ha raggiunto la Capacità Operativa Iniziale a partire dal 10 agosto scorso. Questo inaugura una nuova era di modernizzazione per le operazioni di sicurezza nucleare dell’AFGSC. In aggiunta è importate ricordare che l’elicottero è una versione specifica, dotata di equipaggiamento militare personalizzato da Boeing, del best seller italiano AW-139 di Leonardo.

Questo traguardo segna la storica transizione dall’UH-1N Huey iconico elicottero dell’era del Vietnam, un velivolo che ha servito l’US Air Force per oltre cinquant’anni. L’elicottero MH-139A Grey Wolf vanta significativi miglioramenti in termini di capacità. E’ quasi il 50% più veloce, può trasportare il doppio delle truppe e dispone di sistemi di difesa potenziati. Questi progressi consentono alle forze di sicurezza di mobilitarsi più rapidamente, e con maggiore potenza di fuoco, rispetto al modello precedente.

IOC per l’elicottero MH-139A Grey Wolf

“Per oltre mezzo secolo, l’UH-1N Huey è stato un elemento chiave della nostra sicurezza missilistica intercontinentale (ICBM). Tuttavia dobbiamo un sentito ringraziamento agli equipaggi che lo hanno pilotato e mantenuto in funzione in tutti questi anni“, ha dichiarato il Generale SL Davis, comandante dell’US Air Force Global Strike Command. “Garantire la sicurezza di questi missili richiede il nostro massimo impegno e l’MH-139 migliorerà significativamente le nostre capacità.”

L’integrazione del Grey Wolf garantisce al Global Strike Command americano di rimanere, preparato e pronto a fronteggiare qualsiasi minaccia alla componente terrestre della triade nucleare.

Velocità e raggio d’azione esteso sono fondamentali per le complesse esigenze operative della 20ª Air Force. La navigazione nell’area di responsabilità di circa 33.600 miglia quadrate, che si estende su una topografia variegata di praterie, pianure e catene montuose, richiede un velivolo altamente performante e resistente. Boeing ha progettato il Grey Wolf per supportare la sicurezza dei campi missilistici nell’ampio e impervio territorio in cui opera la missione nucleare statunitense, h24.

L’elicottero MH-139A Grey Wolf a protezione degli ICBM americani

Mentre il comando si prepara a sostituire il missile balistico intercontinentale Minuteman III con il sistema d’arma di nuova generazione LGM-35A Sentinel, le capacità dell’MH-139 sono state predisposte per supportare questo cruciale sforzo di modernizzazione. Il programma Sentinel prevede una revisione completa dei missili balistici intercontinentali terrestri. E la velocità, l’autonomia e i moderni sistemi di comando e controllo dell’MH-139 sono fondamentali per garantire la sicurezza delle infrastrutture. Ciò contribuisce a garantire operazioni ininterrotte man mano che verranno attivate le nuove postazioni Sentinel e dismesse quelle del Minuteman III.

Tuttavia il percorso verso la capacità operativa iniziale (IOC) ha comportato rigorosi test, addestramento alla conversione e traguardi operativi raggiunti dal 582nd Helicopter Group. Nel gennaio 2026, il 40th Helicopter Squadron ha scortato il primo convoglio operativo di missili balistici intercontinentali Minuteman III con l’MH-139, composto da veicoli di manutenzione e di sicurezza blindati, per oltre 160 chilometri durante un tragitto di sei ore senza bisogno di rifornimento.

In precedenza, nel gennaio 2025, il 550th Helicopter Squadron aveva completato il primo volo di prova e valutazione operativa iniziale del velivolo. “È stato un privilegio assoluto vedere l’iconico Huey supportare fedelmente le nostre operazioni globali per tutta la mia carriera“, ha dichiarato il Colonnello Bryant Bevan, comandante del 582nd Helicopter Group.

Ruoli secondari dell’elicottero di origine italiana

“Tuttavia, questa transizione rappresenta un passo avanti fondamentale. Le capacità avanzate dell’MH-139A Grey Wolf forniranno alle nostre forze aviotrasportate la velocità, l’autonomia e la capacità di sopravvivenza necessarie per difendere e mettere in sicurezza in modo decisivo il sistema d’arma Minuteman III.”

Oltre al suo ruolo principale di supporto ai convogli e di intervento di emergenza h24, le capacità del Grey Wolf saranno sfruttate anche per operazioni di ricerca e soccorso, interventi in caso di calamità ed evacuazioni mediche.


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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 16 ottobre 2026, 4:37

Aviation-report.com ha scritto:
Paesi Bassi: avviata in Francia la costruzione del primo elicottero H225M Caracal

Airbus Helicopters ha avviato la produzione del primo H225M Caracal destinato alla Koninklijke Luchtmacht. I nuovi elicotteri saranno impiegati principalmente a supporto delle forze per operazioni speciali olandesi, con le prime consegne previste all’inizio del 2030.

Il programma olandese per il rinnovamento della flotta di elicotteri militari compie un nuovo passo avanti. Il Ministero della Difesa dei Paesi Bassi ha annunciato il 7 ottobre 2026 l’avvio ufficiale della produzione del primo H225M Caracal destinato alla Koninklijke Luchtmacht, la Reale Aeronautica militare olandese. La costruzione avviene presso gli stabilimenti di Airbus Helicopters in Francia e rappresenta una nuova fase nello sviluppo della capacità nazionale di supporto alle operazioni speciali.

L’acquisizione rientra nel programma SOF Air Rotary Wing, attraverso il quale le forze armate olandesi intendono disporre di una componente elicotteristica dedicata alle esigenze delle Special Operations Forces (SOF), in grado di operare in scenari complessi e in coordinamento con le altre componenti militari nazionali e con gli alleati internazionali.

Un contratto per 12 H225M Caracal

Il Ministero della Difesa olandese e Airbus Helicopters avevano firmato il contratto per la fornitura degli H225M Caracal lo scorso 5 novembre 2024, durante la fiera Euronaval di Parigi. L’accordo definitivo prevede 12 elicotteri, oltre a un primo pacchetto di supporto e servizi.

Durante la fase di definizione del programma il numero è stato ridotto a 12, dopo che l’Olanda aveva inizialmente previsto l’acquisizione di 14 velivoli. I vincoli di bilancio e i costi superiori alle attese per gli equipaggiamenti di missione avevano determinato principalmente la decisione.

La scelta dell’H225M, annunciata nel giugno 2023 al termine di una valutazione delle esigenze operative, è stata determinata dalla necessità di disporre di una piattaforma versatile, capace di assicurare il trasporto di personale e materiali e di supportare missioni militari ad alta complessità.

H225M Caracal: una piattaforma dedicata alle operazioni speciali

Gli H225M Caracal olandesi saranno configurati in funzione dei requisiti nazionali, con equipaggiamenti specifici per le missioni delle forze speciali. Oltre al ruolo prioritario di supporto alle SOF, gli elicotteri potranno essere impiegati anche in operazioni convenzionali terrestri e marittime. Il programma prevede inoltre lo sviluppo delle attività di formazione e addestramento necessarie per preparare gli equipaggi e il personale tecnico all’introduzione del nuovo aeromobile.

La piattaforma dovrà essere in grado di operare in stretta collaborazione con gli altri mezzi delle forze armate olandesi, tra cui i caccia F-35, i nuovi velivoli da trasporto Embraer C-390M e le unità terrestri e navali. L’integrazione tra sistemi di comunicazione e capacità operative sarà un elemento importante per assicurare l’efficacia delle missioni congiunte.

Il 300 Special Operations Squadron sarà il reparto utilizzatore

I nuovi elicotteri saranno assegnati al 300 Special Operations Squadron, reparto della Koninklijke Luchtmacht destinato a operare nell’ambito della capacità SOF Air Rotary Wing.

L’introduzione dei Caracal consentirà di rinnovare la componente elicotteristica oggi basata sugli Airbus Helicopters AS532 Cougar, utilizzati per il trasporto militare e per una pluralità di compiti operativi. La transizione verso la nuova flotta sarà accompagnata da un percorso di addestramento e dall’adeguamento delle procedure operative.

Secondo i piani del Ministero della Difesa olandese, la fase di test dei nuovi elicotteri dovrebbe iniziare nel 2028. Le prime consegne sono previste all’inizio del 2030, mentre il completamento della fornitura dei 12 aeromobili è programmato entro l’inizio del 2032.

Il Caracal rafforza le capacità operative olandesi

L’avvio della produzione del primo esemplare costituisce un passaggio significativo per un programma che punta a garantire ai Paesi Bassi una capacità elicotteristica specializzata. Capacità adeguata alle esigenze delle operazioni moderne e alla cooperazione con le forze alleate.

Con l’H225M Caracal, Airbus Helicopters fornirà alla Koninklijke Luchtmacht una piattaforma destinata a svolgere un ruolo centrale nel supporto aereo alle forze speciali. Contribuirà anche al rinnovamento della flotta e al rafforzamento delle capacità operative delle forze armate olandesi nel prossimo decennio.


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Re: NEWS Ala Rotante

Messaggio da Phant » 16 ottobre 2026, 4:40

Aviation-report.com ha scritto:
Romania, contratto da 757 milioni di euro per 12 elicotteri Airbus H225M Caracal

Bucarest ha formalizzato l’acquisizione di 12 elicotteri multiruolo Airbus H225M Caracal per modernizzare le capacità operative delle proprie forze armate. Il programma si inserisce nel quadro del rafforzamento della difesa rumena e della cooperazione industriale europea, anche attraverso il coinvolgimento dell’industria aeronautica nazionale.

La Romania ha ordinato 12 elicotteri militari multiruolo Airbus H225M Caracal, nell’ambito di un programma destinato a potenziare le capacità di trasporto tattico, supporto alle operazioni speciali e ricerca e soccorso in combattimento delle proprie forze armate. L’accordo, formalizzato il 7 ottobre 2026, prevede un valore di circa 757 milioni di euro per la fornitura degli aeromobili.

Il budget complessivo del programma ammonta invece a circa 852 milioni di euro, includendo le attività di supporto logistico iniziale e la formazione del personale. L’acquisizione rappresenta un ulteriore passo nel processo di modernizzazione delle capacità aeromobili militari rumene, in un contesto caratterizzato dalla crescente attenzione alla sicurezza del fianco orientale della NATO e dell’area del Mar Nero.

Airbus H225M Caracal, un elicottero per missioni multiruolo

L’Airbus H225M Caracal è un elicottero militare bimotore appartenente alla famiglia Super Puma, progettato per operare in ambienti complessi e svolgere un’ampia gamma di missioni militari. La piattaforma può essere impiegata per il trasporto tattico di personale e materiali, l’inserimento e l’estrazione di forze speciali, le operazioni di ricerca e soccorso in combattimento (Combat Search and Rescue, CSAR) e le missioni di supporto alle forze terrestri.

In funzione della configurazione adottata, l’H225M può inoltre integrare sistemi di autoprotezione, apparati per l’impiego in condizioni meteorologiche avverse e sistemi d’arma destinati a specifiche esigenze operative. La capacità di operare sia di giorno sia di notte, insieme all’autonomia e alla flessibilità d’impiego, rende il Caracal una piattaforma adatta a missioni che richiedono elevata mobilità e rapidità di intervento.

La modernizzazione della componente elicotteristica rumena con l’Airbus H225M Caracal

Uno degli obiettivi del programma è il progressivo rinnovamento della flotta di elicotteri delle forze armate rumene. La flotta attuale comprende gli IAR-330 Puma, prodotti su licenza e impiegati da decenni per missioni di trasporto e supporto. L’introduzione dell’H225M consentirà di disporre di una piattaforma di generazione più recente, con potenzialità di crescita e possibilità di configurazione in funzione dei requisiti operativi.

La nuova flotta potrà contribuire al miglioramento delle capacità di mobilità tattica, supporto alle operazioni speciali e recupero del personale in ambienti ostili. Le modalità e i tempi dell’eventuale sostituzione degli IAR-330 dovranno tuttavia essere valutati sulla base dei successivi programmi di acquisizione. Ma anche delle decisioni relative alla gestione della flotta esistente.

Il ruolo dell’industria rumena e il quadro europeo

L’acquisizione si inserisce anche nel più ampio contesto della cooperazione industriale europea nel settore della difesa. La presenza di Airbus in Romania e la collaborazione con l’industria aeronautica locale, in particolare con IAR Brașov, rappresentano elementi rilevanti per lo sviluppo delle capacità nazionali di manutenzione e supporto.

Il programma è inoltre collegato allo strumento europeo SAFE (Security Action for Europe). Strumento concepito per sostenere gli investimenti nella difesa attraverso finanziamenti destinati agli Stati membri dell’Unione europea. L’effettiva ricaduta industriale del contratto dipenderà dagli accordi esecutivi, dalla ripartizione delle attività produttive e manutentive e dalle eventuali forme di partecipazione dell’industria rumena.

Il fianco orientale della NATO e la sicurezza del Mar Nero

La decisione di Bucarest si colloca in un quadro strategico nel quale la Romania riveste un ruolo importante per la difesa del fianco orientale della NATO. La posizione geografica del Paese, sul Mar Nero e in prossimità dell’Ucraina, attribuisce alle capacità di trasporto, soccorso e supporto tattico una rilevanza significativa.

L’arrivo dei nuovi elicotteri potrà rafforzare la capacità delle forze armate rumene di sostenere operazioni nazionali e alleate. Migliorando anche la mobilità del personale e la flessibilità nell’impiego delle risorse aeree. Il programma H225M si aggiunge così agli investimenti che la Romania sta portando avanti per rinnovare le proprie capacità militari. Consolidando anche il contributo nazionale alla postura di deterrenza e difesa dell’Alleanza atlantica.

Aviazione militare della Romania

Con l’ordine di 12 Airbus H225M Caracal, la Romania punta a rinnovare una componente importante della propria aviazione militare. Introduce infatti una piattaforma multiruolo destinata a missioni di trasporto tattico, operazioni speciali e ricerca e soccorso in combattimento.

Il valore dell’iniziativa non riguarda soltanto l’acquisizione degli aeromobili. Ma copre anche il rafforzamento delle capacità operative, il supporto logistico nel lungo periodo e le opportunità di cooperazione con l’industria europea della difesa. Le prossime fasi del programma, a partire dalla definizione del calendario delle consegne e degli accordi industriali, consentiranno di valutare più precisamente l’impatto dell’acquisizione sulla struttura e sulle capacità della flotta elicotteristica rumena.


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