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da Phant » 1 dicembre 2023, 19:13
Aviation-report.com ha scritto:
Eurofighter per la Turchia: Ankara valuta l’acquisto di 40 velivoli europei di seconda mano
Il ministro della Difesa, Yaşar Güler, ha annunciato che la Ankara sta valutando l’acquisto di 40 Eurofighter per la Turchia di seconda mano, anche se la Germania sembrerebbe opporsi all’idea. Il presidente Recep Tayyip Erdoğan si recherà in Germania per una visita di lavoro di un giorno per colloqui con il suo omologo, il cancelliere Olaf Scholz.
“Vogliamo acquistare gli Eurofighter per la Turchia. Si tratta di un aereo molto efficace. Questi aerei sono legati al Regno Unito, alla Germania e alla Spagna”, ha detto il ministro in un’audizione parlamentare ad Ankara. “Sia il Regno Unito che la Spagna sono favorevoli, e stanno facendo sforzi per persuadere la Germania. Il Regno Unito e la Spagna affermano che “risolveremo questo problema”. Se la soluzione verrà risolta, prevediamo di acquistare 40 aerei Eurofighter“, ha detto Güler all’agenzia stampa turca Anadolu (AA).
A giugno e settembre del 2022, avevamo già riferito che la Turchia aveva espresso interesse per i più capaci caccia Eurofighter Typhoon in caso di fumata nera sull’accordo con gli Stati Uniti per gli F-16. E in una posizione più aggressiva, il presidente Recep Tayyip Erdogan aveva avvertito che la Turchia avrebbe potuto rivolgersi ad altri paesi, come la Russia, se gli Stati Uniti non avessero fornito gli F-16. “Gli Stati Uniti non sono gli unici a vendere aerei da guerra al mondo. Anche Regno Unito, Francia e Russia li vendono“.
L’Eurofighter Typhoon è un caccia multiruolo bimotore europeo prodotto da un consorzio di Airbus, BAE Systems e Leonardo e Güler ha affermato che i jet F-16 e F-4 presenti nell’inventario del Comando delle forze aeree turche sono sufficienti per i compiti che la Turchia svolgerà. “Ma ovviamente guardiamo oltre. Per questo abbiamo richiesto l’F-35, ma con l’F-35 sono sorti alcuni problemi. Stiamo lavorando anche su alternative“, tra le quali i 40 Eurofighter per la Turchia, ha detto Güler.
Il programma Eurofighter, sviluppato, prodotto e mantenuto da Regno Unito, Germania, Spagna e Italia, ha una comprovata esperienza ed è la spina dorsale della difesa aerea alleata. Dal suo primo volo nel 1994, il Typhoon è stato modernizzato e aggiornato per essere il jet da combattimento, di generazione 4++, più avanzato sul mercato. La sua cellula è stata progettata per ridurre la sezione trasversale del radar e gli aggiornamenti stanno migliorando le caratteristiche furtive dell’aereo. La fusione dei sensori, la capacità di operare in scenari complessi multidominio, l’elevata consapevolezza della situazione, l’avionica e l’elettronica all’avanguardia, la capacità di super-crociera e molto altro ancora fornirebbero all’aviazione militare turca un notevole vantaggio competitivo.
Come abbiamo scritto più volte, gli Stati Uniti hanno sospeso la Turchia dal programma degli aerei da caccia F-35 nel 2019 dopo essersi opposti all’acquisto da parte di Ankara del sistema di difesa missilistico russo S-400, sostenendo che il sistema russo avrebbe messo in pericolo gli aerei da combattimento.
La Turchia ha ripetutamente affermato che non esiste alcun conflitto tra i due sistemi e ha proposto una commissione per studiare la questione, affermando anche di aver adempiuto ai propri obblighi per gli F-35 e che la sua sospensione era contraria al contratto e alle regole. Inoltre, riguardo al ritardato acquisto di aerei da caccia F-16 dagli Stati Uniti, Güler ha dichiarato che “… per modernizzare i nostri F-16, acquisteremo 40 F-16 Block 70 Viper già pronti e ne modernizzeremo 79 presso l’industria aerospaziale turca TUSAŞ.”
Separatamente, la Turchia ha presentato una richiesta a Washington nel 2021 per 40 jet F-16 e kit di ammodernamento per aggiornare la sua flotta esistente. Il Dipartimento di Stato americano ha informato informalmente il Congresso della potenziale vendita. A seguito della notifica informale dell’amministrazione al Congresso, è stato avviato un processo di revisione a più livelli per avviare i negoziati con il Congresso. Tuttavia, diverse obiezioni da parte dello stesso Congresso hanno trascinato la situazione nell’incertezza.
Un certo numero di legislatori del Congresso degli Stati Uniti, in particolare l’ex presidente della commissione per le relazioni estere del Senato Bob Menendez, si sono opposti alla vendita e hanno legato la loro approvazione alla ratifica da parte della Turchia dell’adesione della Svezia alla NATO.
Ankara sostiene che i jet rafforzerebbero non solo la Turchia ma anche la NATO, tuttavia il ministro Güler ha ribadito l’approccio di Ankara all’autosufficienza della difesa riferendosi a due aerei principali sviluppati localmente, uno dei quali è l’Hürjet e l’altro è l’aereo di quinta generazione denominato KAAN.
Un tempo nazione fortemente dipendente dall’approvvigionamento di armi straniere, la Turchia, sotto l’amministrazione del presidente Erdoğan, è ora in grado di soddisfare localmente quasi l’80% delle esigenze dell’industria della difesa nazionale. Il portafoglio di armi prodotte a livello nazionale comprendono il famoso drone da combattimento Bayraktar TB2, il nuovo drone TB3 da imbarcare sulle unità navali, il drone da combattimento stealth Kizilelma, sistemi di difesa aerea, missili antinave, armamenti leggeri e programmi nazionali di navi da guerra e carri armati.
“Il nostro obiettivo principale è il nostro aereo da combattimento nazionale di quinta generazione, KAAN. Se tutto va bene, effettuerà il suo primo volo alla fine di quest’anno. È un aereo di quinta generazione. Stiamo lavorando anche sul nostro motore“, ha detto il ministro.
L’industria aerospaziale statale Turkish Aerospace Industries (TAI), che offre un’ampia gamma di prodotti, dagli elicotteri agli aerei da addestramento fino ai droni, ha presentato quest’anno il suo aereo da caccia di quinta generazione KAAN che si prevede volerà con un motore di produzione nazionale nel 2028. Il paese mira a sostituire la flotta esistente di F-16 con aerei di nuova generazione, incluso il KAAN, entro il 2030.
KAAN è un caccia da superiorità aerea bimotore con tutte le tecnologie e le caratteristiche presenti negli aerei da guerra di quinta generazione. L’aereo può raggiungere una velocità massima di Mach 1,8 (2.222 km/h) grazie ai suoi due motori, che possono produrre 29.000 libbre (13.000 chilogrammi) di spinta ciascuno. Le sue capacità includono un’elevata consapevolezza situazionale, carico di lavoro ottimizzato del pilota, rilevamento dei danni da combattimento, sistemi di missione di nuova generazione, bassa osservabilità, capacità attacchi di precisione e operabilità congiunta con altri elementi.

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da Phant » 29 luglio 2025, 2:37
Aviation-report.com ha scritto:
Turchia verso l’acquisizione degli Eurofighter Typhoon
La Turchia sta compiendo un passo decisivo verso la modernizzazione della sua forza aerea con l’acquisizione di 40 Eurofighter Typhoon, un caccia multiruolo di quarta generazione tra i più avanzati al mondo. Oggi 23 luglio 2025, durante l’International Defence Industry Fair (IDEF) di Istanbul, è stato firmato un Memorandum of Understanding (MoU) tra il Ministro della Difesa turco, Yaşar Güler, e il Segretario alla Difesa britannico, John Healey.
Questo accordo, insieme all’approvazione della Germania per l’esportazione dei velivoli, segna una svolta significativa dopo anni di negoziazioni e ostacoli diplomatici. Ma quali sono le implicazioni di questa intesa per la Turchia, la NATO e l’industria aeronautica europea? E come si inserisce questo possibile acquisto nella strategia di difesa di Ankara?
Un accordo cruciale per la difesa aerea turca
La firma del MoU con il Regno Unito rappresenta un momento chiave per la Turchia, che da tempo cerca di rafforzare le proprie capacità di difesa aerea in un contesto geopolitico sempre più complesso. La regione del Medio Oriente, teatro di tensioni crescenti, richiede una forza aerea moderna e versatile, capace di operare in scenari multi-dominio. Gli Eurofighter Typhoon, prodotti da un consorzio composto da Airbus (Germania e Spagna), BAE Systems (Regno Unito) e Leonardo (Italia), sono tra i caccia più avanzati disponibili, noti per la loro agilità, avionica sofisticata e capacità multiruolo.
Il Ministro Güler ha sottolineato come l’accordo avvicini la Turchia al “club degli Eurofighter”, evidenziando l’importanza strategica di questo passo per rafforzare le capacità aeree della NATO. Ma perché la Turchia ha scelto proprio l’Eurofighter Typhoon? La risposta risiede nella necessità di colmare un gap operativo nella sua forza aerea. Attualmente, la Turkish Air Force si affida a una flotta di F-16, velivoli di quarta generazione ma ormai datati, mentre il programma per il caccia di quinta generazione KAAN, sviluppato a livello nazionale, non sarà operativo prima del 2028. L’acquisizione dei Typhoon rappresenta quindi una soluzione temporanea ma altamente efficace per mantenere la superiorità aerea fino all’arrivo del KAAN.
Jorge Tamarit Degenhardt, amministratore delegato di Eurofighter Jagdflugzeug GmbH ha affermato che “l’annuncio odierno del protocollo d’intesa è una notizia positiva per tutte le parti coinvolte e non vediamo l’ora di sostenere ulteriori discussioni tra i governi di Turchia e Regno Unito nei prossimi mesi. È chiaro che stiamo vivendo un momento critico per la sicurezza in Europa e nel mondo e, senza dubbio, il jet Typhoon è la risorsa principale per garantire la sicurezza dei nostri cieli. I vantaggi combinati del jet Eurofighter Typhoon, uniti alla profondità del programma, garantiscono ai nostri clienti la completa libertà d’azione e la capacità di fornire capacità essenziali di potenza aerea“.
Superare gli ostacoli: il ruolo della Germania
Uno degli interrogativi più frequenti tra gli addetti ai lavori ha sempre riguardato le difficoltà incontrate dalla Turchia nel negoziare l’acquisto degli Eurofighter. Inizialmente, la Germania si era opposta alla vendita, citando preoccupazioni legate alla politica estera e alle restrizioni sulle esportazioni di armamenti. Tuttavia, secondo quanto riportato da Der Spiegel il 23 luglio 2025, il Consiglio Federale di Sicurezza tedesco ha finalmente dato il via libera alla consegna di 40 Typhoon, un cambiamento di rotta attribuito alle pressioni diplomatiche di Regno Unito, Italia e Spagna, membri del consorzio Eurofighter.
Questa svolta è stata accolta con entusiasmo da Ankara. Il Presidente Recep Tayyip Erdoğan, in una dichiarazione del 21 luglio 2025, aveva già lodato l’atteggiamento positivo di Londra e Berlino, sottolineando il desiderio di finalizzare l’acquisto il prima possibile. Ma quali sono stati i fattori che hanno convinto la Germania? Probabilmente, la necessità di rafforzare l’unità della NATO e il riconoscimento del ruolo strategico della Turchia nel Mediterraneo orientale e in Medio Oriente hanno giocato un ruolo determinante. Inoltre, l’approvazione tedesca elimina un ostacolo cruciale, considerando che ogni vendita di Eurofighter richiede il consenso di tutti e quattro i paesi del consorzio.
Turchia e gli Eurofighter: dettagli tecnici della possibile acquisizione
Per chi si chiede quali versioni degli Eurofighter saranno acquisite, la Turchia sta negoziando per un mix di velivoli nuovi e usati. Secondo fonti del Ministero della Difesa turco, l’ordine potrebbe includere 20 Typhoon Tranche 4, la variante più avanzata dotata di radar AESA Captor-E e capacità di combattimento aria-aria e aria-terra migliorate, insieme a 20 Tranche 1 di seconda mano per scopi di addestramento.
Ankara ha anche posto come condizione l’acquisto di missili aria-aria Meteor, noti per la loro capacità di ingaggio a lungo raggio, essenziali per affrontare minacce in ambienti ad alta densità di contromisure elettroniche.
Il valore stimato dell’accordo, secondo il Wall Street Journal, si aggira intorno ai 5,6 miliardi di dollari, un investimento significativo che riflette l’importanza strategica attribuita dalla Turchia a questa modernizzazione. Ma quali sono i vantaggi operativi degli Eurofighter per la Turkish Air Force? I Typhoon offrono una combinazione di velocità (Mach 2+), versatilità e capacità di integrazione con sistemi NATO, rendendoli ideali per missioni di superiorità aerea, attacco al suolo e ricognizione. Inoltre, la loro interoperabilità con altre forze aeree NATO, come quelle di Regno Unito, Germania, Italia e Spagna, rafforza la cooperazione militare dell’Alleanza.
Implicazioni per l’industria aeronautica e la NATO
Il possibile acquisto degli Eurofighter per la Turchia non è solo una vittoria per Ankara, ma anche per l’industria aeronautica europea, in particolare per BAE Systems. Il Regno Unito, che guida la campagna di esportazione verso la Turchia, vedrà un impatto positivo sull’economia, con la linea di assemblaggio finale a Warton, in Inghilterra, che garantirà la continuità di circa 20.000 posti di lavoro. Charles Woodburn, CEO di BAE Systems, ha descritto l’MoU come un passo che sottolinea l’importanza della cooperazione difensiva tra Regno Unito e Turchia attraverso la NATO.
Per chi si domanda se questo accordo possa influire sull’equilibrio regionale, la risposta è sì. La Turchia, confinante con aree di instabilità come Siria e Iraq, cerca di mantenere un vantaggio tecnologico rispetto ai rivali regionali, come la Grecia, che opera caccia Rafale francesi e ha ordinato gli F-35. L’introduzione degli Eurofighter, insieme ai missili Meteor, potrebbe colmare il divario con i Rafale in termini di capacità di combattimento a lungo raggio, rafforzando la posizione di Ankara nel Mediterraneo orientale.
Parallelismi con altri programmi di difesa
Molti si chiedono come l’eventuale acquisto degli Eurofighter per la Turchia si inserisca nel più ampio panorama della modernizzazione aeronautica turca. Parallelamente, Ankara sta negoziando con gli Stati Uniti per l’acquisto di 40 nuovi F-16 e 79 kit di modernizzazione per la sua flotta esistente, un accordo approvato dall’amministrazione Biden nel gennaio 2025. Inoltre, la Turchia continua a investire nel programma KAAN, il suo caccia stealth di quinta generazione, che rappresenta il futuro a lungo termine della sua forza aerea. Gli Eurofighter, in questo contesto, fungono da ponte strategico, garantendo capacità operative immediate mentre il KAAN completa il suo sviluppo.
Un’altra domanda frequente è se la Turchia possa rientrare nel programma F-35, da cui è stata esclusa nel 2019 a causa dell’acquisto dei sistemi di difesa aerea russi S-400. Sebbene Ankara stia cercando di negoziare il suo ritorno, l’eventuale accordo sugli Eurofighter suggerisce una strategia pragmatica: diversificare le fonti di approvvigionamento per ridurre la dipendenza da un singolo partner, come gli Stati Uniti.
Turchia e gli Eurofighter: prospettive future
Con le negoziazioni che proseguiranno nelle prossime settimane, la Turchia sembra destinata a diventare il prossimo operatore degli Eurofighter Typhoon, unendosi a nazioni come Regno Unito, Germania, Italia, Spagna, Arabia Saudita, Qatar, Oman, Kuwait e Austria. Ma quando vedremo i primi Typhoon nei cieli turchi? Se l’accordo sarà finalizzato rapidamente, come auspicato da entrambe le parti, le prime consegne potrebbero iniziare entro il 2027, con l’integrazione completa nella Turkish Air Force entro la fine del decennio.
In conclusione, la possibile acquisizione degli Eurofighter per la Turchia rappresenta un passo strategico per Ankara, non solo per modernizzare la sua forza aerea, ma anche per rafforzare la sua posizione all’interno della NATO e nel contesto regionale. Questo sviluppo offre un’occasione per osservare da vicino l’evoluzione di una delle forze aeree più importanti del Mediterraneo. Resta da vedere come Ankara bilancerà i suoi ambiziosi programmi di difesa, ma una cosa è certa: i Typhoon porteranno nuova linfa alle capacità aeree turche, consolidando il loro ruolo in un’arena geopolitica sempre più complessa.

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da Phant » 29 ottobre 2025, 3:57
Aviation-report.com ha scritto:
Finalizzato l’acquisto di 20 Eurofighter per la Turchia
Come avevamo anticipato due giorni fa, in un colpo di scena che rafforza i legami NATO e segna un trionfo per l’industria aerospaziale britannica, la Turchia ha finalizzato l’acquisto di 20 Eurofighter Typhoon dal Regno Unito. L’accordo, siglato il 27 ottobre 2025 ad Ankara durante la visita del premier britannico Keir Starmer al presidente Recep Tayyip Erdoğan, vale fino a 8 miliardi di sterline (circa 10,7 miliardi di dollari o 9 miliardi di euro). Questo accordo per gli Eurofighter per la Turchia non è solo una transazione commerciale. Rappresenta un passo cruciale nella modernizzazione della Turkish Air Force con un caccia multiruolo 4.5 generazione che colma il vuoto lasciato dall’esclusione dal programma F-35 e anticipa l’arrivo del caccia nazionale KAAN.
La Turchia, con l’Eurofighter Typhoon, noto per la sua capacità in missioni di superiorità aerea e versatilità in missioni aria-terra, diventa il decimo operatore globale del velivolo, unendosi a nazioni come Germania, Spagna, Italia e Regno Unito. Con motori EJ200 di Rolls-Royce e radar avanzati di Leonardo, questi jet promettono di elevare le capacità difensive di Ankara in un contesto geopolitico sempre più teso, dal Mar Nero al Medio Oriente.
Il contesto storico: dall’esclusione F-35 alla scelta del Typhoon
La genesi di questo affare risale al 2019, quando la Turchia fu espulsa dal programma Joint Strike Fighter a causa dell’acquisto dei sistemi missilistici russi S-400. Quella decisione, motivata da timori di fughe di dati sensibili verso Mosca, ha lasciato un buco nella flotta turca, ancora dipendente da F-16 datati e F-4 Phantom prossimi al ritiro. Per anni, Ankara ha cercato alternative europee, con negoziati per l’Eurofighter Typhoon che hanno vacillato per obiezioni tedesche su diritti umani e tensioni politiche all’interno della NATO.
L’accordo preliminare di luglio 2025 ha sbloccato la situazione, grazie al via libera di Germania, Italia e Spagna nel consorzio Eurofighter. Come spiega un rapporto del governo britannico, la Turchia mira a “recuperare terreno sui rivali regionali come Israele“, integrando questi Typhoon come soluzione ponte fino al 2028, quando entrerà in servizio il KAAN, il caccia stealth di quinta generazione sviluppato dalla Turkish Aerospace Industries (TAI). Ma perché il Typhoon? A differenza dell’F-35, stealth puro di quinta generazione, il Typhoon offre un mix di agilità supersonica, raggio d’azione esteso e armamenti NATO-compatibili, ideale per operazioni in scenari ibridi.
Configurazione e tempistiche degli Eurofighter per la Turchia
I 20 Typhoon ordinati sono di standard Tranche 4, la variante più avanzata con avionica aggiornata, radar AESA (Active Electronically Scanned Array) Captor-E e capacità di supercrociera senza postbruciatori. Ogni jet, lungo 15,96 metri con apertura alare di 10,95 metri, è equipaggiato con due motori EJ200 da 90 kN ciascuno, raggiungendo Mach 2 e un’autonomia di combattimento di oltre 1.800 km. Il pacchetto armi include il missile aria-aria Meteor di MBDA, con portata oltre 100 km, e pod per ricognizione LITENING, rendendolo perfetto per superiorità aerea e supporto ravvicinato.
Il valore del contratto, inizialmente stimato in 5,4 miliardi di sterline da FlightGlobal, è salito a 8 miliardi includendo supporto logistico e addestramento. BAE Systems, leader britannico, assemblerà il 37% di ogni airframe a Warton, con consegne previste dal 2030 per estendere la produzione fino agli anni ’30.
Impatti economici: 20.000 posti di lavoro nel Regno Unito e oltre
Non si tratta solo di ali e motori: questo accordo è un motore economico. Il governo britannico annuncia la salvaguardia di 20.000 posti di lavoro qualificati, con 6.000 diretti a BAE Systems tra Warton e Samlesbury per assemblaggio finale, 1.100 nel Sud-Ovest per i motori Rolls-Royce a Bristol e 800 in Scozia per i radar Leonardo a Edimburgo. “È un trionfo per i lavoratori britannici e l’industria della difesa“, ha dichiarato Starmer, in linea con il “Plan for Change” che vede la difesa come volano di crescita.
Per la Turchia, l’impatto è duplice. Oltre ai costi, l’accordo apre a joint venture industriali, con TAI potenzialmente coinvolta in manutenzione e upgrade. Analisti come Aaron Stein del Foreign Policy Research Institute notano che “la Turchia sta spostando la sua politica di difesa dall’asse USA verso l’Europa“, riducendo dipendenze e incrementando la produzione locale. Ulteriori analisi sottolineano come questo accordo porti a 44 i Typhoon totali per la Turchia, inclusi 12 dal Qatar e 12 dall’Oman di seconda mano, per un investimento cumulativo da 11 miliardi di dollari.
Eurofighter per la Turchia: rafforzare la NATO e il ruolo di Ankara
Geopoliticamente, questo è un colpo maestro per la NATO. La Turchia, custode dello Stretto del Bosforo e baluardo contro la Russia, guadagna interoperabilità con alleati europei, essenziale per missioni come l’Air Policing baltico o operazioni anti-ISIS. Il segretario alla Difesa UK John Healey ha enfatizzato l’accordo perché equipaggia la “porta del Mar Nero” con i Typhoon di ultima generazione, per la deterrenza di minacce ibride.
Rispetto all’F-35, escluso per le tensioni con Washington, il Typhoon evita embarghi USA e integra meglio con i droni turchi Bayraktar. Ma sorgono domande: come influenzerà questo le relazioni USA-Turchia? Fonti come Breaking Defense indicano che è un “ponte” verso il KAAN, riducendo frizioni all’interno della NATO. Erdoğan lo ha chiamato un “pivot strategico“.
Guardando avanti, questi 20 Eurofighter per la Turchia – più i 24 usati in arrivo – formeranno una nuova linea da combattimento che affiancherà gli F-16 attualmente in uso, in attesa del KAAN che è andato in volo per la prima volta nel 2024.

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da Phant » 6 aprile 2026, 2:34
Aviation-report.com ha scritto:
Contratto per l’addestramento e l’assistenza ai Typhoon turchi
Il 25 marzo scorso, a Londra, il ministro della Difesa turco Yaşar Güler e il segretario alla Difesa britannico John Healey hanno siglato un accordo di addestramento e supporto tecnico destinato a diventare il pilastro operativo della flotta di Eurofighter Typhoon che la Turchia sta per ricevere. Si tratta del contratto di supporto per i Typhoon turchi che accompagna l’ordine da 20 velivoli sottoscritto nell’ottobre 2025, un passo concreto che trasforma una commessa da oltre 8 miliardi di sterline in una partnership industriale e militare a lungo termine.
L’annuncio arriva a pochi giorni dalla firma e conferma quanto emerso dai comunicati ufficiali del governo britannico, da BAE Systems e da media internazionali. Non si tratta soltanto di pezzi di ricambio o simulatori. E’ un pacchetto completo pensato per consentire all’Aeronautica Militare Turca di raggiungere rapidamente l’autonomia operativa e manutentiva, riducendo al minimo i tempi di messa in servizio dei nuovi caccia.
Il contesto dell’ordine dei Typhoon turchi
Per comprendere appieno il valore del contratto di supporto per gli Eurofighter Typhoon della Turchia occorre tornare all’ottobre 2025, quando Ankara ha formalizzato l’acquisto di 20 Typhoon nuovi di fabbrica dopo aver convinto la Germania a rimuovere il veto che bloccava l’export. L’accordo complessivo vale fino a 8 miliardi di sterline (circa 10,7 miliardi di dollari), di cui 5,4 miliardi destinati all’acquisto degli aerei e al pacchetto armi e integrazione. La produzione finale avverrà negli stabilimenti BAE Systems di Warton, in Lancashire, con oltre un terzo di ciascun velivolo realizzato in Regno Unito.
La Turchia, già impegnata nel potenziamento della propria flotta con F-16 Block 70/72, vede nel Typhoon un salto generazionale in termini di superiorità aerea, guerra elettronica e capacità multiruolo. L’arrivo di questi caccia rafforzerà la postura NATO sul fianco orientale, migliorando l’interoperabilità tra le forze aeree turche, britanniche, italiane, spagnole e tedeschein un momento geopolitico complesso.
I dettagli del contratto di supporto per gli Eurofighter Typhoon turchi
Al centro dell’accordo firmato il 25 marzo c’è un pacchetto multi-miliardo di sterline, il valore esatto non è stato reso pubblico, ma stime attendibili lo collocano tra i 2,5 e i 2,6 miliardi di sterline, affidato principalmente a BAE Systems. Il contratto prevede la fornitura di:
- pezzi di ricambio ed equipaggiamenti di supporto logistico;
- simulatori per l’addestramento;
- capacità avanzate di guerra elettronica;
- servizi di supporto tecnico per i primi tre anni dall’entrata in servizio dei velivoli.
Un aspetto cruciale è il coinvolgimento diretto dell’industria britannica. Leonardo UK, MBDA, Rolls-Royce e Martin-Baker contribuiranno alla produzione di componenti e ricambi destinati alla manutenzione in Turchia. Questo meccanismo garantirà che Ankara potrà progressivamente internalizzare la manutenzione di livello depot, riducendo la dipendenza da fornitori esteri e creando una filiera locale sostenibile.
Una domanda che ricorre tra gli analisti del settore è quanto tempo occorrerà alla Turchia per diventare pienamente autonoma. La risposta sta proprio nel programma di addestramento integrato. La Royal Air Force formerà 10 piloti istruttori turchi e quasi 100 tecnici di manutenzione (specializzati in meccanica, avionica, armi e sistemi di missione) direttamente nel Regno Unito. Una volta rientrati in patria, questi specialisti formeranno a loro volta il personale turco, consentendo alle Forze Aeree Turche di gestire in modo indipendente sia l’addestramento sia la manutenzione operativa.
Formazione e capacità sovrane per l’Aeronautica Militare Turca
Il contratto di supporto per i Typhoon turchi non si limita alla logistica immediata. Punta a costruire una vera e propria capacità sovrana. La Turchia ha espresso chiaramente l’intenzione di svolgere in territorio nazionale la manutenzione di livello superiore su cellule, motori e sistemi di bordo. Il pacchetto di simulatori e supporto elettronico fornirà gli strumenti necessari per simulare scenari complessi senza consumare ore di volo reali, ottimizzando così i costi operativi e aumentando la prontezza.
Molti osservatori si chiedono se l’accordo preveda anche l’acquisizione di Typhoon usati da Qatar o Oman. Al momento le fonti ufficiali si concentrano sui 20 velivoli nuovi, ma il quadro di cooperazione più ampio lascia aperta la porta a future integrazioni di seconda mano, soprattutto se i programmi di modernizzazione di Oman dovessero subire ritardi.
Benefici economici e strategici per NATO e l’industria
Dal punto di vista britannico, l’accordo consolida circa 20.000 posti di lavoro nel programma Typhoon. Quasi 6.000 solo nei siti BAE Systems di Warton e Samlesbury, oltre 1.100 nel sud-ovest con Rolls-Royce a Bristol e 800 in Scozia con Leonardo a Edimburgo. Come ha dichiarato il segretario alla Difesa John Healey, “questa partnership non si limita a esportare jet britannici: crea alleanze, fa crescere l’economia e rafforza la NATO“. Il premier Keir Starmer aveva già sottolineato che l’acquisto turco rappresenta “un voto di fiducia nell’industria e nei posti di lavoro britannici“.
Per Ankara, il contratto di supporto per i Typhoon turchi rappresenta un’accelerazione verso la modernizzazione della propria forza aerea in linea con gli standard NATO più elevati. L’interoperabilità con la RAF, già collaudata in missioni congiunte, si estenderà ora alla gestione quotidiana della flotta, rafforzando il deterrente collettivo sul Mar Nero e nel Mediterraneo orientale.
In sintesi, l’accordo siglato il 25 marzo 2026 non è soltanto un contratto di supporto. E’ il ponte che collega l’ordine degli aerei alla loro piena operatività. Con i primi Typhoon destinati a raggiungere la Turchia intorno al 2030, il programma di addestramento e il flusso di ricambi garantiranno che, quando i velivoli solcheranno i cieli turchi, piloti e tecnici siano già pronti a sfruttarne appieno le straordinarie capacità. Un passo decisivo per l’aviazione militare turca e un successo strategico per l’industria della difesa europea.

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da Phant » 16 ottobre 2026, 4:33
Aviation-report.com ha scritto:
Primi piloti turchi di Eurofighter iniziano l’addestramento nel Regno Unito
La Royal Air Force ha accolto i primi due piloti turchi di Eurofighter della Türk Hava Kuvvetleri presso la base di RAF Coningsby, nel Lincolnshire. Questi ufficiali esperti di combattimento aereo hanno avviato la conversione operativa sul Typhoon nell’ambito dell’accordo da oltre 8 miliardi di sterline firmato tra Regno Unito e Turchia per la fornitura di 20 caccia Eurofighter Typhoon di nuova costruzione.
Il Group Captain Batu, Programme Director dell’ufficio di gestione del programma turco, ha sottolineato l’importanza del momento. I piloti opereranno affianco al personale della RAF. Studieranno inizialmente i sistemi del Typhoon e le procedure dello spazio aereo militare britannico, e solo dopo effettueranno la prima sortita. Entrambi risultano orgogliosi di essere i primi piloti turchi selezionati per questo velivolo.
I due piloti frequentano il 29 Squadron, l’Operational Conversion Unit della RAF dedicata al Typhoon. La conversione durerà fino a nove mesi. Seguirà un corso da istruttore di ulteriori tre mesi. Al termine, resteranno al 29 Squadron come istruttori fino alla consegna dei primi aerei turchi, prevista per il 2030. Questo approccio anticipa di anni l’arrivo dei velivoli e crea fin da subito un nucleo di istruttori capaci di formare le successive generazioni di equipaggi turchi.
Come si articola l’addestramento dei piloti turchi di Eurofighter Typhoon
Il programma prevede la formazione di dieci piloti istruttori turchi e di quasi cento tecnici di manutenzione (meccanici, avionici, armi e sistemi di missione) nel Regno Unito. L’accordo di supporto firmato a Londra nel marzo 2026 tra i ministri della Difesa John Healey e Yaşar Güler amplia il pacchetto originario e include ricambi, attrezzature di supporto, simulatori ad alta fedeltà, capacità di guerra elettronica e assistenza tecnica per i primi tre anni di servizio operativo.
BAE Systems guida la produzione dei componenti principali della cellula, l’assemblaggio finale a Warton e l’integrazione degli armamenti. La produzione dei 20 Typhoon destinati alla Turchia è già in corso nel Regno Unito e negli altri paesi partner del consorzio Eurofighter. Il Regno Unito realizza oltre un terzo di ogni aereo e l’ordine sostiene circa 20.000 posti di lavoro nella filiera britannica, con linee a Edinburgh, Warton, Samlesbury e Bristol.
I piloti turchi di Eurofighter acquisiranno così non solo le abilità di volo ma anche la capacità di trasferire le competenze in patria, riducendo la dipendenza da istruttori esterni una volta che gli aerei entreranno in servizio.
Il contratto Typhoon e i tempi di consegna
Il contratto principale, siglato nell’ottobre 2025, ha un valore complessivo fino a 8 miliardi di sterline. Questo comprende i 20 caccia, gli armamenti, il supporto e la formazione. BAE Systems ha valorizzato la parte relativa agli aerei e al pacchetto armi intorno a 5,4 miliardi di sterline. Le consegne seguiranno questo calendario: sei aerei nel 2030, otto nel 2031 e sei nel 2032.
L’accordo rafforza le capacità di combattimento aereo della Turchia. Consolida anche la presenza della NATO in un’area operativa rilevante e approfondisce la partnership strategica tra le due aeronautiche. Nel luglio 2025 i due Paesi hanno firmato una nuova Security and Defence Partnership al vertice NATO di Ankara, segno della volontà di istituzionalizzare la cooperazione di fronte all’evoluzione dello scenario euro-atlantico.
In parallelo la Turchia prosegue i contatti per aerei di seconda mano provenienti dagli inventari di Qatar e Oman. L’obiettivo è di coprire le esigenze operative nel periodo che precede l’arrivo dei velivoli di nuova produzione. Le trattative riguardano in particolare una dozzina di Typhoon dal Qatar, ma al momento non risultano formalizzate consegne.
Piloti turchi di Eurofighter: quando voleranno con i propri aerei
Quando i primi piloti turchi Eurofighter Typhoon potranno volare operativamente sui propri aerei? I due ufficiali attualmente a Coningsby resteranno istruttori fino al 2030 e contribuiranno a formare i colleghi che riceveranno i primi sei Typhoon. Quanti piloti e tecnici turchi formerà la RAF? Dieci piloti istruttori e quasi cento tecnici di manutenzione. Chi si interroga sul ruolo industriale del Regno Unito constata che la produzione è già avviata. Inoltre l’ordine turco prolungherà l’attività delle linee britanniche negli anni Trenta.
Il Typhoon rimane il pilastro delle operazioni di combattimento aereo della RAF. E’ impegnato nella NATO Air Policing sul fianco orientale, nel QRA per la difesa dello spazio aereo britannico e in missioni come l’Operation Shader. L’ingresso della Turchia nel novero degli operatori del velivolo europeo allarga ulteriormente la base di utenti e rafforza l’interoperabilità all’interno dell’Alleanza.
L’avvio concreto dell’addestramento a RAF Coningsby trasforma il contratto da impegno industriale a realtà operativa. I piloti turchi di Eurofighter acquisiranno competenze avanzate mentre gli aerei prendono forma sulle linee di produzione. Questo garantirà che, al momento della consegna, la Türk Hava Kuvvetleri disporrà già di personale qualificato. Come anche di una base di istruttori in grado di sostenere la crescita della flotta.

Bye
Phant
