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Maiden Flight del tredicesimo velivolo F-35A (AL-13) dell’Aeronautica Militare

20 nov 2020 Aeronautica dal mondo

Maiden Flight del tredicesimo velivolo F-35A (AL-13) dell’Aeronautica Militare

Da Cameri è finalmente uscito di fabbrica il 13° F-35A destinato al 32° Stormo dell’Aeronautica Militare, a distanza di pochi giorni dalla consegna ufficiale degli ultimi 2 velivoli olandesi prodotti dallo stabilimento novarese co-gestito da Lockheed Martin e Leonardo per conto del Ministero della Difesa italiano.

Il maiden flight è avvenuto nel tardo pomeriggio di ieri 18 novembre, accompagnato da un Eurofighter Typhoon F-2000A (4-8) dell’Aeronautica Militare nel ruolo di chase plane. Da poco si sono conclusi altri due voli di collaudo in una giornata decisamente migliore rispetto a quella di ieri. Le immagini scattate sono state eseguite nel pieno rispetto del DPCM 3/11/2020.

Joint Strike Fighter: tutti gli F-35 italiani

Per quanto riguarda il programma più importante della difesa italiana, nel DPP – Documento Programmatico Pluriennale 2020-2022 si legge che il programma procede in linea con gli indirizzi operativi e gli impegni di Governo indicati nel DPP 2019-2021 e si procede anche con le attività contrattuali di un primo lotto della Fase 2 avviata nel 2019 anche se gli investimenti previsti per quest’anno sono ridotti rispetto alle previsioni del 2019.

Ricordiamo che sono 60 gli aerei F-35A a decollo convenzionale ordinati dal Ministero della Difesa per l’Aeronautica Militare, oltre a 30 F-35B a decollo corto ed atterraggio verticale destinati sia all’Aeronautica Militare che alla Marina Militare per un totale di 90 macchine, quantità tagliata nel 2021 dalle iniziali 131 macchine previste.

Durante i primi passi del programma JSF – Joint Strike Fighter, l’Italia prevedeva di ricevere 131 velivoli: 79 F-35A e 30 F-35B per l’Aeronautica Militare, e 22 F-35B che sarebbero stati commissionati dalla Marina Militare per essere imbarcati sulla portaerei “Cavour” e sulla futura nave d’assalto anfibia “Trieste”. Con una decisione presa dall’ex governo Monti nel 2012, il piano di acquisizione fu ridotto a 60 F-35A e 30 F-35B, 15 per ciascuna delle due forze armate.

Per quanto riguarda l’Italia, l’acquisto del lotto 14 è stato precisato e dettagliato nel DPP – Documento Programmatico Pluriennale 2019-2021 della Difesa, dove è riportato il programma d’acquisto di 28 velivoli (versioni A e B) fino al 2022. Per i lotti successivi dal 2023 in poi è stato il ministro Lorenzo Guerini, lo scorso mese di maggio, a dare il via libera per finalizzare il piano di acquisto totale dei 90 velivoli previsti ad oggi per la difesa italiana.

Il Dpp 2020-20220 conferma per gli F-35 gli impegni di spesa con una leggera rimodulazione. Il documento prevede infatti lo stanziamento nella Fase 1 (anno di completamento 2022) di 800 milioni di euro quest’anno, 747 milioni nel 2021 e 700 milioni nel 2022. Nel Dpp 2019-2021 si prevedeva invece lo stanziamento di 859 milioni quest’anno, 690 milioni di euro nel 2019 e 747 milioni nel 2021.

Il Joint Strike Fighter è il programma relativo allo sviluppo, industrializzazione e supporto alla produzione di un velivolo multiruolo stealth di quinta generazione in sostituzione degli aeromobili attualmente in servizio (TORNADO, AM-X, e AV-8B). Il Programma procede in linea con gli indirizzi operativi e gli impegni di Governo indicati nel DPP 2019-2021 riguardo alla Fase 1, nonché con l’avvio nel 2019 delle attività contrattuali di un primo lotto della Fase 2 (c.d. Fase 2a). Dal punto di vista finanziario lo scostamento della quota programmata per l’esercizio finanziario 2020 da quanto riportato nel precedente DPP 2019-2021 (859 M€) è il risultato di una rimodulazione delle risorse già assegnate al programma per esigenze d’impegnabilità contrattuale e del contestuale avvio della richiamata fase 2a.

Gli oneri della Fase 1 (fabbisogno complessivo di 7.056,0 M€) soddisfano le esigenze di: acquisizione dei primi 28 velivoli, dei relativi motori, equipaggiamenti, spese iniziali per retrofit, supporto logistico fino al 2022, realizzazione dello stabilimento di Cameri e relativa assistenza tecnica, predisposizione dei siti nazionali (Amendola, Ghedi, Nave Cavour). La Fase 2a prevede la prosecuzione dell’acquisizione di 27 velivoli e relativi motori ed equipaggiamenti nonchè il potenziamento del supporto logistico. Gli oneri complessivi sono in corso di affinamento alla luce della progressiva riduzione dei costi unitari e del conseguente miglioramento delle economie di scala del programma.

Le poste finanziarie allocate nelle prime annualità sono destinate a garantire primariamente l’acquisizione dei materiali di lunga lavorazione e delle commesse dei subfornitori. L’avvio della Fase 2A si inserisce in una ponderata strategia di compressione temporale del programma che garantirà un significativo risparmio sugli oneri complessivi quantificabile in circa 1,0 Mld€ nonchè la piena disponibilità operativa dell’assetto dal 2030 (anzichè 2034).

I costi comprendono il potenziamento delle capacità dello stabilimento di Cameri – in termini di efficientamento della performance produttiva e di conseguente ampliamento dell’utenza manutentiva a favore delle flotte JSF operate nella regione europea e di quelle di futura acquisizione da parte di Paesi alleati – precipuamente nell’ottica del pieno conseguimento dei ritorni industriali ed occupazionali associati al programma e di massima estensione dei relativi benefici al complesso delle PMI del Paese. Ritorni industriali nazionali: 4.030 M$ al 31/12/2019 (precedente rilevazione 3.281 M$ al 31/12/2018).

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FONTE https://www.aviation-report.com/maiden-flight-del-tredicesimo-velivolo-f-35a-aeronautica-militare/