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La Turchia e la Russia vicino ad un accordo per la fornitura di 36 aerei da combattimento Su-35

03 nov 2019 Aeronautica dal mondo

La Turchia e la Russia vicino ad un accordo per la fornitura di 36 aerei da combattimento Su-35

Secondo il quotidiano turco “Daily Sabah” che cita fonti di Ankara la Turchia starebbe per raggiungere un accordo con Mosca sull’acquisto di aerei da combattimento Su-35 e sulla coproduzione di alcuni componenti dei jet di fabbricazione russa. Funzionari turchi e russi stanno discutendo i dettagli della vendita di un totale di 36 aerei da combattimento Su-35 alla Turchia, due mesi dopo la visita del presidente Recep Tayyip Erdo?an al salone aeronautico internazionale MAKS 2019 di Zhukovsky.

Fonti hanno aggiunto che i funzionari stanno anche discutendo del possibile coinvolgimento della Turchia nella produzione di alcuni componenti degli aerei da combattimento, comprese le sue armi e munizioni di precisione. Durante la visita al MAKS il 27 agosto 2019, a Erdo?an è stata mostrata la nuova generazione di aerei stealth russi, il jet da combattimento Su-57, il jet da combattimento Su-35, l’elicottero militare Ka-52 e l’elicottero da trasporto Mi-38.

Poco dopo la visita di Erdo?an, Sergei Chemezov, a capo del costruttore russo Rostec, ha dichiarato che sarebbe disposto a vendere i caccia da superiorità aerea della Russia alla Turchia se Ankara “esprimesse il desiderio”.

La Turchia è stata in contrasto con gli Stati Uniti per il suo accordo con la Russia per i sistemi missilistici da difesa aerea S-400. Gli Stati Uniti hanno rimosso la Turchia, membro della NATO, dal suo programma del caccia di quinta generazione stealth F-35 JSF in risposta all’acquisto di Ankara del sistema missilistico russo. La Turchia non sarà più in grado di mettere in linea i 100 F-35, che aveva deciso di acquistare, e dei quali aveva ricevuto i primi due esemplari, ora fermi negli USA sulla Luke AFB. Ricordiamo anche che la Turchia aveva dimostrato un interesse per 20 esemplari di F-35B per equipaggiare la LHD Anadolu, la futura nave d’assalto anfibio della Marina militare turca.

L’aereo da caccia stealth di quinta generazione F-35 Joint Strike Fighter, l’aereo più avanzato nell’arsenale degli Stati Uniti, è utilizzato dalla NATO e da altri alleati statunitensi. Washington aveva dichiarato che l’impiego del S-400 con l’F-35 avrebbe consentito alla Russia di ottenere troppe informazioni interne sul sistema stealth, sul radar e sull’avionica dell’aeromobile.

“L’F-35 non può coesistere con una piattaforma di raccolta di intelligence russa che verrà utilizzata per conoscere le sue capacità avanzate“, aveva detto la Casa Bianca in una dichiarazione rilasciata all’inizio della crisi con la Turchia. Washington aveva a lungo dichiarato che l’acquisizione del S-400 avrebbe potuto portare all’espulsione della Turchia dal programma F-35 JSF.

Per completezza di informazioni ricordiamo anche che la Turchia produce più di 900 parti dell’F-35 e la catena di approvvigionamento dovrebbe passare a breve dalle fabbriche turche a quelle statunitensi o dei partners. La Turchia era un partner di Livello 3 nel programma F-35 Joint Strike Fighter al quale ha contribuito inizialmente con 195 milioni di dollari ed è, o era, parte della catena di fornitura. Sono otto le aziende turche impegnate nel programma F-35, tra le quali la Turkish Aerospace Industries (TAI) che produce e assembla le fusoliere centrali, il rivestimento e i portelloni delle stive delle armi. Strategicamente la TAI sta fabbricando il 45% degli F-35, compresi i piloni per l’armamento aria-terra.

A questo si aggiunte che la Turchia, sempre tramite la TAI, aveva ottenuto l’approvazione per costruire i motori F135 per i propri velivoli ed era stata selezionata per avere la capacità di revisione e di deposito dei motori F135 europei. Sia la produzione che la revisione del motore si sarebbero dovuto svolgere al 1° HIBM di Eskisehir e sempre la TAI era stata incaricata di gestire i depositi organici degli F-35 turchi all’interno del sistema di supporto globale logistico autonomo (ALIS).

Notizia di poche ore fa, riportata dalla Reuters, e che gli Stati Uniti starebbero ancora discutendo con la Turchia per far “allontanare” Ankara dal sistema di difesa antimissile russo S-400 acquistato per farlo tornare al mittente o non renderlo operativo, ha confermato un alto funzionario del Dipartimento di Stato. La questione fa parte di più ampi colloqui con Ankara per risolvere i problemi in corso con Washington, ha detto il funzionario, e il rischio di sanzioni ai sensi di una legge nota come Counters of the America’s Adversaries Through Sanctions Act (CATSAA).

FONTE https://www.aviation-report.com/la-turchia-e-la-russia-vicino-ad-un-accordo-per-la-fornitura-di-36-aerei-da-combattimento-su-35/