Svizzera Air2030: il candidato Super Hornet

31 mag 2019 Aeronautica dal mondo

Svizzera Air2030: il candidato Super Hornet

Le prove in aria e al suolo dei cinque aviogetti da combattimento candidati per il programma svizzero Air2030 si stanno svolgendo presso la base aerea di Payerne, iniziati ad aprile termineranno a giugno. Sull’aerodromo militare svizzero, i velivoli saranno sottoposti a severe verifiche in merito alle proprie caratteristiche e alla loro performance.

Da aprile a giugno 2019 Payerne sarà teatro di un’importante e rigorosa campagna di test valutativi nei quali si vedranno sfidare ben 5 concorrenti attraverso varie fasi di analisi e di prova, per quello che sarà indetto come l’erede del F/A-18 Hornet e del F-5 Tiger II.

Dopo l’esito negativo del referendum elettorale del 2014 che ha visto bocciare l’acquisto di 22 caccia Saab Gripen con oltre il 50% dei voti a sfavore, l’aeronautica militare svizzera messa ormai ancor più alle strette da esigenze tecniche sempre più impellenti, ha deciso di riprovarci.

Con gli Hornet ormai verso la fine della vita operativa e i rimanenti Tiger F-5 che possono essere impiegati solo durante il giorno e con ottime condimeteo e che verranno ritirati dal servizio entro quest’anno, il Consiglio federale ha autorizzato il DDPS in data 8 novembre 2017 a pianificare l’acquisto di nuovi aerei da combattimento e di mezzi di difesa terra-aria per l’intero Programma Air 2030 (velivoli più batterie missilistiche) 8 miliardi di franchi svizzeri.

Mentre il 23 marzo 2018 il DDPS aveva definito i requisiti che i nuovi sistemi d’arma avrebbero dovuto soddisfare, il 25 gennaio 2019 i cinque candidati hanno presentato ad Armasuisse le loro offerte per nuovi aviogetti da combattimento: Eurofighter (Airbus, Germania), F/A-18 Super Hornet (Boeing, USA), Rafale (Dassault, Francia), F-35A (Lockheed-Martin, USA) e Gripen E (Saab, Svezia).

La gara prevede ben 10 settimane di test complessivi effettuati dai piloti svizzeri che già si sono addestrati a bordo dei relativi simulatori dei velivoli offerti. Berna al momento ha in previsione l’acquisto di una quarantina dii velivoli e ha stanziato ben 8 miliardi di franchi, a fronte dei 3,1 necessari per i 22 Gripen inclusi nel programma tramontato cinque anni or sono, nel quale però non era previsto il sistema di difesa aerea.

La difesa aerea svizzera oggi è incentrata su una rete di sensori, stazioni radar, due dozzine di cannoni anti-aerei Oerlikon da 35mm ed un centinaio di lanciatori FIM-92 Stinger. A questi sistemi “terrestri” si aggiungono i caccia multiruolo McDonnell-Douglas (ora Boeing) F/A-18 Hornet e i vecchi caccia leggeri Northop F-5E Tiger II in servizio dal 1978 i quali hanno partecipato per l’ultima volta alle esercitazioni di tiro di Axalp 2018, 40 anni dopo la sua entrata in servizio. 

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A causa della loro vetusta, questi velivoli possono essere impiegati per il servizio di Air Policing esclusivamente durante il giorno e soltanto in condizioni meteo con buona o ottima visibilità. Nel caso poi in cui dovessero far fronte ad un avversario dotato di un sistema d’arma tecnologicamente più avanzato, non avrebbero alcuna possibilità di successo. Nel caso dei sistemi di difesa terra-aria (DTA) poi, esiste già da lungo tempo una lacuna per quanto riguarda la difesa a lunga gittata.

La disponibilità dei velivoli della flotta di F/A-18 della Swiss Air Force è attualmente ridotta ma il Parlamento ha approvato il prolungamento della durata di utilizzazione della flotta di F/A-18 da 5000 a 6000 ore per ogni singolo velivolo per poter svolgere fino al 2030 l’attività di protezione dello spazio aereo elvetico. Di conseguenza oggi le Forze aeree Svizzere dispongono di un minor numero di velivoli per il servizio di volo. Attualmente sono disponibili 10 dei complessivi 30 F/A-18, e l’obiettivo è di averne 12 entro la conclusione del programma di risanamento prevista per il 2024. Secondo l’aeronautica militare svizzera i velivoli F/A-18 disponibili sono tuttavia sufficienti a garantire in qualsiasi momento il servizio di polizia aerea come pure le operazioni per la protezione di conferenze ed eventi.

La prova dei candidati è iniziata ad aprile e viene svolta in ordine alfabetico in base al nome del costruttore:

  • Airbus, Germania, Eurofighter: conclusa nelle settimane 15 e 16
  • Boeing, USA, F/A-18 Super Hornet: nelle settimane 17 e 18
  • Dassault, Francia, Rafale: nelle settimane 20 e 21
  • Lockheed Martin, USA, F-35A: nelle settimane 23 e 24
  • Saab, Svezia, Gripen E: nelle settimane 25 e 26?
  • Il vincitore della gara dovrebbe essere reso noto l’anno prossimo mentre le consegne sono previste a partire dal 2025. A vincere non sarà il miglior caccia, ma quello ritenuto più adatto alle esigenze della forza armata.

Nei giorni di volo messi a disposizione per ognuno dei 5 candidati sono previste complessivamente 8 missioni, delle quali una notturna (in ogni caso prima della mezzanotte), con uno o due apparecchi. Prima dello svolgimento effettivo delle prove in aria e al suolo verrà effettuato un volo introduttivo durante il quale i piloti potranno prendere familiarità con lo spazio aereo svizzero. Nei giorni festivi e nei fine settimana invece non sarà effettuata alcuna attività volativa.

Il calendario previsto per i voli notturni è il seguente (tra parentesi le date di riserva):

lunedì, 15/04/2019 (16/04/2019) CONCLUSA
lunedì, 29/04/2019 (30/04/2019)
lunedì, 20/05/2019 (21/05/2019)
giovedì, 06/06/2019 (11/06/2019)
mercoledì, 26/06/2019 (27/06/2019)

Nei test verranno verificate le caratteristiche di performance dei vari vari aerei, quelle di stability & control (flying qualities and handling qualities), i systemi (avionica, sensori, armamento…) e quanto specificato nelle varie offerte presentate dai produttori.

Per ognuno dei partecipanti le Forze Aeree svizzere, sempre nella loro grande trasparenza, hanno organizzato una giornata dedicata appositamente ai media (la mattina) e agli spotter (il pomeriggio) affinchè si possa assistere di persona ai test e fotografare da vicino e in action i vari velivoli.

Le prove disposte in ordine alfabetico con l’iniziale del costruttore sono cominciate lo scorso 9 aprile, con il test di prova del Typhoon del consorzio Airbus Eurofighter. Per l’occasione nella base di Payerne sono giunti appositamente 2 EFA di Tranche 3 (1 monoposto e 1 biposto) del 41° Test and Evaluation Squadron della RAF, che rappresentano al momento la configurazione più avanzata possibile del caccia. La giornata organizzata per media e spotter si è tenuta lo scorso 12 aprile mentre il 16 gli aerei sono stati ospiti a Meiringen per le prove di accesso all’hangar in sotterraneo.

Il Boeing F/A-18E/F Super Hornet Block III

Il 30 aprile 2019 abbiamo partecipato alla giornata per la stampa organizzata per la presentazione del velivolo americano Boeing F/A-18E/F Super Hornet Block III del quale due esemplari biposto (169653/251 e 169654/250) sono giunti in Svizzera accompagnati da un tanker KDC-10 della Omega Air Refueling. Alla presentazione erano presenti Dan Gillian vice-presidente del programma Boeing Super Hornet & Growler e il Comandante della US Navy Strike Fighter Wing Atlantic Capitano Kevin McLaughlin (con all’attivo più di 3700 ore di volo e 875 atterraggi su 10 differenti portaerei) che ha dichiarato che il Super Hornet è stato già testato in combattimento ed è in grado di competere e vincere in qualunque scenario aria-aria.

La presentazione della Boeing tra le potenzialità del Super Hornet ha messo in luce soprattutto i vantaggi che le forze aeree svizzere avrebbero nell’acquistare il velivolo “fratello maggiore” dell’attuale Hornet legacy in servizio.

  • facilità di transizione dei piloti e dei manutentori
  • il raggiugimento in tempi più brevi, rispetto ai competitors, della Initial Operational Capability
  • il recupero del 60% di mezzi, materiali ed infrastrutture già in uso presso le forze aeree svizzere
  • riutilizzo dello stesso armamento già in uso con il legacy Hornet
  • minimo upgrade delle infrastrutture esistenti a costi contenuti
  • 560 velivoli Super Hornet consegnati
  • vita operativa delle cellule portata da 6000 a 10000 ore
  • costo operativo per ora di volo più basso di tutti gli altri velivoli da combattimento americani
  • Sicuramente il Super Hornet ha delle notevoli carte da giocare nella gara svizzera e il fatto di essere un upgrade del velivolo già in uso sarà valutato in maniera molto positiva non solo per quanto riguarda le prestazioni ma anche per quanto riguarda i costi di gestione e di inserimento in servizio.

Oggi e per i decenni prossimi il Super Hornet sarà la spina dorsale dei gruppi aerei imbarcati della Marina degli Stati Uniti. Collaudato in combattimento, offre capacità multiruolo all’avanguardia, di nuova generazione, potendo sovrastare le minacce attuali ed emergenti anche in futuro. Costruito dal team industriale di Boeing, Northrop Grumman, GE Aviation e Raytheon, il Super Hornet fornisce capacità di combattimento e tecnologiche allo stato dell’arte. La sua suite di sistemi integrati e di networking offre maggiore interoperabilità e supporto per le forze di terra e ai comandi in teatro operativo.

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Due versioni del Super Hornet, il modello E monoposto e il modello F biposto, sono attualmente in produzione e in servizio in tutto il mondo con la US Navy che lo utilizza dal giugno del 2001 in nove U.S. Navy Carrier Air Wings e trenta Squadrons. La Royal Australian Air Force opera attualmente con 24 velivoli del modello biposto del Super Hornet e con 11 (su 12 ordinati) EA-18G Growler, il derivato per la guerra elettronica e anti-radar, mentre la Kuwait Air Force ha selezionato il Super Hornet e opererà con 28 velivoli tra monoposto e biposto.

Nell’aprile 2005, Boeing ha consegnato il primo Block II Super Hornet, completo del primo radar tattico AESA multimodale al mondo, che è diventato pienamente operativo alla fine del 2007. Nel marzo 2019, la US Navy ha assegnato alla Boeing un contratto triennale di approvvigionamento per 78 Super Hornet Block III, estendendo la produzione fino al 2023.

Entrambi i modelli sono veri velivoli multiruolo, in grado di eseguire ogni missione nello spettro tattico, tra cui superiorità aerea, attacco diurno e notturno con armi a guida di precisione, scorta aerea, supporto aereo ravvicinato, soppressione delle difese aeree nemiche, strike marittimo, missioni di ricognizione, forward air controlled e rifornimento in volo buddy/buddy. 

Boeing ha lavorato a stretto contatto con la US Navy per lo sviluppo di un aggiornamento del Super Hornet che abbia le capacità necessarie per affrontare e superare le minaccia future nei decenni a venire. Per rispondere a queste esigenze, la Boeing ha sviluppato il Super Hornet Block III con funzionalità che saranno incorporate nei nuovi aeromobili di produzione e incorporate negli aeromobili esistenti durante la Service Life Modification.

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Caratteristiche principali del Super Hornet Block III

  • Infrastruttura di rete avanzata che utilizza un computer (DTP-N), un sistema di comunicazioni satellitari SATCOM, throughput di rete (TTNT) e un’integrazione tra sensori e piattaforma, che consente la gestione e la comunicazione di grandi quantità di dati con una maggiore capacità di ricevere informazioni di targeting da piattaforme come l’EA-18G e l’E-2D Hawkeye.
  • Una migliore sitational awareness grazie ad un nuovo Advanced Cockpit System. Un nuovo display touchscreen da 10 x 19 pollici offre al pilota la capacità di vedere, tracciare e inseguire più obiettivi a lungo raggio generati da una comune immagine tattica.
  • Raggio d’azione maggiorato grazie ai nuovi CFTs – Conformal Fuel Tanks serbatoi di carburante conformi e a bassa resistenza aerodinamica. I serbatoi montati sulla fusoliera possono trasportare 3.500 libbre di carburante con bassissima resistenza aerodinamica, consentendo all’aeromobile di operare più a lungo, andare più veloce e/o trasportare un maggior carico bellico.
  • Capacità di scoperta radar a lungo raggio con un nuovo IRST – Infrared Search & Track. Il sensore a lungo raggio è in grado di rilevare e gestire le minacce indipendentemente dalla distanza, generando un’immagine tattica comune a più velivoli e consentendo al Super Hornet di operare come un nodo, un sensore intelligente.
  • Riduzione e miglioramento della segnatura radar grazie ad una bassa sezione radar osservabile di prossima generazione per una maggiore sopravvivenza sul campo di battaglia.
  • 10.000 ore di vita delle cellule per ridurre i costi del ciclo di vita opertivo grazie a modifiche di progettazione in velivoli di produzione sulla base delle lezioni apprese tramite il programma “Service Life Analysis Program”.
  • 11 punti per il trasporto del carico bellico.
  • un radar APG-79 AESA – Active Electronically Scanned Array integrato con un sistema Advanced Targeting Forward Looking Infrared, con il casco visore Joint Helmet Mounted Cueing System e con un Multifunctional Information Distribution System.
  • due motori General Electric F414-GE-400 altamente affidabili con una spinta combinata di 44.000 libbre.

Sicuramente il Super Hornet è una macchina di elevate prestazioni forse anche troppo elevate per le esigenze di polizia aerea delle forze aeree svizzere ma con tanti vantaggi a livello gestionale e di mantenimento della flotta. In attesa delle future decisioni del governo elvetico aspetteremo i test dei rimanenti competitors tra i quali il Gripen E che resta sempre, secondo la nostra opinione, il candidato con maggiori chances di vincita per maggior semplicità del velivolo e minori costi di gestione per un paese come la Svizzera dove le possibilità di addestramento per la difesa aerea sul proprio territorio sono limitate da spazi scarsamente disponibili e ristretti, da limiti di quota e di velocità, da orari di volo limitati, da un denso traffico aereo civile e commerciale nonché da un’elevata densità di popolazione.

FONTE https://www.aviation-report.com/svizzera-air2030-il-candidato-super-hornet/