GCAP – Global Combat Air Programme

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Re: GCAP – Global Combat Air Programme

Messaggio da Phant » 12 settembre 2026, 2:53

Insideover.com ha scritto:
L’India guarda al caccia del futuro: Nuova Delhi entra nell’orbita del GCAP

L’India ha deciso di entrare nell’orbita del Global Combat Air Programme (GCAP), il programma per il caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone per affrontare le minaccia del futuro nel terzo dominio. Nuova Delhi ha avuto accesso al programma con lo status di “partner di dialogo”, una formula che per il momento non comporta né un impegno finanziario né una partecipazione diretta allo sviluppo del caccia di sesta generazione anche noto come “Tempest“, ma che consentirà alla delegazione indiana di confrontarsi con i tre Paesi che sono parte integrante del programma sulle capacità di combattimento di questa piattaforma e sulle possibili forme di cooperazione. In questo senso, le discussioni sui progressi, sulla tecnologia e le capacità del velivolo possono indurre i decisori indiani a “plasmare le scelte a lungo termine” per l’Aeronautica militare indiana che potrebbero dotarsi di questo nuova arma.

Lo status acquisito dall’India non garantisce l’accesso alle informazioni classificate relative alla progettazione o alle tecnologie protette del GCAP, ma rappresenta sicuramente una finestra privilegiata su uno dei principali progetti di alcune tra le maggiori potenze del vecchio “blocco occidentale” per la realizzazione di uno dei caccia di nuova generazione destinati a entrare in servizio entro il 2035.

Per Nuova Delhi si tratta di un’opportunità particolarmente importante. L’India sta infatti portando avanti il proprio Advanced Medium Combat Aircraft (AMCA), il futuro caccia stealth nazionale di quinta generazione, ma deve contemporaneamente affrontare un problema sempre più urgente: il progressivo invecchiamento della propria flotta da combattimento nel quadro di una rapida ascesa e modernizzazione di altre potenze, come, ad esempio, quelle dell’aviazione cinese. Attualmente l’Indian Air Force dispone di circa 29-32 squadroni da caccia, contro un fabbisogno ufficiale fissato a 42. Tra il 2028 e il 2035 dovranno inoltre essere ritirati dal servizio tra 110 e 120 Jaguar, ai quali seguirà progressivamente una parte delle flotte di Mirage 2000 e MiG-29. I programmi nazionali dovranno quindi compensare una serie di ritiri già programmati, mentre l’AMCA rimane ancora distante dalla costituzione di una prima flotta pienamente operativa e tutte le maggiori potenze del mondo avranno accesso non solo a una flotta di caccia di 5ª generazione effettiva, ma inizieranno a schierare, o quantomeno testare, piattaforme di 6ª generazione.

La Repubblica Popolare Cinese, infatti, procede a ritmi molto più sostenuti. Alla fine del 2025 la Cina avrebbe schierato tredici squadriglie di Chengdu J-20, aereo da caccia stealth di quinta generazione. Il ritmo produttivo del J-20 avrebbe ormai superato i il centinaio di velivoli all’anno; e a questi si aggiungeranno presti i frutti dei programmi per lo sviluppo dei caccia di nuova generazione come il J-36 di Chengdu, caratterizzato da una configurazione senza impennaggi e tre motori, ha effettuato il suo primo volo nel dicembre 2024, e un secondo velivolo indicato come J-50.

L’alternativa franco-indiana

In questo scenario, l’avvicinamento indiano al programma GCAP, nato dalla convergenza tra il britannico Tempest e il giapponese F-X, può essere letto come la volontà di aderire al piano che punta a realizzare un sistema di combattimento aereo di sesta generazione basato non soltanto su un nuovo caccia, ma su una più ampia architettura capace di integrare velivoli pilotati, droni, sensori e sistemi avanzati. Un’asset che porterebbe l’India a un livello superiore nelle sue capacità del dominio aereo. I caccia di nuova generazione come il Tempest sono pensati per combinare caratteristiche stealth, radar avanzati, intelligenza artificiale, strumenti per la guerra elettronica e cibernetica e una crescente collaborazione tra piattaforme con e senza equipaggio, oltre all’impiego di motori di nuova concezione e, nel lungo periodo, armi a energia diretta.

Ovviamente il GCAP non rappresenta l’unica strada osservata da Nuova Delhi. Il ministero della Difesa indiano ha confermato che il Paese sta seguendo contemporaneamente anche l’evoluzione del Future Combat Air System (FCAS/SCAF), progetto tedesco-francese-spagnolo che sembrava giunto a un binario morto, ma potrebbe trovare nuova linfa dall’inserimento dell’India in una stretta collaborazione con la Francia che ha assunto crescente peso nel programma.

Esiste inoltre una certa convergenza tra le esigenze operative francesi e indiane. Il ministero della Difesa di Nuova Delhi ha già riferito alla commissione parlamentare competente di aver avviato iniziative per valutare un possibile coinvolgimento nel programma.

L’interesse per GCAP e FCAS non significa tuttavia che l’India abbia deciso di abbandonare l’AMCA. Al contrario, Nuova Delhi sembra voler mantenere aperte più strade, osservando da vicino tecnologie e soluzioni sviluppate all’estero mentre porta avanti il proprio progetto nazionale. Una strategia che potrebbe consentirle di ridurre parte del divario tecnologico e, soprattutto, di decidere con maggiore consapevolezza quale forma dovrà assumere la propria aviazione da combattimento dopo il 2035. La corsa, del resto, è ormai globale. Gli Stati Uniti stanno sviluppando l’F-47 nell’ambito del Next Generation Air Dominance e lavorano parallelamente al futuro caccia imbarcato F/A-XX, mentre la Cina accelera sui propri prototipi e lo stesso dichiara di fare la Russia, che intanto ha schierato il Su-57 Felon e sviluppa nuove piattaforme. Con l’ingresso nel dialogo sul GCAP l’India vuole certo ritagliarsi uno spazio nella competizione che definirà il combattimento aereo dei prossimi decenni. A definire quale sarà il caccia del futuro di Nuova Delhi, però, saranno al solito una combinazione di fattibilità, tempistiche e interessi.


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Re: GCAP – Global Combat Air Programme

Messaggio da Phant » 16 ottobre 2026, 4:48

Aviation-report.com ha scritto:
Il programma GCAP sbarca a Torino

Il programma GCAP – Global Combat Air Programme, la collaborazione tra Italia, Giappone e Regno Unito per sviluppare un sistema aereo di nuova generazione, compie un importante passo. A Torino è stato inaugurato il primo sito nazionale dedicato.

Lorenzo Mariani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha dichiarato: “il GCAP è uno dei programmi più sfidanti e all’avanguardia dell’intero settore dell’aerospazio, difesa e sicurezza, in grado di preservare sovranità tecnologica per le generazioni future. Sono orgoglioso che centinaia di ingegneri qui a Torino, e altre migliaia in tutto il Paese, contribuiranno al suo successo. Il GCAP guiderà lo sviluppo tecnologico e la crescita a lungo termine delle economie dei Paesi coinvolti. Creerà posti di lavoro altamente qualificati e sosterrà gli ecosistemi produttivi lungo l’intera filiera. Attraverso il GCAP, stiamo garantendo un futuro più sicuro e prospero per l’Italia, così come per i nostri alleati, Giappone e Regno Unito”.

Marco Zoff, Amministratore Delegato di Edgewing, ha dichiarato: “la nostra nuova sede in Italia rappresenta l’ultimo passo nella rapida crescita di Edgewing come organizzazione, mentre espandiamo l’azienda nei tre Paesi partner. Pronti a rivoluzionare il settore della difesa realizzando il progetto con tempistiche significativamente più ridotte rispetto ai programmi delle generazioni precedenti. Puntiamo sull’innovazione e sull’energia che troviamo qui a Torino per sostenere la nostra accelerazione”.

Giuseppe Lupoli, Direttore Generale di Edgewing in Italia, ha commentato: “il GCAP rappresenta la prossima generazione tecnologica e questa nuova sede offre a molti l’opportunità di unirsi a Edgewing e lavorare a progetti di ingegneria digitale tra i più avanzati al mondo. Sono entusiasta di accogliere a Torino i colleghi provenienti dalle tre nazioni partner, mentre intraprendiamo insieme questo percorso”.

Il programma GCAP come volano per l’economia

Avviato nel 2022 dalla convergenza delle iniziative dei 3 paesi, il GCAP punta a rendere operativo dal 2035 il caccia di nuova generazione. Il nuovo velivolo stealth sarà dotato di sensoristica all’avanguardia, intelligenza artificiale a supporto dei i piloti. E ancora capacità di coordinare droni e altri asset in operazione, orchestrandone le attività in volo.

Il futuro sistema aereo opererà nei cinque domini (aria, terra, mare, spazio e cyber), secondo una struttura stellare. In questa struttura il velivolo sarà il “core platform” connesso con altri “sistemi” periferici, pilotati e non. Una capacità tecnologica, digitale in tutte le sue componenti, in grado di effettuare le missioni in maniera coordinata e sinergica. Tutto ciò attraverso l’ausilio di un’infrastruttura di comando e controllo e di comunicazioni, basata su intelligenza artificiale e super calcolo.

Il GCAP farà da volano per lo sviluppo tecnologico e per la crescita a lungo termine delle economie dei Paesi coinvolti. L’industria nazionale vede coinvolte al fianco di Leonardo altre importanti aziende leader del settore. Queste sono Avio Aero, Elettronica e MBDA Italia e le filiere ad esse connesse (università, centri di ricerca, PMI e start-up).

Sul versante governativo, la GCAP International Government Organisation (GIGO), attraverso la GCAP Agency, gestisce e coordina il programma. Con sede a Reading (UK), Edgewing Ltd, guidata dal Presidente Herman Claesen e dal CEO Marco Zoff, riunisce in un’unica organizzazione i contributi delle industrie nazionali.

Il programma GCAP è già nella fase operativa. Dopo un primo contratto congiunto da 686 milioni di sterline nell’aprile 2026, il 3 luglio la GCAP Agency ha assegnato a Edgewing un secondo contratto da 4,6 miliardi di sterline, della durata di 18 mesi e finanziato congiuntamente dai tre Paesi, per completare la fase avanzata di analisi e concettualizzazione e proseguire poi nella progettazione di dettaglio e nello sviluppo.

Programma GCAP: Edgewing Italia e la scelta di Torino

Partecipata al 33,3% da Leonardo, BAE Systems e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co. Ltd, Edgewing è il prime contractor trinazionale, responsabile della progettazione e dello sviluppo del velivolo e design authority per l’intero ciclo di vita del prodotto, che si estenderà oltre il 2070. Produzione e assemblaggio finale faranno invece capo alle industrie nazionali e alle rispettive filiere.

Edgewing Italia è la prima emanazione nazionale della società e costituirà il presidio della struttura di Edgewing nel Paese, integrando il contributo e le attività in Italia con l’organizzazione internazionale. A pieno regime il piano prevede circa 1.000 risorse in Edgewing Italia e ulteriori più di 1.000 persone in Leonardo dedicate alle attività delle Partner Companies principalmente nei siti di Torino e Caselle, con il coinvolgimento anche di altri siti italiani.

La scelta di Torino come sede si inserisce in un territorio che concentra da decenni competenze aeronautiche e ingegneristiche di primo livello. A Caselle, Leonardo realizza l’assemblaggio finale dell’Eurofighter mentre a Torino sono concentrate le attività di engineering.

Quella di Torino è la prima sede Edgewing ad aprire dopo l’istituzione del quartier generale congiunto Edgewing-GCAP Agency a Reading, nel Regno Unito, avvenuta nel 2025. Si tratta della prima di tre strutture previste. Le sedi in Giappone e nel Regno Unito apriranno nei prossimi mesi. Tutti e tre i siti globali di Edgewing svolgeranno ruoli analoghi, fungendo da hub ingegneristici nazionali che contribuiranno alla realizzazione del programma.

Leonardo in Piemonte

In Piemonte, Leonardo conta già oggi circa 5.200 addetti, di cui circa 2.200 a Caselle e quasi 1.800 a Torino, ai quali se ne aggiungono circa 1.100 della joint venture Thales Alenia Space. L’ecosistema locale trainato dal Gruppo sostiene oltre 14.500 persone tra diretti, indiretti e indotto e coinvolge circa 420 fornitori con sede legale in Piemonte, l’87% PMI, per circa 740 milioni di euro di valore ordinato nel 2025. Gli investimenti in Ricerca e Sviluppo di Leonardo rappresentano inoltre il 9,7% della spesa totale in ricerca delle imprese regionali.

La Germania possibile nuovo partner?

L’8 ottobre 2026, il Primo Ministro britannico Andy Burnham ha dichiarato che il Regno Unito è aperto all’adesione della Germania al Global Combat Air Programme. Burnham ha rilasciato queste dichiarazioni durante una conferenza stampa congiunta con il cancelliere tedesco Friedrich Merz a Berlino. Burnham, ha aggiunto che Londra cercherà di portare avanti l’idea “nel prossimo periodo” con l’Italia e il Giappone.

Tuttavia, la dichiarazione non garantisce l’adesione della Germania. Berlino sta ancora valutando le sue opzioni, sebbene Merz preferisca una soluzione europea allo sviluppo autonomo di un caccia da parte della Germania. Quest’ultima ha già un bilancio della difesa in crescita e già collabora con Gran Bretagna e Italia al programma Eurofighter Typhoon.

Gran Bretagna e Italia hanno dichiarato di essere aperte a nuovi membri che potrebbero contribuire a condividere i costi. Il Giappone, concentrato sulla minaccia alla sicurezza proveniente dalla Cina e con i suoi caccia F-2 che verranno ritirati dal servizio a metà degli anni 2030 potrebbe essere più difficile da convincere per le tempistiche strette che non dovrebbero subire ritardi.

Come sappiamo, la Germania è alla ricerca di una nuova strada dopo il fallimento, nel giugno 2026, del programma Future Combat Air System (FCAS). Il progetto si è bloccato a causa di una controversia sulla ripartizione del lavoro tra Airbus, che rappresenta la Germania, e la francese Dassault Aviation, che voleva il ruolo di contraente principale anziché una partnership paritaria. Il 6 giugno Merz aveva comunicato a Macron che i due paesi non avrebbero costruito il caccia FCAS.


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