Esercitazioni Ufficiali

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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 18 marzo 2026, 2:34

Aviation-report.com ha scritto:
Difesa Aerea Integrata: esercitazione bilaterale Italia-Francia “APEX INDIA 26-01”

Il 4 marzo, lungo il confine tra lo spazio aereo italiano e francese, si è svolta l’esercitazione bilaterale APEX INDIA 26-01. L’attività addestrativa congiunta è stata finalizzata a testare le procedure comuni di Difesa Aerea e la capacità di risposta coordinata a minacce aeree non militari. L’esercitazione, pianificata dall’Aeronautica Militare nell’ambito degli accordi bilaterali con la Francia, ha simulato uno scenario di tipo “Renegade” (velivolo civile utilizzato come potenziale minaccia).

APEX INDIA 26-01

Nello specifico, un velivolo P-180 del 14° Stormo, decollato da Pratica di Mare con funzione di Target, ha simulato la perdita di comunicazioni radio (COMLOSS) e una rotta ostile verso la Francia. Il National Air and Space Operations Centre (NASOC) ha quindi ordinato immediatamente lo Scramble di una coppia di Eurofighter F-2000 del 4° Stormo di Grosseto in configurazione Quick Reaction Alert (QRA).

I caccia italiani hanno operato sotto la guida dei Gruppi D.A.M.I. di Poggio Renatico (11° Gruppo – PIOPPO) e Licola (22° Gruppo – BARCA), garantendo la piena integrazione nella catena di Comando e Controllo (C2) della Difesa Aerea nazionale e NATO. Il momento cruciale ha riguardato l’handover (passaggio di consegna) tra il Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico e il CAPCODA (Centre Air de Planification et de Conduite des Opérations Aériennes) di Lione Mont Verdun.

La continuità operativa è stata assicurata dall’intervento di un Rafale C francese, che ha preso in carico il bersaglio applicando le procedure di Trasferimento di Autorità (TOA). L’attività ha permesso di verificare l’efficacia delle procedure di identificazione visiva (VIS) e l’interoperabilità dei sistemi radar tra le due nazioni. Tutte le attività si sono svolte nel pieno rispetto delle regole di sicurezza del traffico aereo civile, con comunicazioni gestite su reti militari dedicate e sotto la supervisione delle rispettive autorità operative nazionali.

L’11° Gruppo di Poggio Renatico e il 22° Gruppo di Licola, dipendenti dalla Brigata Controllo Aerospazio del COA, per il tramite del Reparto DAMI (Difesa Aerea Missilistica Integrata), assicurano l’avvistamento e l’identificazione nello spazio aereo nazionale 24 ore su 24, 365 giorni l’anno. Con esercitazioni come la APEX INDIA, l’Aeronautica Militare riafferma il proprio impegno nel garantire la sicurezza dei cieli nazionali e dell’Alleanza Atlantica, consolidando la cooperazione internazionale in ambito Air Policing.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 15 aprile 2026, 3:58

Aviation-report.com ha scritto:
Esercitazione Ferrari-I 26-01: addestramento congiunto Italia-Svizzera nel settore dell’Air Policing

Si è svolta lo scorso 25 marzo l’esercitazione bilaterale Ferrari-I 26-01, attività addestrativa congiunta tra Aeronautica Militare italiana e Swiss Air Force finalizzata a rafforzare il coordinamento operativo nella gestione di potenziali minacce aeree non militari e a testare le procedure di cooperazione tra i sistemi di difesa aerea dei due Paesi.

L’esercitazione Ferrari-I 26-01, nella sua prima edizione del 2026 su territorio italiano (-I Italia, -S Svizzera), rientra nel quadro degli accordi tecnici di cooperazione tra Italia e Svizzera nel settore dell’Air Policing e ha permesso di addestrare equipaggi di volo e centri di comando alla gestione di scenari complessi che richiedono un rapido coordinamento tra le strutture di comando e controllo nazionali.

Lo scenario dell’esercitazione Ferrari-I 26-01

Lo scenario simulato ha previsto il decollo da Pratica di Mare di un velivolo P-180 del 14° Stormo, impiegato come aeromobile “target”, che durante il volo ha simulato una perdita di comunicazioni radio con il controllo del traffico aereo e una successiva deviazione dalla rotta prevista. La situazione ha determinato l’attivazione delle procedure previste per un evento di tipo Renegade, ovvero un velivolo civile potenzialmente utilizzato come minaccia.

A seguito dell’allarme, il National Air and Space Operations Centre (NASOC) del Comando Operazioni Aerospaziali (COA) di Poggio Renatico ha disposto il decollo immediato di una coppia di Eurofighter F-2000 del 51° Stormo di Istrana in configurazione Quick Reaction Alert (QRA), incaricati di intercettare e identificare il velivolo.

L’attività è stata condotta sotto il controllo delle unità della Difesa Aerea Missilistica Integrata (DAMI), 22° Gruppo DAMI di Licola (BARCA) e 11° Gruppo DAMI di Poggio Renatico (PIOPPO), che hanno garantito la gestione tattica dell’intercettazione e il collegamento con i centri di controllo del traffico aereo militare.

Nel corso dell’esercitazione Ferrari-I 26-01 il velivolo target ha simulato il passaggio verso lo spazio aereo svizzero, richiedendo il coordinamento tra il sistema di difesa aerea italiano e l’Air Defence and Direction Center (ADDC) di Dubendorf. In questa fase sono state applicate le procedure di trasferimento della responsabilità operativa tra le due nazioni, con il passaggio della gestione dell’intercettazione alle autorità svizzere.

L’esercitazione ha consentito di verificare l’efficacia delle procedure di comunicazione, di identificazione e di coordinamento tra i sistemi e le strutture di comando dei due Paesi, contribuendo a rafforzare la capacità di risposta congiunta a eventi di sicurezza nello spazio aereo europeo.

Tutte le attività si sono svolte nel pieno rispetto delle normative internazionali per la sicurezza del traffico aereo civile e sotto la supervisione delle autorità operative nazionali.

L’11° Gruppo DAMI di Poggio Renatico e il 22° Gruppo DAMI di Licola, dipendenti dalla Brigata Controllo Aerospazio del Comando Operazioni Aerospaziali per il tramite del Reparto DAMI (Difesa Aerea Missilistica Integrata), assicurano quotidianamente la sorveglianza e il controllo dello spazio aereo nazionale, operando in modo integrato con il sistema di difesa aerea NATO.

Attraverso attività addestrative congiunte come questa, l’Aeronautica Militare continua a sviluppare la cooperazione internazionale nel campo della difesa aerea, contribuendo alla sicurezza dei cieli europei e alla protezione dello spazio aereo dell’Alleanza Atlantica.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 21 maggio 2026, 2:13

Aviation-report.com ha scritto:
Esercitazione aerea congiunta tra caccia italiani e greci

Nei giorni scorsi, nella base aerea di Gioia del Colle, personale e velivoli da caccia Eurofighter Typhoon del 36° Stormo Caccia dell’Aeronautica Militare hanno partecipato a un addestramento congiunto tra caccia italiani e greci con l’Aeronautica Militare greca, rappresentata dal 335° Squadron (con velivoli F-16) e dal 332° Squadron (con velivoli Rafale).

Dissimilar Air Combat Training tra caccia italiani e greci

L’attività, nota come addestramento al combattimento aereo dissimilare, Dissimilar Air Combat Training (DACT), ha coinvolto un totale di sei caccia italiani e greci, simulando scenari operativi a difficoltà e complessità crescenti. Gli aerei delle due forze aeree si sono confrontati in combattimenti aria-aria simulati (Air-to-Air), consentendo al personale in addestramento di perfezionare l’impiego di tattiche operative fondamentali per assicurare la superiorità aerea, impiegando gli aerei in dotazione in un contesto operativo estremamente complesso e dinamico.

In fase di pianificazione sono stati predisposti pacchetti capacitivi in grado di simulare sia missioni di attacco aereo offensivo (OCA – Offensive Counter Air) sia missioni di difesa aerea (DCA – Defensive Counter Air). L’attività è stata finalizzata all’incremento dei livelli di prontezza operativa nonché al perfezionamento delle capacità di combattimento, della cooperazione e dell’integrazione tra assetti aerei appartenenti all’Alleanza Atlantica. L’esercitazione ha confermato il DACT come una concreta opportunità per testare e addestrare la struttura di comando e controllo ed esercitare il coordinamento dei sistemi nazionali di difesa aerea.

Il 36° Stormo Caccia di Gioia del Colle dipende dal Comando delle Forze da Combattimento (CFC) di Milano, la cui missione è acquisire e mantenere la prontezza operativa degli organismi della difesa aerea, dell’attacco e della ricognizione, assicurando l’efficienza operativa dei sistemi d’arma, dei mezzi e dei materiali, nonché l’addestramento del personale e il costante aggiornamento e ottimizzazione delle procedure operative.

Il CFC è a sua volta alle dipendenze del Comando Squadra Aerea – 1ª Regione Aerea, che esercita le attribuzioni in materia di addestramento, predisposizione e approntamento operativo dei propri reparti, affinché acquisiscano e mantengano i previsti livelli di prontezza operativa. Il 36° Stormo Caccia è uno dei cinque Stormi dell’Aeronautica Militare che assicurano la difesa aerea nazionale e il servizio di Quick Reaction Alert della NATO.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 1 giugno 2026, 1:57

Aviation-report.com ha scritto:
NATO Tiger Meet 2026: alle Tigri Bianche il trofeo Silver Tiger

Ospitata dal 335 Mira della Hellenic Air Force, si è conclusa lo scorso 14 maggio l’edizione del NATO Tiger Meet 2026, uno dei più prestigiosi e complessi eventi addestrativi dell’Alleanza Atlantica, edizione che ha visto trionfare il 12° Gruppo del 36° Stormo dell’Aeronautica Militare che si è aggiudicato sia il prestigioso Silver Tiger, il secondo della sua storia, sia il Best Tiger Aircraft.

L’Aeronautica Militare ha anche inviato come partecipanti esterni 2 velivoli Leonardo T-345A High Efficiency Trainer in forza al 61° Stormo / 214° Gruppo della Scuola Internazionale di Volo di Galatina uno dei quali in livrea speciale. Al loro debutto ad un NATO Tiger Meet ed a quasi un anno dall’entrata in servizio, i velivoli T-345A hanno superato lo scorso gennaio il traguardo delle 1.000 ore di volo.

Il 61° Stormo e il suo 214° Gruppo Volo, lo ricordiamo, costituiscono una delle scuole di addestramento basico-avanzato per piloti militari più rinomate e all’avanguardia al mondo.

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L’esercitazione Tiger Meet

L’edizione del NATO Tiger Meet 2026 si è svolta dal 4 al 14 maggio con la partecipazione di oltre 50 velivoli tra caccia ed elicotteri e circa 1.000 militari operanti quotidianamente dalla base di Araxos. La campagna aerea ad alta intensità si è svolta come per le edizioni passate in due ondate giornaliere di Composite Air Operations.

Le missioni svolte hanno riprodotto un ampio spettro di scenari della guerra aerea moderna, spaziando dalla Defensive e Offensive Counter Air all’Air Interdiction, dal Dynamic e Time Sensitive Targeting (TST) fino alle complesse attività di SEAD/DEAD (soppressione e distruzione delle difese aeree nemiche), nonché operazioni APCLO e APCMO, sempre con il fondamentale supporto degli assetti NATO AWACS.

Anche l’appuntamento 2026 ha confermato la vocazione del Tiger Meet quale laboratorio operativo avanzato, capace di coniugare realismo addestrativo, integrazione multinazionale e spirito di corpo. Il principio “Train as You Fight” non è rimasto uno slogan, ma si è tradotto in missioni complesse, pianificate e condotte in ambienti contestati, con regole d’ingaggio e catene C2 realistiche. Parallelamente, l’evento ha continuato a svolgere il suo ruolo storico nel rafforzare i legami tra i reparti nel cui nome e simbolo vi è la tigre e nel mantenere vive le tradizioni della NATO Tiger Association.

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I partecipanti di quest’anno sono giunti da Belgio, Grecia, Svizzera, Germania, Italia, Spagna, Ungheria, Polonia e Repubblica Ceca, affiancati da partecipanti esterni e da numerosi reparti osservatori europei, a testimonianza della forte valenza coalizionale dell’esercitazione.

Gli aeromobili del NATO Tiger Meet 2026

- F‑16 Fighting Falcon (Belgio, Grecia, Polonia)
- F‑2000A Typhoon (Italia)
- EF‑18+ / F/A‑18 Hornet (Spagna, Svizzera)
- Tornado IDS/ECR (Germania)
- JAS‑39 Gripen (Ungheria)
- HH‑101A Caesar (Italia)
- AH‑1Y Venom (Repubblica Ceca)
- Learjet (GFD, Germania – partecipante esterno)
- T‑345A HET (Italia – partecipante esterno)
- EF-2000 Typhoon TLG74 (Germania – visitatore)

Il prossimo Tiger Meet si terrà nel 2027… a Gioia del Colle, a quattro anni di distanza dall’edizione del 2023. Le “Tigri bianche” giocheranno in casa in qualità di detentori del trofeo.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 22 giugno 2026, 4:18

Aviation-report.com ha scritto:
Grifone 2026: terminata la più grande esercitazione S.A.R. d’Italia, coinvolti oltre 500 operatori

Si è svolta presso l’aeroporto di Tortolì/Arbatax, in Sardegna, l’esercitazione internazionale, interforze e interagenzia “Grifone 2026”, principale attività esercitativa nazionale nel settore della ricerca e soccorso aereo (Search and Rescue – SAR) su terra in ambiente complesso, pianificata e condotta dall’Aeronautica Militare.

La “Grifone 2026” ha coinvolto complessivamente oltre 500 operatori, di cui circa 180 appartenenti all’Aeronautica Militare, 110 al Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico e 240 provenienti dalle altre amministrazioni nazionali e straniere partecipanti. Nel corso dell’esercitazione sono state effettuate 76 sortite operative, per un totale di oltre 50 ore di volo in oltre 10 scenari esercitativi diversi.

La componente aerea alla Grifone 2026

La componente aerea dell’esercitazione ha visto operare assetti appartenenti alla Difesa e ad altri Corpi dello Stato. Hanno preso parte alle attività di volo otto elicotteri, appartenenti all’Aeronautica Militare, all’Esercito Italiano, all’Arma dei Carabinieri, alla Guardia Costiera, alla Guardia di Finanza, alla Polizia di Stato e al Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, oltre a un elicottero della forza aerea spagnola, integrati da sistemi a pilotaggio remoto impiegati dal Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, dal Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e dalla Protezione Civile.

In questa edizione, l’impiego delle squadre terrestri di soccorso è stato assicurato tramite il coordinamento congiunto del Corpo Nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico, del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco e della Guardia di Finanza. Le attività a terra hanno visto l’integrazione con componenti, anche cinofile, di altre amministrazioni, tra cui Protezione Civile, 118, Croce Rossa Italiana, Corpo delle Crocerossine Regione Sardegna e Assistenti dell’Aria Search And Rescue.

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Lo scenario operativo della Grifone 2026

Gli equipaggi e il personale hanno operato in scenari ad elevato realismo finalizzati a consolidare l’integrazione tra le differenti componenti operative e a migliorare l’efficacia dell’intervento in contesti complessi, quali la ricerca e il recupero di persone disperse o in difficoltà, il supporto in caso di eventi emergenziali e le attività di ricerca e soccorso di equipaggi e aeromobili coinvolti in incidenti aerei.

Lo scenario addestrativo principale dell’edizione 2026 ha simulato la scomparsa di un aeromobile militare nell’area del Gennargentu, con attivazione di una Forward Operating Base presso l’aeroporto di Arbatax e svolgimento di attività SAR diurne e notturne in ambiente montano impervio.

Tra le principali novità della “Grifone 2026”, una dimostrazione operativa dedicata al recupero con elicottero di due persone con disabilità non motoria, che si è svolta il 27 maggio alla presenza del Ministro per le Disabilità, Alessandra Locatelli, e del Capo del Corpo Sanitario Aeronautico, Generale Ispettore Capo Pietro Perelli.

L’attività ha rappresentato un momento significativo nell’innovativo percorso di sviluppo avviato dall’Aeronautica Militare per definire linee guida operative dedicate a questo specifico scenario di soccorso, attualmente non disciplinato da protocolli codificati né a livello nazionale né internazionale.

Il progetto, sviluppato con il contributo del Comando Operazioni Aerospaziali, del Servizio Sanitario dell’Aeronautica Militare – in particolare del Centro di Psicologia – e del 15° Stormo, in collaborazione con enti istituzionali, realtà accademiche e associazioni del settore, mira a sviluppare procedure e strumenti capaci di rendere gli interventi SAR sempre più inclusivi ed efficaci, ampliando ulteriormente le capacità di risposta del sistema di ricerca e soccorso aereo a favore della collettività.

Il bilancio dell’esercitazione

Nella giornata conclusiva del 29 maggio, dedicata alle autorità e agli organi di informazione, il Direttore dell’esercitazione Col. Giacomo Zanetti ha tracciato il bilancio estremamente positivo di questa edizione 2026, alla presenza del Consigliere Regionale della Sardegna, Salvatore Corrias, del Prefetto di Nuoro, Alessandra Nigro, e del Comandante del Comando Aeronautica Militare per la Regione Autonoma Sardegna, Generale di Brigata Aerea Daniele Donati.

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L’Aeronautica Militare alla Grifone 2026

Per l’Aeronautica Militare, “Grifone 2026” ha rappresentato una complessa attività di integrazione e proiezione delle capacità operative, logistiche e di supporto espresse dalla Forza Armata nel settore della ricerca e soccorso aereo. La pianificazione, direzione e condotta dell’esercitazione sono state assicurate dal Comando Operazioni Aerospaziali (COA), che ha esercitato, con il Rescue Coordination Centre, la funzione di cabina di regia dell’intero dispositivo attraverso la pianificazione degli scenari addestrativi, il coordinamento delle missioni e l’integrazione delle differenti componenti operative impegnate nelle attività SAR.

Il 15° Stormo ha partecipato all’esercitazione con un elicottero HH-139B dell’80° Centro CSAR di Decimomannu, impiegato nelle missioni di ricerca, localizzazione e recupero del personale disperso.

3° Stormo di Villafranca

A supporto delle attività operative hanno concorso numerose capacità tecniche, logistiche e di supporto. Fondamentale il contributo del Comando Logistico dell’Aeronautica Militare e dei relativi Enti e Reparti specialistici dei comparti sanitario, telecomunicazioni, chimico, rifornimenti e supporto logistico, chiamati a garantire la piena autonomia operativa del dispositivo rischierato.

In tale ambito, il 3° Stormo di Villafranca ha svolto un ruolo centrale quale abilitatore della proiezione operativa dell’esercitazione, assicurando l’approntamento, la realizzazione e la gestione dell’infrastruttura campale realizzata presso l’aeroporto di Tortolì/Arbatax. Per l’occasione è stato infatti allestito presso l’aeroporto di Tortolì/Arbatax un articolato dispositivo campale in grado di garantire piena autonomia operativa alle attività esercitative, comprendente infrastrutture logistiche e di comando e controllo, capacità sanitarie avanzate, servizi di rifornimento carburanti, antincendio aeroportuale, telecomunicazioni, supporto meteorologico e assistenza ai trasporti.

Il Reparto ha garantito la predisposizione delle capacità deployable necessarie al funzionamento del dispositivo operativo, consentendo la conduzione continuativa delle operazioni SAR da zona remota attraverso l’integrazione dei servizi di supporto aeroportuale, force protection, rifornimento carburanti, movimentazione a terra, telecomunicazioni, antincendio e sostegno logistico-operativo.

4ª Brigata Telecomunicazioni

La 4ª Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e Assistenza al Volo ha supportato le attività CIS dell’esercitazione tramite il 1° Reparto Tecnico e Comunicazioni – Squadriglia TLC di Decimomannu, assicurando la realizzazione del Posto Base Avanzato e dei relativi servizi di comunicazione e connettività. Il contributo ha compreso l’approntamento della rete informatica, dei collegamenti satellitari e radio, delle postazioni di lavoro, nonché dei sistemi di videosorveglianza e delle comunicazioni operative a supporto delle attività esercitative.

Particolare rilevanza ha assunto inoltre la componente specialistica dedicata alla valutazione tecnica e ambientale degli scenari di sinistro aeronautico, ambito che nelle moderne operazioni SAR riveste crescente importanza ai fini della salvaguardia dell’ambiente, della sicurezza del personale e della gestione delle aree interessate dall’evento.

La valutazione tecnica e ambientale

Per l’Aeronautica Militare hanno partecipato il 2° e il 5° Laboratorio Tecnico AM di Controllo di Fiumicino e Decimomannu, chiamati a fornire capacità specialistiche nel settore chimico per le attività di monitoraggio, campionamento e valutazione tecnica degli effetti derivanti da un incidente aereo in ambiente operativo. Per la prima volta nell’ambito della “Grifone”, tali attività hanno visto inoltre l’integrazione con una componente del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco specializzata nel rischio radiologico, con l’obiettivo di consolidare procedure condivise e interoperabilità tra le diverse componenti specialistiche coinvolte.

L’esercitazione ha visto inoltre il concorso di personale e capacità provenienti da numerosi Enti e Reparti dell’Aeronautica Militare dislocati sul territorio nazionale. In tale ambito, un contributo particolarmente significativo è stato assicurato, oltre che dal Comando Operazioni Aerospaziali, da Enti e Reparti della Difesa presenti in Sardegna, tra cui il Reparto Sperimentale e di Standardizzazione al Tiro Aereo (RSSTA) di Decimomannu e il Poligono Interforze Salto di Quirra (PISQ), realtà strategiche che hanno messo a disposizione professionalità, supporto infrastrutturale e competenze operative funzionali allo svolgimento delle attività in ambiente complesso.

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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 22 giugno 2026, 4:46

Aviation-report.com ha scritto:
L’Aeronautica Militare dimostra le sue capacità di Combat SAR in Albania

Nell’ambito del Piano di Cooperazione bilaterale tra Italia e Repubblica di Albania, e delle attività volte ad accrescere l’interoperabilità con i partner Alleati, l’Aeronautica Militare ha effettuato mercoledì 10 giugno presso la base NATO di Kuçovë (Albania), un’attività dimostrativa delle sue capacità di Combat SAR.

A questa dimostrazione di Combat Search and Rescue hanno preso parte due elicotteri HH-101A Caesar del 9° Stormo di Grazzanise, impiegati nel ruolo di Personnel Recovery, e due assetti aerotattici F-2000 del 36° Stormo di Gioia del Colle, nel ruolo di Rescue Escort, ossia scorta e protezione armata fornito durante le missioni di recupero di personale isolato o disperso in territorio ostile.

La Forza Aerea albanese, attraverso la base aerea di Kuçovë, ha messo a disposizione le infrastrutture aeroportuali, i mezzi di supporto ed i servizi di sicurezza aeroportuale, mentre tramite il Centro di Controllo e Riporto (QKR) sono stati garantiti il coordinamento e il monitoraggio dell’attività aerea garantendo uno svolgimento sicuro ed efficace dell’attività addestrativa.

Combat SAR dell’Aeronautica Militare

A terra, il personale STOS — Supporto Tattico alle Operazioni Speciali — del 9° Stormo, specializzato nelle attività di Personnel Recovery, ha condotto le fasi di localizzazione e recupero del personale isolato, componente essenziale per la riuscita delle missioni in ambienti non permissivi.

L’evento congiunto ha rappresentato un’occasione concreta di cooperazione tra Paesi alleati, evidenziando il contributo dell’Italia per la sicurezza collettiva in ambito NATO attraverso la condivisione di procedure ed esperienze operative in grado di accrescere il livello di standardizzazione e di cooperazione nella pianificazione ed esecuzione di operazioni complesse, quali appunto il recupero di personale isolato in ambienti non permissivi (ISOP).

L’attività di Combat SAR conferma l’attenzione dell’Italia verso un’area di primario interesse strategico come quella dei Balcani occidentali e il valore attribuito al partenariato con l’Albania, interlocutore chiave per la stabilità del quadrante.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 24 luglio 2026, 2:37

Aviation-report.com ha scritto:
Terminata la “Ramstein Flag 2026”, la più grande esercitazione a guida NATO

Si è conclusa “Ramstein Flag 2026” (RAFL2026), l’esercitazione su larga scala e multi-dominio condotta dall’Allied Air Command della NATO tra l’8 e il 19 giugno 2026. L’evento “livex” ha visto operare oltre 200 velivoli e personale proveniente da 18 Nazioni alleate in più di 20 basi ospitanti, con una media di 150 sortite di volo giornaliere nell’ambito di scenari addestrativi a complessità crescente. L’attività, a guida dell’Allied Air Command di Ramstein, ha visto operare personale e assetti provenienti da 18 Paesi alleati tra cui l’Italia con personale e velivoli dell’Aeronautica Militare.

L’Aeronautica Militare alla Ramstein Flag 2026

L’esercitazione, ospitata principalmente da Danimarca, Spagna, Finlandia, Norvegia e Svezia, ha visto la partecipazione dell’Aeronautica Militare, che attraverso il Comando della Squadra Aerea e 1^ Regione Aerea ha curato l’organizzazione operativa ed addestrativa dell’evento, rendendo disponibili un rilevante pacchetto di assetti e personale.

Sono stati simultaneamente schierati velivoli F-35 del 6° Stormo di Ghedi e del 32° Stormo di Amendola sulla base di Ørland, in Norvegia, e velivoli Tornado del 6° stormo di Ghedi sulla base aerea di Albacete, in Spagna, per quanto riguarda il quadrante dell’Europa Meridionale. Il contributo dell’Aeronautica Militare ha visto inoltre il supporto di velivoli KC-767 del 14° Stormo di Pratica di Mare, impiegati dalla base madre in attività di rifornimento in volo (AAR – Air-Air Refuelling) e di velivoli C-130J della 46a Brigata Aerea di Pisa per attività di trasporto in supporto ai reparti partecipanti.

La Ramstein Flag 2026

Sviluppata sul concetto “train as we fight“, che caratterizza le esercitazioni alleate della serie “FLAG” sin dalle prime edizioni a partire da metà degli anni ‘70, la RAFL2026 ha avuto l’obiettivo principale di perfezionare tattiche e procedure tra le forze aeree alleate e rafforzare e sostenere l’impegno difensivo della NATO in materia di deterrenza, difesa collettiva e protezione del territorio e dello spazio aereo dell’Alleanza.

Gli equipaggi hanno avuto modo di addestrarsi in scenari ad alta minaccia aerea e terrestre, testando procedure di contrasto all’interdizione d’area, alla difesa aerea e missilistica integrata. Le attività nei Paesi nordici hanno inoltre permesso di consolidare la prontezza dei reparti rispetto alla dottrina NATO Agile Combat Employment (ACE), focalizzata sulla dispersione rapida delle forze su piste austere.

Nell’ambito di questa tipologia di attività addestrative, lo scorso maggio l’Aeronautica Militare ha partecipato in Finlandia all’esercitazione “Imminent Field 2026”, schierando velivoli F-35B – la versione del caccia di 5^ generazione a decollo corto e atterraggio verticale (STOVL) – che hanno effettuato con successo decolli e atterraggi su tratti autostradali.

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Il NATO DACCC

Le attività di comando e controllo tattico sono state svolte da una componente del DACCC (Deployable Air Command and Control Centre) di Poggio Renatico, che ha schierato sistemi, mezzi e personale, tra cui una componente dell’Aeronautica Militare, in diverse località della Svezia e presso il neo-costituito CAOC (Combined Air Operation Centre) di Bodø, in Norvegia.

La capacità, che ha riunito controllori di difesa aerea delle nazioni alleate, sistemi di collegamento radio e il Deployable Air Defence Radar (DADR), ha assicurato il controllo tattico dei velivoli, la sorveglianza dello spazio aereo e la diffusione della Recognized Air Picture (RAP) a supporto delle operazioni aeree. A supporto delle comunicazioni, la NATO ha inoltre schierato il 2nd NATO Signal Battalion di Grazzanise presso la base svedese di Kallax.

Il Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica Militare, Generale di Squadra Aerea Antonio Conserva, nell’ambito di una giornata dedicata alle autorità militari, ha incontrato il personale italiano del DACCC, guidato dal Gen. D.A. Luca Maineri. Nell’occasione, il Capo di SMA ha evidenziato l’impegno dell’Aeronautica Militare nel rafforzare la prontezza e le capacità difensive della NATO, sostenendo l’interoperabilità e l’impegno collettivo in chiave di deterrenza, difesa collettiva e protezione del territorio e dello spazio aereo dell’Alleanza.

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A termine esercitazione, il Comandante del rischieramento presso la base di Ørland, Tenente Colonnello Giuseppe Petragallo, ha evidenziato l’efficacia addestrativa dell’esercitazione e il consolidamento delle capacità d’impiego dei sistemi d’arma in dotazione sintetizzando in tre concetti chiave – prontezza, deterrenza e interoperabilità – il contributo fornito dall’Aeronautica Militare e dall’Italia all’Allied Air Command NATO per il successo dell’intera Ramstein Flag 2026.

Sforzo logistico e organizzativo

La proiezione di personale, mezzi ed assetti aerei ha richiesto un imponente sforzo logistico ed organizzativo. Grazie alla sinergia con la forza aerea norvegese, in qualità di Host Nation, e all’efficacia del comparto manutentivo, sono state effettuate oltre 130 ore di volo garantendo una prontezza operativa superiore al 90%. La componente CIS (Communication and Information System), assicurata dalla 3ª Divisione del Comando Logistico tramite la 4ª Brigata Telecomunicazioni Sistemi D.A./A.V. e il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati (RESIA), in particolare, ha introdotto per la prima volta in esercitazione delle nuove piattaforme per il monitoraggio delle reti strategiche, all’interno delle quali sono stati anche integrati i sistemi dedicati alla gestione della manutenzione e della catena logistica dei ricambi.

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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 24 luglio 2026, 2:57

Aviation-report.com ha scritto:
MQ-28 Ghost Bat e F-15EX: il teaming uomo-macchina debutta alla Valiant Shield 2026

Il volo congiunto tra un MQ-28 Ghost Bat e un F-15EX Eagle II durante l’esercitazione Valiant Shield 2026, sopra il Mare delle Filippine, rappresenta uno dei segnali più concreti dell’evoluzione dell’US Air Force verso il teaming tra velivoli pilotati e sistemi semi-autonomi. La Pacific Air Forces hanno confermato che il drone sviluppato da Boeing Defence Australia ha operato con forze statunitensi e alleate nell’ambito dell’esercitazione, con l’obiettivo di affinare tattiche, tecniche e procedure per i Collaborative Combat Aircraft in un ambiente multi-dominio e altamente realistico.

MQ-28 Ghost Bat alla Valiant Shield 2026: cosa è stato dimostrato

Secondo il comunicato ufficiale delle PACAF, il Ghost Bat impiegato a Rota, nelle Isole Marianne Settentrionali, era un velivolo di prova rappresentativo della configurazione di produzione. Durante la Valiant Shield 2026 il sistema senza equipaggio ha volato “in concert” con piattaforme da combattimento pilotate, in missioni che comprendevano anche scenari di difesa e offensivi counter-air. La formula è volutamente prudente: non sono stati diffusi dettagli sull’eventuale controllo diretto del drone da parte del caccia, né sul livello di integrazione tattica o software sperimentato durante il volo.

La domanda chiave è quindi: il velivolo F-15EX ha controllato il MQ-28 Ghost Bat? Al momento non esiste una conferma ufficiale. PACAF e le fonti statunitensi hanno scelto di non discutere dettagli operativi o tattici, e questo va riportato con chiarezza. Ciò che è certo è che l’evento ha mostrato pubblicamente, per la prima volta in una grande esercitazione nel Pacifico, un CCA in formazione con l’Eagle II, trasformando in attività sperimentale reale un concetto finora spesso associato a rendering industriali e studi operativi.

Perché l’Eagle II è un candidato naturale per i CCA

Il F-15EX non è un caccia stealth, ma nasce come piattaforma con grande autonomia, capacità di carico, avionica aggiornata, sistemi di guerra elettronica moderni e cockpit biposto. Proprio il secondo membro d’equipaggio e l’architettura di missione rendono l’Eagle II un potenziale nodo di comando e controllo per velivoli collaborativi, in grado di ampliare il raggio sensoriale e la massa d’ingaggio della formazione. In una prospettiva Indo-Pacifica, dove distanze, basi disperse e minacce aeree richiedono resilienza e capacità di generare massa, l’abbinamento con CCA diventa particolarmente coerente.

Il contesto regionale rafforza questa lettura. Il 29 giugno 2026 un F-15EX dell’85th Test and Evaluation Squadron è rientrato a Kadena Air Base, accompagnato da due F-15E Strike Eagle, per attività di integrazione e familiarizzazione. Kadena si prepara alla transizione dagli F-15C/D all’Eagle II e il 67th Fighter Squadron sarà la prima unità operativa F-15EX della base. Il collegamento tra la futura presenza dell’Eagle II in Giappone e la sperimentazione con CCA non è stato formalizzato come dottrina operativa, ma il quadro strategico è evidente. Aumentare prontezza, capacità di risposta e profondità operativa nel teatro.

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Collaborative Combat Aircraft: cosa sono e perché contano

I Collaborative Combat Aircraft sono velivoli semi-autonomi progettati per operare sotto supervisione umana. Una domande ricorrente è: sostituiranno i piloti? La risposta, sulla base delle informazioni ufficiali disponibili, è no. L’US Air Force li considera moltiplicatori di forza: estendono portata, consapevolezza situazionale e sopravvivenza delle piattaforme pilotate, mantenendo l’uomo nel ciclo decisionale per le decisioni critiche. Il loro valore è nella capacità di generare massa a costi inferiori, distribuire il rischio e svolgere missioni come sensori avanzati, piattaforme d’arma, nodi ISR o vettori per guerra elettronica.

Il 17 giugno 2026 il Department of the US Air Force aveva annunciato contratti per i CCA Increment 1 con General Atomics per l’FQ-42A e Anduril per l’FQ-44, insieme a un percorso competitivo per il software di autonomia di missione. L’obiettivo dichiarato è procurare oltre 150 CCA pronti al combattimento entro la fine del decennio e, più avanti, arrivare a circa 1.000 sistemi.

In questo quadro, il drone MQ-28 non è il CCA che l’USAF ha appena selezionato per l’Increment 1, ma è un dimostratore maturo e operativo, sviluppato con la Royal Australian Air Force, utile per acquisire esperienza su impiego, sostenibilità e integrazione.

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Valiant Shield 2026 e la logistica dei CCA nel Pacifico

La Valiant Shield è un’esercitazione biennale congiunta e multinazionale orientata all’integrazione della forza in ambiente multi-dominio. Per questo assume rilievo anche la prova FARP condotta a Rota con MQ-28 Ghost Bat, HC-130J Combat King II, personale del 79th Rescue Squadron, membri della Royal Australian Air Force e dell’Experimental Operations Unit di Nellis. La domanda operativa è semplice: un CCA può essere rifornito, riarmato e sostenuto da punti avanzati e austeri? La prova non fornisce ancora una risposta definitiva, ma indica che l’USAF sta trattando la logistica dei CCA come parte integrante della capacità, non come dettaglio secondario.

L’Experimental Operations Unit è centrale in questo passaggio. Il suo compito è trasformare piattaforme e software in tattiche credibili, procedure manutentive e modalità di impiego utilizzabili in scenari complessi e contestati. È qui che l’esperienza con il MQ-28, pur non essendo identica a quella dei futuri FQ-42 e FQ-44, può accelerare l’apprendimento dell’USAF.

L’evoluzione del MQ-28 Ghost Bat

Nel contesto della Valiant Shield 2026, le informazioni diffuse da Boeing il 10 giugno scorso all’ILA Berlin Air Show chiariscono la direzione evolutiva del MQ-28 Ghost Bat. La roadmap prevede maggiore apertura alare, capacità aggiuntiva di 2.000 libbre tra carburante, carichi e payload di missione, predisposizione per trasportare internamente due missili AMRAAM o quattro Small Diameter Bombs, capacità BLOS, aggiornamenti a spirale sviluppati con la Royal Australian Air Force, caratteristiche di bassa osservabilità confermate, upgrade di sopravvivenza e una configurabilità pensata per clienti alleati e requisiti operativi sovrani.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 24 luglio 2026, 3:05

Aviation-report.com ha scritto:
Conclusa a Grazzanise l’esercitazione “Tende e Scaglia 2026”

Si è conclusa al 9° Stormo di Grazzanise (CE) l’esercitazione “Tende e Scaglia 2026” (TS26) che si è svolta dal 22 giugno al 10 luglio 2026. La TS26 è una fondamentale esercitazione dell’Aeronautica Militare in cui vengono testate le capacità di integrazione della componente aerea con quella terrestre con particolare interesse al Comparto Forze Speciali e viene pianificata, organizzata e condotta annualmente dalla 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali (1ªBAOS) con sede a Furbara.

La Tende e Scaglia 2026

L’edizione 2026 ha avuto l’obiettivo di verificare e consolidare le capacità di uno Special Operations Air Task Group (SOATG) quale unità di comando tattico per il supporto aereo alle Operazioni Speciali integrando in un unico framework componenti HQ (Head Quarter), Combat Support e Combat Service Support con l’impiego di SOTU/SOATU (Special Operations [Air] Task Unit).

Scopo finale quello di certificare il SOATG per un impiego reale e le capacità di svolgere tutte le funzioni previste dalle direttive NATO vigenti sono state verificate da un team italiano a guida del Comando Forze Speciali (COFS) di Roma Centocelle, sotto la supervisione di monitor stranieri provenienti dall’Allied Special Operations Forces Command (SOFCOM) che ha sede a Shape in Belgio.

Per l’occasione, le componenti del SOATG sono state organizzate all’interno di strutture bunkerizzate, ricavate nell’ex deposito munizioni del 9° Stormo, adeguate allo scopo con un’importante azione di ristrutturazione e predisposizione di collegamenti, sistemi di Comando e Controllo classificati progettati per assicurare il supporto di tutte le funzioni operative (pianificazione, esecuzione e controllo delle attività di volo, logistica, force protection, cyber defence, ecc.).

L’attivazione di tutte le funzioni del SOATG

L’attivazione di tutte le funzioni del SOATG previste nell’esercitazione è stata guidata dalla 1ª Brigata Aerea Operazioni Speciali con l’impegno sinergico, del personale appartenente al Comparto Operazioni Speciali (1ª BAOS, 9° Stormo e 17° Stormo Incursori di Furbara) che ne hanno alimentato le posizioni organiche chiave e curato tutte le predisposizioni propedeutiche all’evento.

In via complementare hanno contribuito alla composizione del manning unità provenienti da diversi Reparti del Comando Squadra Aerea – 1^ Regione Aerea e del Comando Logistico individuati dalla Direzione per l’Impiego del Personale Militare dell’Aeronautica (DIPMA) nelle sue funzioni di Force Provider.

Nell’ambito dell’esercitazione il SOATG ha svolto le funzioni Comando e Controllo (C2) nei confronti di cinque SOATU dipendenti di cui due reali costituite da equipaggi (piloti e operatori di bordo) e personale del 9° Stormo di Grazzanise e tre organizzate in maniera teorica (notional). Il SOATG, nell’ambito dell’organizzazione NATO, è a sua volta posto alle dipendenze di uno Special Operations Component Command (SOCC) anch’esso simulato ricorrendo ad una specifica Response Cell organizzata per l’occasione.

Il supporto alla Tende e Scaglia 2026

A supporto, per la realizzazione del campo di rischieramento, sono intervenuti:

  • il Reparto Generale di Sicurezza dello Stato Maggiore AM per la supervisione per gli aspetti di sicurezza, la costituzione dell’Organo Periferico di Sicurezza e il rilascio delle previste autorizzazioni e abilitazione per la componente CIS e COMSEC;
  • la 4^ Brigata Telecomunicazioni e Sistemi per la Difesa Aerea e l’Assistenza al Volo di Borgo Piave che ha realizzato l’implementazione del dispositivo CIS, della rete LAN, degli impianti di videosorveglianza- antintrusione, installato antenne satellitari, apparati radio TBT-TT-HF e multifono, configurando reti geografiche e VOIP (Voice Over Internet Protocol), nonché, i menzionati SOATG/SOATU;
  • il Reparto Gestione e Innovazione Sistemi Comando e Controllo di Pratica di Mare con il ruolo di attivare e gestire il dispositivo CIS (Computer Information System) deputato alle funzioni di Comando e Controllo e necessario alle comunicazioni operative sicure fornendo, con un team specializzato con capacità operative nel dominio cibernetico, il supporto a tutti gli utenti operanti durante l’evento addestrativo;
  • il Reparto Sistemi Informativi Automatizzati di Roma con il compito di assicurare e gestire i servizi informatici “non classificati”;
  • il 41° Stormo di Sigonella col supporto del velivolo P-72A ed il 3° Stormo di Villafranca (VR) che ha contribuito, sin dalle prime fasi dell’esercitazione assicurando il supporto logistico e l’approntamento del campo, a sostegno delle attività addestrative previste.

esercitazione Tende e Scaglia 2026

L’esercitazione Tende e Scaglia, come ogni anno, è stata un’occasione addestrativa importante, per tutti i reparti dell’Aeronautica Militare partecipanti, che ha contribuito a rafforzare l’interoperabilità di formazioni composte da aeromobili ad ala rotante e ad ala fissa in missioni sia diurne che notturne.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 26 agosto 2026, 4:29

Aviation-report.com ha scritto:
Esercitazione Timber Express: Eurofighter e Tornado della Luftwaffe si sono addestrati con alleati e minacce generate al computer

Aerei veri, minacce sintetiche: nell’estate del 2026 Airbus ha supportato l’esercitazione Timber Express dell’Aeronautica militare tedesca, sperimentando un nuovo paradigma digitale per test e addestramento. Gli equipaggi tedeschi degli Eurofighter e dei Tornado si sono addestrati al fianco di alleati virtuali e contro minacce generate al computer.

Quando i caccia Tornado ed Eurofighter si sono alzati in volo durante l’esercitazione annuale Timber Express della Luftwaffe tedesca, l’obiettivo principale è stato testare lo scambio di dati tattici tra le diverse piattaforme. Quest’anno, tuttavia, l’esercitazione è servita anche come banco di prova reale per il System Development Lab (SDL) di Airbus Defence and Space. È stato utilizzato per arricchire l’esercitazione reale, introducendo alleati e minacce virtuali con i vari velivoli coinvolti.

“Utilizzando SDL, siamo riusciti a mettere in pratica il framework Live, Virtual, Constructive (LVC) per test e addestramento“, afferma René Birkholz, Business Developer per Future Air Power presso Airbus Defence and Space. L’approccio LVC mira a fondere il mondo fisico e quello virtuale. Mentre le forze fisiche operano su velivoli reali (live), queste sono affiancate da operatori umani in simulatori a terra (virtuale) e da entità sintetiche generate al computer (costruttivo).

Esercitazione Timber Express: integrazione dell’SDL

L’integrazione dell’SDL nell’esercitazione Timber Express ha dimostrato come in futuro i sistemi attuali e futuri potranno essere testati insieme. “Con i continui sviluppi nei sistemi d’arma di nuova generazione e nelle piattaforme senza equipaggio, testare e validare le loro capacità nel mondo reale sta diventando sempre più complesso, se non impossibile“, afferma Birkholz. L’utilizzo dell’SDL contribuisce ad affrontare alcune delle sfide principali.

“Avere numerosi velivoli fisici in volo può diventare proibitivamente costoso“, osserva Birkholz. “L’SDL, tuttavia, popola lo spazio aereo con alleati e avversari a una frazione del costo“. Inoltre, un approccio virtuale significa che i concetti di domani possono essere già testati in ambienti reali oggi. Ad esempio, l’SDL può simulare un velivolo da combattimento collaborativo senza equipaggio che diventerà operativo entro la fine di questo decennio.

“Infine, l’ambiente virtuale consente alle forze armate di testare tattiche, tecniche e procedure che non vogliono mostrare in un ambiente reale“, conclude Birkholz. Berlino sta preparando una gara d’appalto per droni collaborativi da combattimento destinati a operare a fianco dei suoi caccia, con l’obiettivo di raggiungere una capacità iniziale entro il 2029.

La connettività durante la Timber Express

Niente di tutto ciò sarebbe stato possibile senza uno scambio di informazioni senza soluzione di continuità tra le diverse piattaforme. A questo proposito, Infodas è stata fondamentale per garantire l’interoperabilità tra sistemi con diverse classificazioni di sicurezza. Ha permesso ai partecipanti di integrare nell’esercitazione un’ampia gamma di funzionalità, tra cui sensori, attuatori, sistemi di comando e strumenti generativi, come l’SDL.

“L’edizione di quest’anno di Timber Express è stata un esempio lampante di quanto sia importante la fluidità del flusso di informazioni non solo nelle operazioni militari reali, ma anche nelle esercitazioni. Pone le basi per arricchire l’addestramento dal vivo con elementi virtuali“, riassume Marion Konnerth, responsabile dei progetti di infodas.

Simulazione dell’intero campo di battaglia

La portata dell’SDL, tuttavia, si estende oltre l’addestramento militare. Infatti, può accompagnare un sistema d’arma durante l’intero processo di sviluppo del prodotto. “In Airbus, useremo l’SDL per definire l’essenza stessa di un nuovo sistema“, afferma Birkholz.

Come? Utilizzando l’SDL per simulare un’operazione aerea integrata e multi-dominio che includa forze terrestri, navali, spaziali e cibernetiche. Simulazioni realistiche di un conflitto mostreranno quindi come le capacità di un Eurofighter o di un caccia di nuova generazione si comporterebbero in un dato scenario, tenendo conto di risorse di supporto come velivoli da combattimento collaborativo senza equipaggio, aerocisterne per il rifornimento in volo e sistemi di difesa aerea terrestri.

Per ottenere informazioni utili, l’SDL eseguirà migliaia di simulazioni di combattimento automatizzate e accelerate per determinare statisticamente la configurazione più efficace. In alternativa, piloti e pianificatori potranno sedersi a postazioni di gioco di ruolo fisiche e cimentarsi in una qualsiasi di queste missioni contro minacce generate dal computer, mettendo a frutto la propria esperienza e le proprie competenze.

“Queste simulazioni ci aiuteranno ad allineare meglio le nostre scelte progettuali alla realtà operativa“, spiega Birkholz. “Si tratta di creare un ciclo di feedback durante tutto il processo di sviluppo, in cui convalidiamo e adattiamo costantemente le funzionalità della piattaforma fino a renderla idonea allo scopo.”

Futuro della potenza aerea europea

Orientarsi nel futuro della potenza aerea europea è una sfida complessa che richiede l’ammodernamento delle risorse operative, come l’Eurofighter, e al contempo l’integrazione dei sistemi futuri, siano essi con equipaggio o senza. “Oggi non possiamo permetterci di sviluppare un prodotto isolato“, afferma Birkholz. Al contrario, ogni capacità deve essere valutata all’interno di un ecosistema interconnesso e multi-dominio.

L’SDL permette proprio questo. Supporta lo sviluppo di prodotti dal concetto iniziale alla validazione e all’addestramento. Garantisce inoltre che i nuovi sistemi e le nuove capacità siano adatti a soddisfare la complessità delle moderne operazioni militari.


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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 26 agosto 2026, 4:48

Aviation-report.com ha scritto:
Caccia J-16 cinesi in Egitto per l’esercitazione Eagles of Civilization 2026

Diversi tipi di aerei e personale dell’Aeronautica dell’Esercito Popolare Cinese di Liberazione (PLA) che partecipa all’addestramento congiunto Cina-Egitto “Eagles of Civilization 2026” sono arrivati in una base aerea in Egitto lo scorso 21 agosto dopo un dispiegamento intercontinentale, secondo un comunicato ufficiale dell’Aeronautica Militare del PLA. In particolare, l’esercitazione segna la prima apparizione dei caccia J-16 cinesi n Africa.

La formazione dell’aeronautica militare cinese ha percorso più di 6.000 chilometri attraverso due continenti e quattro paesi durante un volo di quasi nove ore per l’Egitto anche in complesse condizioni meteorologiche.

Questa esercitazione congiunta segna il secondo evento di questo tipo tra le due forze aeree. L’Aeronautica Militare cinese ha schierato diversi tipi di aerei in una formazione integrata, tra cui caccia J-16, aerei per il rifornimento in volo YY-20A, aerei cargo Y-20A, aerei per missioni speciali, aerei picchetto radar KJ-500 ed elicotteri Z-20, secondo quanto dichiarato da Pechino.

Il crescente coinvolgimento di aeromobili sempre più capaci in esercitazioni congiunte, come questa in Egitto, stanno evidenziando le sempre maggiori capacità della PLA Air Force di effettuare rapidi schieramenti strategici intercontinentali di aerei tattici, dimostrando anche le sue forti capacità di implementazione strategica all’estero.

La prima partecipazione dei jet da combattimento pesanti J-16 all’addestramento congiunto Cina-Egitto segna un aggiornamento rispetto al dispiegamento dello scorso anno dei caccia J-10C e J-10S di medie dimensioni nell’esercitazione, riflettendo un addestramento all’estero più ampio e avanzato da parte dell’aeronautica cinese.

Con il rischieramento dei caccia J-16 cinesi in Egitto, gli equipaggi acquisiranno anche una preziosa esperienza operativa in ambienti e scenari non familiari, riflettendo anche gli sforzi per testare più aerei di prima linea a diverse condizioni geografiche, climatiche e operative attraverso l’addestramento all’estero.

I caccia J-16 cinesi vs i caccia Rafale egiziani

A differenza del J-10C, utilizzato maggiormente per la superiorità aerea, il J-16 è più capace in termini di attacco ad obiettivi terrestri e marittimi e capace di trasportare un carico di armi più pesante. La sua partecipazione potrebbe quindi espandere l’addestramento a scenari di combattimento multiruolo più complessi, anche confrontandosi direttamente con i caccia Rafale di produzione francese appartenenti all’Egitto.

Il J-16 è un caccia multiruolo pesante biposto, sviluppato e migliorato a partire dal J-11B. Ha un peso al decollo standard di quasi 25 tonnellate, una velocità massima di 1.370 km/h e un raggio di volo massimo di 3.000 km. Progettato per soddisfare le esigenze del combattimento aereo presente e futuro, è stato potenziato in aree come la superiorità aerea, gli attacchi aria-terra e aria-mare, la consapevolezza e il coordinamento, la guerra elettronica e la sopravvivenza sul campo di battaglia, rappresentando un significativo miglioramento delle capacità complessive di combattimento rispetto alla serie J-11B.

J-16 contro Rafale

Secondo quanto riferito dall’Aeronautica militare dell’Esercito Popolare di Liberazione, domenica si è svolta la prima esercitazione di combattimento in assoluto tra i caccia J-16 cinesi e i caccia francesi Rafale dell’Egitto. In un filmato pubblicato lunedì dall’Aeronautica militare dell’Esercito Popolare di Liberazione, si vedono piloti cinesi che, a bordo dei loro J-16, si scontrano con i caccia Rafale dell’Aeronautica militare egiziana.

In un filmato apparentemente girato dal pilota seduto nel sedile posteriore di un jet J-16, si può vedere un Rafale eseguire delle manovre, con i due velivoli che in quel momento volano a una distanza relativamente ravvicinata. Questa è stata la prima volta che un aereo da combattimento cinese ha partecipato ad esercitazioni di combattimento con il Rafale, il più noto aereo militare francese e prodotto di punta della Dassault Aviation.

Le esercitazioni internazionali della Cina

Le forze aeree cinesi ed egiziane si addestreranno insieme da metà agosto a inizio settembre. L’addestramento si concentrerà su argomenti tra cui tattiche di combattimento aereo, operazioni di superiorità aerea e combat SAR e includerà esercitazioni di impiego della forza, ha detto il ministero della difesa cinese.

Inoltre, recentemente, l’Aeronautica militare cinese ha annunciato diverse esercitazioni congiunte con quattro paesi: Bielorussia, Thailandia, Egitto e Emirati Arabi Uniti. Dopo il completamento dell’addestramento congiunto Cina-Thailandia “Falcon Strike 2026”, l’aeronautica militare cinese darà il via all’esercitazione congiunta “Falcon Shield 2026” con gli Emirati Arabi Uniti (EAU) a Hotan, nella regione autonoma dello Xinjiang Uygur della Cina nordoccidentale, secondo il ministero della difesa cinese. Invece l’esercitazione congiunta China-Bielorussia “Swift Eagle 2026” è entrato nella sua piena fase la scorsa settimana.




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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 12 settembre 2026, 3:59

Aviation-report.com ha scritto:
SIFEX 2026: conclusa l’esercitazione tra caccia svizzeri e italiani al 51° Stormo di Istrana

Dal 31 agosto all’11 settembre 2026, le Forze Aeree Svizzere e l’Aeronautica Militare italiana si sono addestrate congiuntamente a partire dalla base aerea italiana di Istrana. L’obiettivo dell’esercitazione SIFEX 2026 è stato quello di confrontare le proprie capacità con quelle dei partner e di svilupparle ulteriormente. L’esercitazione è servita inoltre a rafforzare l’interoperabilità, contribuendo così a rafforzare la capacità di difesa dell’Esercito svizzero.

Per gli F-18 svizzeri si tratta del terzo rischieramento in Italia, dopo le edizioni del 2024 e del 2025. Naturalmente la riconferma di svolgere l’esercitazione sulla base aerea di Istrana è stata determinata dal ruolo e dal supporto logistico ed operativo offerto dal 51° Stormo.

Hanno parteciperanno all’esercitazione alcuni F/A-18 delle Forze Aeree Svizzere nonché Eurofighter e F-35 dell’Aeronautica Militare. I piloti si sono addestrati congiuntamente in diversi scenari della difesa aerea, concentrandosi sul perfezionamento dei piloti più giovani.

Le attività dell’esercitazione SIFEX 2026 hanno visto anche missioni di combattimento aereo entro e oltre il raggio visivo e missioni con voli a bassa quota sul mare. Inoltre, le forze aeree partecipanti si sono addestrate nella pianificazione e nell’esecuzione congiunta di operazioni aeree complesse, le cosiddette Composite Air Operations (COMAO).

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La collaborazione con l’Aeronautica Militare, la SIFEX rappresenta un grande valore aggiunto per la Svizzera. Consente infatti di scambiare direttamente esperienze, in particolare in vista dell’introduzione degli F-35A in Svizzera. Questa esercitazione congiunta si basa su un accordo di cooperazione in materia di istruzione militare siglato nel 2004 tra la Svizzera e l’Italia.

SIFEX 2026: la collaborazione internazionale rafforza la capacità di difesa

Come sappiamo, a causa delle condizioni geografiche, dello spazio aereo limitato e di altre condizioni operative, le possibilità di esercitarsi in scenari di combattimento aereo complessi in Svizzera sono limitate. Svolgere esercitazioni all’estero consente alle Forze Aeree di Berna di allenarsi in scenari di questo tipo, in condizioni realistiche e di sviluppare ulteriormente la propria prontezza all’impiego.

Nel 2024 il Consiglio federale ha deciso di rafforzare la collaborazione militare internazionale in modo mirato. In questo modo l’Esercito Svizzero può beneficiare delle esperienze, delle procedure e degli standard dei suoi partner. Esercitazioni come questa svolta in Italia promuovono lo scambio di esperienze e migliorano la capacità di collaborare con le forze armate dei paesi partner. In tal modo, offrono un importante contributo al rafforzamento della capacità di difesa dell’Esercito svizzero.

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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 12 ottobre 2026, 3:23

Aviation-report.com ha scritto:
NATO Days 2026

Nel weekend del 19-20 settembre scorso, l’aeroporto di Ostrava è tornato a ospitare il più grande evento dedicato alla sicurezza in Europa. Con la partecipazione di 12 paesi, l’edizione dei NATO Days 2026 è stata tra le più contenute in termini di adesioni, ma non per questo meno interessante.

B-1B e Red Arrows

L’attrazione principale di quest’anno è stata senza dubbio il sorvolo dei bombardieri strategici B-1B Lancer. Questi velivoli hanno solcato i cieli della Repubblica Ceca per la prima volta dopo un quarto di secolo. Sebbene avessero già partecipato ai NATO Days nel 2016 e nel 2017, in quelle occasioni erano stati esposti solo a terra.

L’edizione di quest’anno ha segnato anche il ritorno delle Red Arrows, la pattuglia acrobatica della Royal Air Force. L’evento ha inoltre celebrato una ricorrenza importante. Sono passati esattamente vent’anni dalla loro prima partecipazione in assoluto.

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Germania: partner speciale dei NATO Days 2026

Tra i momenti salienti spicca la presenza del leggendario Tornado tedesco, giunto a una delle sue ultime apparizioni pubbliche prima del previsto ritiro dal servizio. L’età del velivolo si è fatta sentire durante il fine settimana: dei tre aerei previsti, ne sono arrivati ​​solo due, poiché il terzo ha riscontrato problemi tecnici ancor prima di lasciare la Germania. Ulteriori inconvenienti tecnici si sono verificati anche a Ostrava, causando la cancellazione delle prove del giovedì e lo spostamento di quelle del venerdì dalla mattina al tardo pomeriggio.

In qualità di “Nazione Partner Speciale”, la Germania ha portato diversi altri velivoli oltre al Tornado. Tra i più interessanti figurava l’A319ACJ governativo, che ha partecipato al sorvolo inaugurale volando tra due caccia Gripen dell’Aeronautica ceca. Purtroppo, quella è stata l’unica esibizione in volo dei Gripen per quest’anno. Il loro ritiro era previsto per il 2027, ma a causa della consegna dei nuovi F-35 slittata al 2030, l’Aeronautica ceca è ora costretta a prolungare la vita operativa dei Gripen di altri tre anni, dovendo di conseguenza razionalizzare le ore di volo.

Gli altri partecipanti ai NATO Days 2026

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I NATO Days di quest’anno hanno visto anche alcuni debutti. Il più significativo è stato senza dubbio quello dell’F-16 slovacco, alla sua prima apparizione all’estero in assoluto. L’Aeronautica ceca ha inoltre presentato al pubblico il nuovo Embraer KC-390 in esposizione statica e ha invitato la stampa a una visita guidata condotta da due dei sei piloti attualmente abilitati al pilotaggio di questo velivolo. Grande debutto anche per il costruttore aeronautico ceco AERO Vodochody, che ha presentato la nuovissima configurazione dell’L-39 Skyfox: il “Drone Hunter”. Come suggerisce il nome, questa versione è dotata di armamenti progettati per ingaggiare e abbattere droni e altri velivoli senza pilota.

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L’aeroporto di Ostrava, in collaborazione con Antonov Airlines e la società responsabile dell’organizzazione dei voli cargo charter, ha riservato al pubblico una grande sorpresa per la giornata di sabato. Poco dopo il sorvolo del B-1B Lancer, i circa 100.000 visitatori presenti sono rimasti stupiti nel vedere l’Antonov AN-124 in fase di avvicinamento finale allo scalo.

Nonostante la cancellazione dell’ultimo minuto della partecipazione di Romania e Canada, i NATO Days 2026 hanno offerto oltre 70 esibizioni in volo e 80 velivoli in esposizione statica. Tra i protagonisti di maggior rilievo figurano senza dubbio l’A330 MRTT della NATO, il team acrobatico greco F-16 “Zeus”, il SOLOTÜRK turco e il PC-9M “Hudournik” sloveno.

Il KC-390 della Repubblica Ceca ai NATO Days 2026

L’Aeronautica Militare Ceca ha presentato al pubblico il suo assetto più recente in occasione dei NATO Days 2026. L’aereo da trasporto Embraer KC-390 Millennium, di fabbricazione brasiliana. Il primo dei due velivoli ordinati è arrivato in Repubblica Ceca all’inizio dell’estate, segnando un importante passo avanti nelle capacità operative. Durante il debutto pubblico, i membri dell’equipaggio hanno messo in risalto l’estrema versatilità e le prestazioni di questo aereo multiruolo.

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KC-390 oltre il trasporto standard: un ospedale volante e un mezzo antincendio

Il capitano Radim Ulrich, pilota del KC-390, ha sottolineato che la gamma di missioni del velivolo va ben oltre il semplice trasporto di truppe o carichi generici. “Si tratta di un aereo da trasporto di medie dimensioni progettato per trasportare passeggeri, merci e veicoli gommati. Nonché per gestire i soldati a terra o effettuare lanci di truppe paracadutiste. Tuttavia, grazie ad attrezzature specializzate, possiamo spegnere incendi, rifornire altri velivoli in volo, condurre operazioni di ricerca e soccorso ed evacuare i feriti”, ha dichiarato Ulrich.

Grazie ai suoi motori a reazione e alle elevate prestazioni, l’aereo è in grado di coprire circa 5.000 chilometri con un carico utile pari alla metà della capacità massima in circa quattro ore e mezza. Ulrich ha inoltre evidenziato il suo potenziale impiego in ambito civile. “Non servirà solo alle esigenze delle Forze Armate ceche. Su disposizione del governo, potremo anche evacuare cittadini cechi durante crisi umanitarie“.

Ha poi illustrato nel dettaglio la configurazione per l’evacuazione medica. Ha spiegato che la cabina può ospitare fino a 74 pazienti su barella. Ma può essere anche allestita con sei posti letto di terapia intensiva (ICU – Intensive Care Unit). Inoltre, quando è dotato di un serbatoio d’acqua da 12.000 litri per la lotta aerea agli incendi, opera come strumento di prevenzione. “Svolge una funzione di prevenzione incendi. Il ritardante o l’acqua vengono rilasciati davanti al fronte del fuoco per impedirne la propagazione“, ha aggiunto Ulrich.

Carichi imponenti e lanci aerei

L’ingegnere di volo Vladimír Skořepa ha sottolineato la configurazione interna rapidamente modificabile dell’aereo e la sua capacità di effettuare lanci di carichi pesanti. “L’aereo non serve solo al trasporto merci, ma anche al lancio di personale ed equipaggiamenti. Siamo in grado di lanciare carichi fino a 2,5 tonnellate, come un autocarro di piccole dimensioni o un veicolo trasporto truppe“, ha osservato Skořepa.

La stiva di carico può accogliere di tutto. Da sette pallet standard per il trasporto aereo a pesanti mezzi da combattimento, come un veicolo corazzato per il trasporto truppe Pandur II o un elicottero Black Hawk (con i rotori ripiegati).

Il passaggio all’era dei motori a reazione

Gli equipaggi cechi hanno avviato l’addestramento di conversione l’anno scorso in Brasile, proseguendo poi il programma con gli istruttori in Repubblica Ceca. Skořepa ha sottolineato come la precedente esperienza con il CASA C-295 abbia reso la transizione più agevole, sebbene l’addestramento sia ancora in corso. “Avendo già operato con il CASA, che utilizza anch’esso un sistema a pallet, il passaggio non è stato eccessivamente complesso. Tuttavia, non siamo ancora arrivati ​​al traguardo. Attualmente stiamo acquisendo padronanza delle operazioni di base del velivolo e, nel corso del prossimo anno, otterremo le qualifiche per ulteriori tipologie di missione“.

Al momento, sei piloti, sei ingegneri di volo e venti tecnici di terra sono impegnati nell’addestramento. Si stanno preparando ad integrare pienamente il velivolo nelle operazioni ordinarie prima dell’arrivo del secondo KC-390, previsto per il dicembre del prossimo anno.

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Re: Esercitazioni Ufficiali

Messaggio da Phant » 16 ottobre 2026, 5:01

Aviation-report.com ha scritto:
L’Aeronautica Militare all’esercitazione Cobra Warrior 26-2

I 4 stormi Eurofighter della Forza armata impegnati nella seconda fase del 2026 dell’esercitazione internazionale organizzata dalla Royal Air Force. Si è conclusa venerdì 2 ottobre 2026 la Cobra Warrior 26-2, una delle più importanti e complesse esercitazioni aeree internazionali organizzate dalla Royal Air Force (RAF).

L’esercitazione ha visto la nostra Aeronautica Militare impegnata dell’attività addestrativa con velivoli e personale proveniente dai quattro Stormi Eurofighter – 4°,36°,37° e 51° Stormo – insieme alle forze aeree di Regno Unito e altri Paesi Alleati tra cui Stati Uniti, Canada, Germania e Polonia.

4 stormi di Eurofighter italiani alla Cobra Warrior 26-2

L’esercitazione, di fondamentale importanza per mantenere elevati standard di preparazione tra forze aeree alleate, ha offerto un ambiente addestrativo altamente realistico, multidominio e multinazionale, concepito per riprodurre scenari operativi ad alta intensità.

Sottolineando l’importanza della missione, il Maggiore Valerio C., Comandante del Distaccamento Italiano, ha dichiarato che “siamo onorati ed entusiasti di trovarci alla RAF Waddington per addestrarci insieme ai nostri alleati della NATO e ai partner internazionali. La Cobra Warrior rappresenta il principale ambiente di addestramento tattico, offrendo un’opportunità inestimabile per migliorare la nostra interoperabilità, perfezionare le tattiche congiunte e rafforzare la nostra prontezza collettiva. Partecipare con i nostri velivoli e il nostro personale ci permette di testare le nostre capacità in scenari operativi complessi, contestati e ad alta minaccia. L’integrazione e la condivisione di competenze tra le nostre nazioni è fondamentale“.

Consolidare l’integrazione tra velivoli di 4ª e 5ª generazione

L’evento ha permesso inoltre di consolidare l’integrazione tra velivoli di 4ª e 5ª generazione e di perfezionare la sinergia con le componenti terrestri e navali, confermando l’eccellente livello di preparazione e flessibilità degli equipaggi.

Per l’Aeronautica Militare, la Cobra Warrior rappresenta il momento culminante del Weapons Instructors Course (WIC), corso coordinato dall’ASWC (Air and Space Warfare Centre) e integrato a seguito della riconfigurazione dell’output capacitivo del IX Gruppo Caccia del 4° Stormo di Grosseto.

Novità di quest’anno, il corso ha visto il coinvolgimento non soltanto di piloti, ma anche di altre figure professionali chiave e di personale proveniente da differenti linee di volo, un contributo sinergico di competenze che costituisce un elemento sempre più importante per il raggiungimento degli obiettivi nell’ambito della gestione integrata delle moderne operazioni aeree.


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