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Neptune Strike 26-4: tre gruppi di attacco marittimi NATO operano dal Mediterraneo all’Alto Nord
Dal 16 ottobre al 5 novembre 2026 la NATO conduce l’esercitazione Neptune Strike 26-4, la quarta e ultima iterazione dell’anno dell’attività di vigilanza rafforzata (enhanced Vigilance Activity, eVA). Coordinata dal NATO Naval Striking and Support Forces (STRIKFORNATO), con sede a Oeiras in Portogallo, l’attività riunisce forze di 17 Paesi alleati e dimostra la capacità dell’Alleanza di integrare effetti marittimi, aerei, terrestri, cibernetici e spaziali a sostegno della deterrenza e della difesa collettiva.
A differenza di un’esercitazione tradizionale, la Neptune Strike 26-4 punta a mantenere una presenza credibile e a perfezionare le procedure di comando e controllo multinazionale. Partecipano Albania, Croazia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Italia, Lituania, Norvegia, Polonia, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Turchia, Regno Unito e Stati Uniti. Sono impegnate oltre 20 unità navali, circa 40 aeromobili e un numero di attività coordinate distribuite sulle tre Joint Operations Areas della NATO, dal Mediterraneo al Baltico e all’Alto Nord.
Il rear admiral Eduardo Guitian Crespo, Deputy Chief of Staff for Operations di STRIKFORNATO, ha sottolineato che la responsabilità del comando è garantire che le forze siano pronte ad agire insieme con rapidità, precisione e determinazione. L’ammiraglio George Wikoff, comandante del NATO Allied Joint Force Command Naples, ha aggiunto che l’attività offre rassicurazione agli Alleati sostenuta da capacità militare credibile, dimostrando la disponibilità a difendere il territorio alleato.
I tre gruppi di attacco al centro di Neptune Strike 26-4
Il cuore operativo della Neptune Strike 26-4 è costituito da tre formazioni marittime indipendenti. Quest sono capaci di generare potenza di attacco e proiezione di forza senza la presenza di un Carrier Strike Group della US Navy, impegnata altrove.
Il britannico UK Carrier Strike Group opera nelle acque settentrionali e nell’Alto Nord. È guidato dalla portaerei HMS Prince of Wales, che imbarca gli F-35B Lightning II, accompagnata dal cacciatorpediniere HMS Dauntless e dalla fregata norvegese HNoMS Fridtjof Nansen. Le attività si estendono verso il Mare di Norvegia, il Baltico e le regioni artiche. Gli F-35B britannici hanno già effettuato missioni coordinate, tra cui attacchi aria-superficie simulati in cooperazione con unità finlandesi e velivoli francesi Rafale nel Golfo di Finlandia.
Nel Mediterraneo opera il Carrier Strike Group italiano incentrato sulla portaerei ITS Cavour, che imbarca gli F-35B e AV-8B Harrier II e 3 elicotteri (1 AB212 e 2 SH-90) con oltre 1.000 militari imbarcati. La scorta comprende il cacciatorpediniere ITS Andrea Doria e la fregata ITS Virginio Fasan. I velivoli della Cavour sono impegnati in missioni di attacco a lungo raggio supportate da aerocisterne A330 MRTT francesi, che consentono di estendere il raggio d’azione. La partecipazione italiana si sovrappone in parte all’esercitazione nazionale Mare Aperto 2026.
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Il Turkish Expeditionary Strike Group, o Anadolu Naval Task Group, opera nell’Adriatico e nello Ionio. È composto dalla nave d’assalto anfibio TCG Anadolu, dalla fregata TCG Gaziantep e dal sottomarino TCG Gur. A bordo di Anadolu sono imbarcati tre droni Bayraktar TB3 UCAV e un battaglione di forze anfibie. Il 19 ottobre 2026 il gruppo ha condotto una dimostrazione di sbarco anfibio al largo delle coste albanesi, vicino a Vlorë. La dimostrazione ha integrato veicoli anfibi e supporto elicotteristico.
Capacità multi-dominio e ruolo di STRIKFORNATO nella Neptune Strike 26-4
STRIKFORNATO integra le capacità di attacco marittimo degli Alleati con componenti aeree, terrestri e anfibie, fornendo al SACEUR opzioni flessibili su tutta l’area di responsabilità. La Neptune Strike 26-4 rafforza l’interoperabilità, il comando e controllo e la libertà di navigazione e manovra. Alle formazioni principali si affiancano le Standing NATO Maritime Groups e le Standing NATO Mine Countermeasures Groups, distribuite tra Atlantico/Baltico/Alto Nord e Mediterraneo.
Il 23 ottobre 2026 l’ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, Chair del NATO Military Committee, ha visitato il quartier generale di STRIKFORNATO. Ha ricevuto briefing sulle priorità operative e ha elogiato il lavoro del comando nel fornire capacità di attacco e difesa di alto livello.
Cosa distingue Neptune Strike 26-4 dalle esercitazioni convenzionali? Si tratta di un’attività di vigilanza rafforzata orientata alla deterrenza e alla dimostrazione di presenza credibile, piuttosto che a uno scenario addestrativo isolato. L’obiettivo prioritario è mantenere forze pronte e integrate in un contesto di sicurezza caratterizzato da tensioni prolungate.
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Quali assetti aerei caratterizzano le operazioni della Neptune Strike 26-4? Gli F-35B imbarcati su Prince of Wales e Cavour rappresentano la componente di quinta generazione, affiancati dagli AV-8B italiani e dai TB3 turchi. In aggiunta, il rifornimento in volo con i tanker francesi estende le missioni di attacco a lungo raggio. Le unità di superficie, sottomarini e batterie costiere (come quelle finlandesi) completano il quadro multi-dominio.
Nessuna portaerei USA
L’assenza di una portaerei americana evidenzia la capacità europea di generare tre gruppi di attacco autonomi. Inoltre, anche se nessuno di essi eguaglia singolarmente la potenza e l’autonomia di un Carrier Strike Group statunitense, la loro contemporanea presenza sotto comando NATO dimostra la maturità delle forze alleate nel proiettare potenza in aree geografiche distanti e nel rispondere in modo coordinato.
La Neptune Strike 26-4 prosegue fino al 5 novembre 2026. Per tutta la durata consoliderà le relazioni operative quotidiane e le procedure necessarie per trasformare capacità nazionali in una forza NATO integrata. L’attività conferma il ritmo operativo sostenuto dell’Alleanza e il suo impegno a difendere ogni porzione di territorio alleato attraverso la coesione multi-dominio.
Bye
Phant




