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da Phant » 2 marzo 2026, 3:18
Aviation-report.com ha scritto:
Operation Epic Fury: l’attacco USA-Israele contro l’Iran
Il 28 febbraio 2026 ha segnato un momento di svolta nelle dinamiche geopolitiche del Medio Oriente, con l’avvio di un’operazione militare congiunta tra Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Denominata Operation Epic Fury dalle forze americane e Operation Roaring Lion da quelle israeliane, questa campagna ha coinvolto centinaia di sortite aeree, missili da crociera e droni, puntando a degradare le capacità nucleari, missilistiche e militari di Teheran.
In un contesto di tensioni accumulate da anni, culminate in negoziati falliti sul programma nucleare iraniano, l’attacco preventivo ha sorpreso per la sua scala e per l’uso di tecnologie avanzate, aprendo un nuovo capitolo di instabilità regionale. Mentre le forze alleate colpivano obiettivi strategici in profondità nel territorio iraniano, le ritorsioni di Teheran hanno esteso il conflitto a basi americane e alleati arabi, sollevando interrogativi globali sulla sicurezza aerea e sulle difese antimissile.
Il contesto degli attacchi USA-Israele contro l’Iran
Le origini di questa operazione affondano in un’escalation progressiva. Solo pochi mesi fa, nel giugno 2025, gli USA avevano condotto Operation Midnight Hammer, un attacco mirato contro siti nucleari iraniani che aveva coinvolto bombardieri B-2 e missili Tomahawk, distruggendo gran parte delle infrastrutture atomiche di Teheran. Nonostante ciò, secondo fonti ufficiali americane e israeliane, l’Iran aveva iniziato a ricostruire il suo programma nucleare e a sviluppare missili a lungo raggio capaci di minacciare alleati USA e Israele. Il presidente Donald Trump, in un discorso pre-registrato, ha sottolineato come “l’Iran abbia respinto ogni opportunità per rinunciare alle sue ambizioni nucleari“, giustificando l’azione come necessaria per “eliminare minacce imminenti alla sicurezza americana“.
Perché gli attacchi USA-Israele contro Iran sono stati lanciati proprio ora? La risposta risiede nelle attività di intelligence condivisa che indicava preparativi iraniani per un attacco preventivo, inclusi movimenti di lanciamissili balistici. L’operazione è stata pianificata per mesi, con una data di lancio decisa settimane prima, in stretta coordinazione tra il Comando Centrale USA (CENTCOM) e le Forze di Difesa Israeliane (IDF). Le prime ondate hanno colpito di giorno per massimizzare l’effetto sorpresa, sfruttando la superiorità aerea alleata e cyber-operazioni per disabilitare le reti di comunicazione iraniane, riducendo la connettività del paese al 4%.
Operation Epic Fury: cosa sappiamo
Al cuore dell’operazione vi è stato un impiego massiccio di asset aerei, con oltre 200 jet israeliani, la più grande sortita nella storia dell’Aeronautica Militare Israeliana, e centinaia di velivoli americani. Tra i protagonisti, i caccia stealth F-35C Lightning II, operati in modalità “full stealth” senza riflettori radar Luneburg, hanno condotto strike di precisione su installazioni sotterranee legate al programma nucleare, come Fordow e Natanz. Questi velivoli, lanciati dalla portaerei USS Abraham Lincoln nel Mar Arabico Settentrionale, erano armati con munizioni JDAM (Joint Direct Attack Munitions) da 500 libbre e missili aria-aria AIM-120 AMRAAM per difendersi da eventuali intercettazioni.
Un’innovazione chiave è stata l’impiego, per la prima volta in combattimento, di droni “one-way attack” a basso costo dalla Task Force Scorpion Strike USA, equipaggiati con sistemi di swarming e datalink satellitari per colpire obiettivi ad alto valore come comandi IRGC (Islamic Revolutionary Guard Corps). Droni MQ-9 Reaper hanno fornito supporto per la valutazione dei danni (BDA) su città come Shiraz e Tehran, mentre tanker KC-46 Pegasus e KC-135 hanno garantito rifornimenti in volo, con sortite da basi come Lajes nelle Azzorre. Israele ha utilizzato F-15 Baz, F-16 e missili Blue Sparrow, i cui booster sono stati ritrovati in campi iracheni dopo aver penetrato difese aeree iraniane.
Quali tipi di obiettivi sono stati prioritari negli attacchi USA-Israele contro l’Iran? Principalmente strutture di comando, come il compound del Leader Supremo Ali Khamenei a Tehran, distrutto secondo immagini satellitari, con rapporti di morti tra alti ufficiali inclusi Khamenei stesso, il ministro della Difesa Amir Nasirzadeh e il comandante IRGC Mohammed Pakpour.
Altri target hanno incluso basi missilistiche (con circa 2.000 missili a lungo raggio distrutti), porti navali come Chabahar e Konarak (dove una fregata Alvand è stata distrutta), e siti industriali a Isfahan legati alla produzione missilistica. In totale, le prime 12 ore hanno visto quasi 900 strike, con Tomahawk lanciati da navi USA per sopprimere le difese aeree. L’operazione ha sfruttato glli spazi aerei iracheni e siriani per voli, evitando confronti diretti con i vecchi jet iraniani come i MiG-29, grazie alla superiorità stealth e elettronica (inclusi EA-18 Growler per jamming).

Ritorsioni e conseguenze degli attacchi
Teheran non ha tardato a rispondere, lanciando circa 300 missili balistici (tra cui Kheibarshekan e Fatah-1) e droni Shahed verso Israele e basi USA. Gli impatti hanno colpito il quartier generale della Quinta Flotta USA a Bahrain (dove un drone ha distrutto il radome di un radar), l’aeroporto internazionale del Kuwait (con feriti tra i lavoratori), e siti in UAE, Dubai, Qatar e Giordania. Israele ha intercettato la maggior parte con sistemi come Patriot PAC-3 e THAAD, ma detriti hanno causato feriti a Tel Aviv e Haifa.
Quanto dureranno questi attacchi contro l’Iran? Fonti USA indicano una campagna in fasi, potenzialmente di giorni o settimane, con pause per valutazioni. Trump ha promesso “immunità” alle truppe iraniane che deporranno le armi, mentre Netanyahu ha esortato il popolo iraniano a rovesciare il regime.
Reazioni globali all’Operation Epic Fury
Le reazioni internazionali sono state diverse e immediate. Il Consiglio di Sicurezza dell’ONU ha convocato una riunione su richiesta di Cina e Russia, con il Segretario Generale Antonio Guterres che ha esortato un cessate il fuoco. La Francia, non informata, ha definito l’escalation “pericolosa”, mentre il Regno Unito ha negato un ruolo diretto ma ha confermato una presenza aerea difensiva. Alleati arabi come UAE, Bahrain e Kuwait hanno condannato le ritorsioni iraniane, intercettando missili con i sistemi di difesa aerea Patriot. In Iran, le proteste civili, già in corso da gennaio, si sono intensificate, con Trump che le ha descritte come un’opportunità per “la libertà”.
Cosa succederà dopo questi attacchi contro l’Iran? Esperti prevedono ondate notturne con i bombardieri B-2 per attacchi in profondità sul territorio iraniano, usando le Massive Ordnance Penetrators (MOP). L’assenza di perdite USA iniziali sottolinea l’efficacia delle difese, ma rischi per il personale alleato persistono.
Questa operazione non solo ridisegna la mappa aerea del Medio Oriente, ma pone sfide per la stabilità globale, con potenziali interventi di potenze come Russia o Cina. In conclusione, l’Operation Epic Fury, rappresenta un impiego sofisticato delle unità militari statunitensi ed israeliane, bilanciato da ritorsioni che evidenziano le vulnerabilità regionali.

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da Phant » 3 marzo 2026, 1:05
Ilgiornale.it ha scritto:
Attacco all'Iran: in azione anche i bombardieri supersonici B-1 Lancer
Washington ha affidato ai bombardieri supersonici B-1 Lancer la seconda missione di bombardamento strategico pianificata nell’operazione Epic Fury, colpendo nuovi obiettivi e mantenendo alta la pressione su Teheran.
Nella notte tra domenica e lunedì, tre bombardieri supersonici B-1B “Lancer” del 28° Stormo Bombardieri dell’Aeronautica Militare statunitense sono decollati dalla base aerea di Ellsworth, nel Dakota del Sud, e hanno condotto attacchi contro siti di lancio e strutture di comando e controllo di missili balistici in Iran, prendendo parte all’Operazione Epic Fury.
Come i B-2A impiegati nel raid precedente, i Lancer hanno effettuato una missione di andata e ritorno direttamente dal territorio continentale degli Stati Uniti. Dopo un volo non-stop verso gli obiettivi, i tre bombardieri hanno sorvolato lo Stretto di Gibilterra, ricevendo rifornimento in volo sopra l’Atlantico e il Mediterraneo dalle aerocisterne dislocate nelle basi europee.
Quello di ieri notte è il secondo attacco consecutivo lanciato dall’America continentale, un elemento che suggerisce che gli Stati Uniti intendano condurre una campagna di pressione strategica “sostenuta” piuttosto che una risposta reattiva, nonostante il potente dispositivo militare che il Pentagono ha deciso di schierare nel Golfo.
Gli analisti affermano che, dal punto di vista operativo, l’impiego dei B-1 dalla base di Diego Garcia, nell’Oceano Indiano, avrebbe garantito “maggiore efficienza”, considerando il raggio di combattimento di oltre 5.000 chilometri del B-1B; per questo la scelta di partire direttamente dagli Stati Uniti sembra intesa a veicolare un messaggio politico e militare preciso: dimostrare la portata globale della proiezione di potenza degli Stati Uniti, cercando di mantenere il controllo sull’escalation. Uno schema che richiama, per modalità, le operazioni condotte in Siria tra il 2017 e il 2019.
Introdotto negli anni ’80, il B-1 Lancer è un bombardiere strategico supersonico quadrireattore ad ala a geometria variabile, con un equipaggio di quattro persone. Nato per missioni nucleari e convenzionali, dal 2007 è stato riconvertito esclusivamente all’impiego convenzionale. Con un’autonomia superiore ai 12.000 chilometri – estendibile grazie al rifornimento in volo – il Lancer è in grado di operare in qualsiasi teatro operativo e può essere scelto per la sua flessibilità e capacità di trasportare un’ampia gamma di munizioni, comprese le bombe guidate Joint Direct Attack Munition e i missili standoff aria-superficie.
L’escalation in Medio Oriente ha portato il livello di allerta al livello “Bravo” in tutte le basi della regione. Nel frattempo, il Comando Centrale degli Stati Uniti, Centcom, ha confermato la perdita di tre F-15E Strike Eagle dell’Aeronautica Militare statunitense. Schierati in supporto all’Operazione Epic Fury, i tre cacciabombardieri sono stati abbattuti “per errore” in Kuwait in episodi di “fuoco amico” che hanno coinvolto le difese aeree kuwaitiane. Tutti e sei i membri degli equipaggi, piloti e navigatori, si sono eiettati e sono stati recuperati.
L’impiego combinato di bombardieri strategici B-2A e B-1B, di missili BGM-109 Tomahawk lanciati da unità navali di superficie e sottomarine, e dei nuovi missili di precisione Precision Strike Missile (PrSM) dai lanciatori terrestri Himars, fa assumere all’Operazione Epic Fury i contorni di una campagna strutturata che non mira solo a colpire gli obiettivi di alto livello e le infrastrutture strategiche dell’Iran, ma anche a dimostrare le capacità tattiche degli Stati Uniti.

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da Phant » 3 marzo 2026, 1:14
Aviation-report.com ha scritto:
Tre F-15E americani abbattuti in Kuwait per fuoco amico: l’incidente durante l’Operazione Epic Fury
Nel contesto del conflitto scoppiato in Medio Oriente, un episodio di fuoco amico ha segnato un momento critico per le operazioni aeree alleate. Il 1 marzo 2026, tre F-15E Strike Eagles dell’US Air Force sono stati abbattuti sopra il territorio kuwaitiano mentre supportavano missioni contro minacce iraniane. Questo evento, avvenuto in un ambiente di combattimento ad alta intensità, ha evidenziato le sfide della coordinazione in spazi aerei complessi, dove alleati operano fianco a fianco contro un nemico comune. L’incidente degli F-15E americani abbattuti in Kuwait non ha causato vittime, ma solleva interrogativi sulle procedure di identificazione nelle campagne aeree moderne.
L’Operazione Epic Fury, lanciata dalle forze statunitensi e israeliane contro l’Iran, ha visto un’escalation rapida con attacchi da parte di aerei, missili balistici e droni iraniani diretti verso basi alleate in paesi come Kuwait, Qatar e Arabia Saudita. In questo scenario caotico, i tre F-15E americani abbattuti in Kuwait, velivoli biposto noti per la loro versatilità in ruoli di attacco al suolo e superiorità aerea, stavano intercettando minacce in arrivo. Secondo le dichiarazioni ufficiali, le difese aeree kuwaitiane, attivate per contrastare l’offensiva iraniana, hanno erroneamente identificato i jet statunitensi come ostili, portando al loro abbattimento.
Cause dell’abbattimento degli F-15E in Kuwait
Le dinamiche dell’incidente rivelano quanto possa essere precario l’equilibrio in un teatro operativo saturo di asset aerei. Gli F-15E, appartenenti probabilmente al 335th Fighter Squadron di base a Seymour Johnson AFB, stavano operando a bassa quota senza serbatoi esterni, suggerendo un ruolo difensivo contro droni e missili iraniani. Fonti indicano che i sistemi di difesa aerea kuwaitiani, inclusi Patriot PAC-3, potrebbero aver utilizzato missili a guida infrarossa per ingaggiare i target, sfruttando sistemi SHORAD (Short-Range Air Defense). Gli F-15E, pur equipaggiati con avanzati sensori, mancano di allarmi specifici per minacce infrarosse in ambienti amici, il che ha impedito ai piloti di reagire tempestivamente.
Perché gli F-15E americani abbattuti in Kuwait non sono stati riconosciuti come alleati? La risposta risiede nella complessità dello spazio aerea di battaglia: con centinaia di missili e droni iraniani intercettati, e molteplici nazioni (Stati Uniti, Israele, Arabia Saudita, Qatar) che operano varianti di F-15, il rischio di errata identificazione è elevato. L’Iran ha sfruttato questa confusione, lanciando attacchi su larga scala contro paesi ospitanti basi USA, inclusi Kuwait, Giordania, Bahrein e Cipro. L’incidente richiama precedenti come l’abbattimento di un F/A-18F Super Hornet da parte della USS Gettysburg nel dicembre 2024, sottolineando che il fuoco amico è un pericolo intrinseco nelle operazioni ad alta intensità.
Le indagini preliminari, condotte congiuntamente da USA e Kuwait, puntano a un fallimento nella catena di comando e controllo. Non ci sono evidenze di malfunzionamenti meccanici, anche se video circolati mostrano i jet in fiamme, con code verticali mancanti e spirali incontrollate prima dell’impatto. I siti di schianto sono stati geolocalizzati entro 10 chilometri dalla base aerea Ali Al Salem e vicino ad Al Jahra, confermando l’area come zona di operazioni difensive.
Conseguenze per gli equipaggi degli F-15E americani abbattuti in Kuwait
Fortunatamente, l’aspetto umano dell’incidente ha avuto un esito positivo. Tutti i sei membri dell’equipaggio, piloti e operatori di sistemi d’arma, si sono eiettati con successo prima che i velivoli impattassero al suolo. Sono stati recuperati rapidamente dalle forze kuwaitiane, con assistenza da civili locali, e trasferiti in ospedale per controlli medici. Le loro condizioni sono state descritte come stabili, senza ferite gravi riportate. Immagini diffuse online mostrano un aviatore a terra vicino al paracadute, e altri in veicoli di soccorso, inclusa una donna pilota e un uomo con una ferita minore alla mano.
Come si sono salvati gli equipaggi degli F-15E americanu abbattuti in Kuwait? Il sistema di eiezione dell’F-15E, collaudato e affidabile, ha permesso un’uscita sicura anche in condizioni di rotazione e fuoco. Le procedure di search and rescue (SAR) kuwaitiane, coordinate con le forze USA, hanno garantito un recupero rapido, evitando esposizioni prolungate in aree potenzialmente ostili. Questo successo operativo mitiga parzialmente l’impatto dell’incidente, ma non cancella la perdita di tre asset preziosi, ciascuno valutato intorno ai 100 milioni di dollari.
Implicazioni strategiche
L’episodio solleva dibattiti sulle lezioni apprese per l’aviazione militare. In un’era di guerre ibride, dove droni e missili saturano lo spazio aereo, l’integrazione tra alleati diventa cruciale. Il Kuwait, che ospita basi chiave USA, opera sistemi Patriot forniti dagli Stati Uniti, rendendo ironico l’incidente. Esperti notano che l’assenza di sensori di allarme per minacce infrarosse sugli F-15E in contesti amichevoli potrebbe richiedere aggiornamenti, come l’installazione di Missile Warning Systems (MWS) ancora più avanzati.
Questo incidente influenzerà le operazioni contro l’Iran? Per ora, l’Operazione Epic Fury prosegue, con centinaia di obiettivi iraniani colpiti da USA e Israele. Tuttavia, potrebbe spingere a protocolli più rigidi sull’identificazione, come l’uso di transponder IFF (Identification Friend or Foe) migliorati o corridoi aerei dedicati. Il Medio Oriente, con nazioni come Israele e Arabia Saudita che operano F-15 simili, rischia ulteriori errori in assenza di cambiamenti.
Inoltre, l’evento ha un impatto psicologico sul personale: piloti e operatori devono mantenere fiducia nei sistemi alleati, nonostante rischi come questo. Le indagini, attese per fornire dettagli aggiuntivi, potrebbero portare a revisioni nelle dottrine e nelle tattiche e procedure, enfatizzando addestramento congiunto e tecnologie AI per l’identificazione automatica.
In conclusione, mentre l’incidente degli F-15E americani abbattuti in Kuwait rappresenta un intoppo in una campagna più ampia, esso sottolinea l’importanza della precisione in conflitti moderni. Con l’Iran che continua a rispondere con attacchi su larga scala, la vigilanza rimane essenziale per evitare perdite inutili.

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da Phant » 3 marzo 2026, 1:44
Theaviationist.com ha scritto:
Il Qatar abbatte due bombardieri tattici iraniani Su-24 Fencer
Mentre il terzo giorno di operazioni di combattimento contro l'Iran volge al termine, il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato che la Qatar Emiri Air Force (QEAF) ha abbattuto due bombardieri tattici iraniani Su-24 Fencer il 2 marzo 2026. Si tratterebbe dei primi due aerei iraniani di cui è stato confermato l'abbattimento dall'inizio del conflitto.
Inoltre, il Ministero della Difesa afferma che la QEAF ha intercettato sette missili balistici attraverso le difese aeree, mentre cinque droni sono stati abbattuti dalla QEAF e dalle Forze Navali dell'Emirato del Qatar. In precedenza, lo stesso giorno, il Ministero della Difesa ha rivelato che due droni avevano preso di mira una centrale elettrica a Mesaieed e un impianto energetico nella città industriale di Ras Laffan, con danni ancora da valutare.
Non è chiaro quali mezzi specifici siano stati utilizzati per intercettare i due Su-24, i missili e i droni. L'impiego di sistemi di difesa aerea è stato esplicitamente menzionato solo per i missili balistici, il che lascerebbe aperta la possibilità del coinvolgimento di aerei da combattimento.
La QEAF gestisce tre diversi aerei da combattimento: l'F-15QA Ababil, l'Eurofighter Typhoon e il Dassault Rafale. È importante sottolineare che la forza gestisce anche i sistemi missilistici terra-aria del Paese, tra cui i sistemi Patriot e NASAMS.
Se l'F-15QA fosse stato il mezzo impiegato per abbattere i Su-24, il record di combattimento dell'F-15 aumenterebbe ulteriormente, raggiungendo 106 vittorie e 0 sconfitte aria-aria. In particolare, gli F-15QA sono attivi fin dall'inizio dell'attacco all'Iran e almeno uno è stato individuato sui siti web di tracciamento dei voli.
Un altro velivolo impiegato in missioni di difesa aerea negli ultimi giorni, e che avrebbe potuto essere impiegato contro i Su-24, è l'Eurofighter Typhoon. Inoltre, il 1° marzo, un caccia Typhoon FGR4 della Royal Air Force schierato in Qatar con il 12° squadrone congiunto britannico-qatariota ha abbattuto con un missile aria-aria un drone iraniano diretto verso il Qatar.
Non sono stati divulgati dettagli sul motivo per cui i Su-24 iraniani stessero volando verso il Qatar. I media statali iraniani avevano precedentemente affermato che i caccia F-4E Phantom II e altri velivoli dell'Aeronautica Militare della Repubblica Islamica dell'Iran sarebbero stati utilizzati per bombardare le basi statunitensi nella regione come rappresaglia.

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da Phant » 3 marzo 2026, 2:08
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da Phant » 5 marzo 2026, 0:45
Aviation-report.com ha scritto:
Sarebbe stato un F-18 del Kuwait ad abbattere i 3 F-15E americani
Nel panorama complesso delle operazioni aeree militari, gli incidenti di fuoco amico rappresentano uno dei rischi più insidiosi, capaci di trasformare alleati in vittime involontarie a causa di errori di identificazione o malfunzionamenti tecnici. L’evento del 2 marzo scorso, avvenuto nei cieli del Kuwait, ha portato alla luce proprio una di queste tragiche eventualità: sarebbe stato un F-18 del Kuwait operato dalla Kuwait Air Force ad abbattere accidentalmente tre F-15E Strike Eagles della United States Air Force, causandone la distruzione.
Fortunatamente, tutti i membri degli equipaggi, sei in totale, dato che ogni F-15E è biposto, sono riusciti a eiettarsi in sicurezza e sono stati recuperati in condizioni stabili. Questo episodio si è verificato nel contesto dell’Operazione Epic Fury, una campagna militare statunitense contro minacce iraniane, inclusi droni, missili balistici e aerei nemici che penetravano lo spazio aereo kuwaitiano.
L’incidente ha suscitato immediato interesse nel settore dell’aviazione militare, non solo per le implicazioni operative ma anche per le lezioni che potrebbe offrire in termini di procedure di identificazione e coordinamento tra forze alleate. Secondo report iniziali, l’evento è stato classificato come “blue-on-blue”, un termine che indica azioni ostili tra unità amiche. Il Central Command degli Stati Uniti (CENTCOM) aveva inizialmente attribuito la responsabilità alle difese aeree kuwaitiane, specificando che i jet USAF erano stati “erroneamente abbattuti” durante un’intensa fase di combattimento. Tuttavia, indagini preliminari hanno spostato l’attenzione su un singolo velivolo kuwaitiano, rivelando dettagli che sottolineano la complessità dello spazio aereo di battaglia moderno.
Le dinamiche dell’incidente di fuoco amico in Kuwait
L’episodio si è svolto intorno alle 7:03 ora locale del 2 marzo 2026 (corrispondente alle 23:03 ET del 1 marzo), quando i tre F-15E Strike Eagles stavano supportando operazioni contro incursioni iraniane. Video diffusi sui social media hanno catturato il momento drammatico: uno degli F-15E, in volo rettilineo e livellato, è stato colpito da un’esplosione relativamente contenuta, che ha provocato un incendio ai motori e la perdita delle code verticali, portando il jet a roteare fuori controllo. I piloti hanno attivato il sistema di eiezione, paracadutandosi in sicurezza. Simili dinamiche si sono verificate per gli altri due velivoli, tutti abbattuti da missili lanciati da un F-18 del Kuwait.
Molti si sono chiesti come sia potuto accadere un simile errore in un ambiente governato da tecnologie avanzate. Una possibile spiegazione risiede nel tipo di arma utilizzata. Se l’F-18 del Kuwait ha impiegato missili a guida infrarossa come l’AIM-9 Sidewinder, con una testata di circa 9,4 kg, l’esplosione ridotta osservata nei video sarebbe coerente. Gli F-15E non sono dotati di sensori per missili IR (Missile Warning System), il che potrebbe aver impedito ai piloti di rilevare la minaccia in tempo per manovre evasive. Al contrario, missili radar-guidati come l’AIM-120 AMRAAM o l’AIM-7 Sparrow avrebbero attivato il Radar Warning Receiver (RWR) degli F-15E, allertando gli equipaggi. Questo aspetto solleva interrogativi su perché il pilota kuwaitiano non abbia seguito procedure standard per la verifica dell’identità del bersaglio.
Il contesto operativo era particolarmente caotico. Droni iraniani stavano violando lo spazio aereo kuwaitiano, con uno che ha colpito una base causando la morte di sei americani. In tale scenario, il velivolo da combattimento kuwaitiano stava presumibilmente pattugliando la zona per intercettare minacce, ma ha confuso gli F-15E per velivoli ostili. Sistemi di Identification Friend or Foe (IFF) sono presenti su entrambi i tipi di aerei, interrogatori che inviano segnali codificati, ma un malfunzionamento, codici errati o un mancato controllo visivo (Visual Identification, VID) potrebbero aver contribuito all’errore. Le procedure NATO richiedono la VID in casi di dubbio, specialmente quando le operazioni alleate sono note nell’area.
Le conseguenze e le indagini sull’incidente di fuoco amico con l’F-18 del Kuwait
Le ripercussioni immediate sono state significative. La perdita di tre F-15E, velivoli multiruolo avanzati con capacità di attacco al suolo e superiorità aerea, rappresenta un colpo per le forze USAF, anche se temporaneo data la vastità della flotta. Ogni Strike Eagle costa circa 80 milioni di dollari, ma il vero valore sta nelle capacità operative perdute durante una campagna aerea in svolgimento. Il Kuwait ha riconosciuto l’incidente attraverso un comunicato del Ministero della Difesa, confermando che “diversi aerei da guerra statunitensi sono precipitati” e che tutti i membri dell’equipaggio sono sopravvissuti, senza però ammettere responsabilità diretta iniziale.
Una domanda frequente tra gli osservatori è se questo evento influenzerà le relazioni USA-Kuwait. Storicamente, incidenti simili, come quello del 1994 in Iraq, quando due F-15 abbatterono elicotteri UH-60 Black Hawk, hanno portato a revisioni procedurali senza fratture diplomatiche permanenti. In questo caso il CENTCOM ha dichiarato che l’indagine è in corso e che ulteriori commenti sarebbero inappropriati al momento.
Il Wall Street Journal, citando fonti familiari con i report preliminari, ha puntato il dito su un F-18 del Kuwait, smentendo le attribuzioni iniziali a batterie Patriot kuwaitiane. Pubblicazioni specializzate hanno corroborato questi dettagli. Nel frattempo, l’Operazione Epic Fury continua, con bombardieri USA che colpiscono obiettivi profondi in Iran, e l’intelligence cinese che monitora movimenti USA, come riportato da fonti aperte. Questo incidente sottolinea la necessità di miglioramenti nei protocolli di “deconfliction“, specialmente in coalizioni multinazionali dove la comunicazione è cruciale.
Lezioni apprese
Guardando avanti, ci si interroga su come prevenire futuri incidenti simili. L’integrazione di sistemi di identificazione più robusti, come aggiornamenti IFF con codici dinamici e AI per il riconoscimento automatico, potrebbe mitigare rischi. Inoltre, addestramenti congiunti tra USAF e Kuwait Air Force, che opera sia F/A-18 (27 attivi in versione C e 22 da consegnare in versione E) che Eurofighter Typhoon (20 attivi e 8 da consegnare), potrebbero rafforzare la coordinazione. Il Kuwait, alleato chiave USA nel Golfo, ospita basi americane e partecipa attivamente a operazioni regionali, rendendo essenziale mantenere fiducia reciproca.
Un altro aspetto che spesso emerge è il ruolo delle armi impiegate. Se confermati missili IR, ciò evidenzierebbe vulnerabilità negli F-15E contro minacce passive, spingendo a retrofit con MWS. Al contrario, se radar-guidati, l’errore potrebbe derivare da un mancato allarme RWR, forse dovuto a jamming o malfunzionamenti. L’indagine CENTCOM fornirà chiarezza, potenzialmente portando a cambiamenti dottrinali.
In conclusione, questo incidente di fuoco amico serve da monito sulla fragilità delle operazioni aeree in ambienti contestati, dove la velocità e la complessità possono superare anche le tecnologie più avanzate. Mentre le forze alleate continuano a contrastare le minacce iraniane, l’enfasi su sicurezza e identificazione rimane prioritaria, garantendo che incidenti come questo rimangano eccezioni rare.

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da Phant » 5 marzo 2026, 0:59
Aresdifesa.it ha scritto:
F-35I israeliano abbatte uno Yak-130 iraniano, primo “air-to-air kill” contro un velivolo pilotato
Un caccia stealth Lockheed Martin F-35 Lightning II nella versione israeliana F-35I Adir avrebbe ottenuto la prima vittoria aria-aria contro un velivolo pilotato nella storia del programma Joint Strike Fighter. Secondo quanto comunicato dalle Israel Defense Forces, un F-35I dell’Israeli Air Force ha abbattuto un velivolo iraniano Yakovlev Yak‑130, senza specificare dove sia avvenuta l’intercettazione, il 4 marzo 2026, durante operazioni legate alla recente escalation militare tra Israele e Iran.
Il primo abbattimento aria-aria dell’F-35
Secondo la comunicazione ufficiale diffusa dall’IDF, l’abbattimento è avvenuto durante un’operazione aerea nei cieli dell’Iran. L’F-35I israeliano avrebbe intercettato e distrutto un Yak-130 appartenente all’aeronautica iraniana. Il comunicato israeliano sottolinea la prima distruzione di un aereo pilotato da parte di un F-35 nonché la prima vittoria aria-aria israeliana contro un velivolo pilotato da circa quarant’anni (MiG-21 e MiG-23 nella Guerra del Libano nel 1982).
Sebbene il caccia stealth americano fosse già stato utilizzato in contesti operativi, inclusi attacchi aria-terra e missioni di penetrazione in profondità, il suo impiego in combattimenti aria-aria reali è rimasto finora estremamente limitato. Le precedenti intercettazioni attribuite agli F-35 israeliani riguardavano infatti velivoli senza pilota.
Il velivolo abbattuto, il Yakovlev Yak‑130, è un addestratore avanzato di produzione russa progettato per formare i piloti destinati ai caccia di quarta e quinta generazione. Sebbene nato come addestratore, lo Yak-130 può essere armato e impiegato anche in missioni operative leggere, tra cui attacco al suolo, supporto ravvicinato, intercettazione contro slow-movers e addestramento avanzato per velivoli da combattimento.
L’Iran ha iniziato a ricevere questi velivoli negli ultimi anni nell’ambito della crescente cooperazione militare con Mosca. In alcune configurazioni operative il jet può trasportare anche missili aria-aria a corto raggio e armamento guidato. Non è ancora chiaro se l’aereo iraniano fosse impegnato in missione di combattimento, pattugliamento o addestramento al momento dell’intercettazione.
Un evento simbolico per la quinta generazione
L’abbattimento rappresenta soprattutto un importante traguardo simbolico per il programma F-35, il più diffuso caccia di quinta generazione occidentale. Il velivolo, sviluppato dalla Lockheed Martin, è stato progettato principalmente per superiorità informativa sul campo di battaglia, capacità stealth avanzate, integrazione sensoristica e guerra elettronica e attacchi di precisione in ambienti fortemente difesi
Il combattimento aria-aria tradizionale non è considerato il suo ruolo principale, anche se l’F-35 dispone di missili aria-aria avanzati e di una sofisticata suite di sensori che gli permettono di individuare e ingaggiare bersagli a grande distanza. Per questo motivo la distruzione di un velivolo pilotato rappresenta una dimostrazione operativa significativa delle capacità del sistema d’arma.

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da Phant » 5 marzo 2026, 1:40
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da Phant » 6 marzo 2026, 3:36
Theaviationist.com ha scritto:
Confermati gli F-15QA del Qatar dietro l'abbattimento dei Su-24 iraniani
Il 2 marzo 2026, il Ministero della Difesa del Qatar ha annunciato che la Qatar Emiri Air Force (QEAF) ha abbattuto due bombardieri tattici iraniani Su-24 Fencer , senza fornire dettagli sui mezzi impiegati. Un nuovo rapporto della CNN menziona ora che un F-15QA Ababil del Qatar è stato confermato per il doppio abbattimento, ottenendo così le prime vittorie aria-aria per una delle varianti più avanzate dell'Eagle.
Quello che è successo
Secondo il rapporto della CNN , i due Su-24 iraniani stavano tentando di colpire la base aerea di Al Udeid, la base del Qatar ampiamente utilizzata dalle forze statunitensi, e l'impianto di lavorazione del gas naturale liquefatto di Ras Laffan. Le fonti citate dal rapporto hanno affermato che i due bombardieri tattici si trovavano a "due minuti" dai loro obiettivi e volavano a soli 24 metri per evitare di essere individuati.
I Su-24 non risposero agli avvertimenti del Qatar via radio e furono quindi identificati visivamente e fotografati mentre “trasportavano bombe e munizioni guidate”. Considerati i “limiti di tempo” precedentemente menzionati e “sulla base delle prove disponibili”, gli aerei furono “classificati come ostili” e attaccati da un F-15QA della QEAF.
La CNN afferma che i Su-24 si sono schiantati nelle acque territoriali del Qatar, e il portavoce del Ministero degli Esteri del Qatar, Majed al-Ansari, ha affermato che sono ancora in corso le operazioni di ricerca e soccorso per ritrovare gli equipaggi. Questo incidente è stato anche segnalato come la prima volta dall'inizio dell'Operazione Epic Fury/Roaring Lion che l'Iran ha utilizzato i suoi aerei per colpire i paesi vicini al posto di droni e missili. Il coinvolgimento dei caccia qatarioti sarebbe stato confermato anche dal Capo di Stato Maggiore Congiunto degli Stati Uniti, il generale Dan Caine, durante un briefing al Pentagono. "Per la prima volta, i caccia qatarioti hanno abbattuto due bombardieri iraniani diretti verso la loro posizione", ha dichiarato Caine.
Il Primo Ministro del Qatar Mohammed bin Abdulrahman Al Thani ha descritto l'incidente come "un'escalation", affermando che indica che l'Iran non ha "alcun reale desiderio" di allentare la tensione. "Piuttosto, cerca di infliggere danni ai suoi vicini e di trascinarli in una guerra che non è la loro", ha detto Al Thani.
La prima vittoria aerea dell'F-15QA
Come accennato in precedenza, la dichiarazione iniziale del Qatar non era chiara su quali mezzi specifici fossero stati utilizzati per intercettare i due Su-24 . L'uso delle difese aeree era menzionato esplicitamente solo per i missili balistici intercettati lo stesso giorno, il che lasciava aperta la possibilità che fossero coinvolti aerei da combattimento.
La QEAF gestisce tre diversi caccia: l'F-15QA Ababil, l'Eurofighter Typhoon e il Dassault Rafale. L'F-15QA è una delle varianti più avanzate dell'F-15 Eagle ed è stato utilizzato come base per lo sviluppo dell'F-15EX Eagle II dell'Aeronautica Militare statunitense. Ora che l'F-15QA è stato confermato come il mezzo impiegato per abbattere i Su-24, l'impressionante record di combattimento dell'F-15 è ulteriormente aumentato.
I social media stanno discutendo se questo dovrebbe essere ancora a 104-0, considerando solo le vittorie delle varianti ABCD da caccia puro, 106-0, considerando anche le due nuove vittorie poiché i jet sono ancora F-15 (anche se si potrebbe sostenere che questo conteggio non tiene conto dell'Mi-24 abbattuto da un F-15E con una GBU-10), o addirittura 106-3, poiché tre F-15E Strike Eagle sono stati abbattuti in un incidente di fuoco amico sopra il Kuwait lo stesso giorno, il 2 marzo 2026.
Tuttavia, gli incidenti di fuoco amico non vengono conteggiati ai fini di tale record. Infatti, nel 1995, un F-15J giapponese fu abbattuto da un secondo Eagle che lanciò accidentalmente un AIM-9L Sidewinder durante un addestramento al combattimento aereo, e questo non fu conteggiato nel record di combattimento dell'F-15.
F-15QA Ababil
Nel 2017, Boeing si è aggiudicata un contratto per la produzione di 36 caccia F-15QA per la Qatar Emiri Air Force (QEAF). L'F-15QA ha effettuato il suo primo volo il 14 aprile 2020 e i primi quattro velivoli sono stati consegnati alla QEAF nel 2021 .
L'F-15QA (Qatar Advanced) è dotato di nuovi punti di attacco alari esterni per un carico utile maggiore, radar AESA (Advanced Electronically Scanned Array) AN/APG-82(V)1, sistemi di segnalazione montati sul casco (JHMCS) sia per il pilota che per il Weapon Systems Officer (WSO), display di grandi dimensioni (LAD) da 10×19 pollici e un Head-Up Display (HUD) a basso profilo in entrambe le cabine di pilotaggio, fly-by-wire digitale e motori General Electric F110-GE-129.
Rispetto all'F-15C/E, l'F-15QA è dotato di sensori MAWS (Missile Approach Warning System) all'estremità dei tubi di coda e sotto la cabina di pilotaggio. Ufficialmente, non è noto quale sistema MAWS e quale suite di autodifesa siano stati installati sul velivolo, tuttavia dalle foto possiamo vedere che il sensore è molto simile al Common Missile Warning System (CMWS) AN/AAR-57A(V) prodotto da BAE Systems, che potrebbe essere molto probabilmente accoppiato al Digital Electronics Warfare System (DEWS) AN/ALQ-239, anch'esso prodotto dalla stessa azienda.
Basato sull'F-15QA, il nuovo F-15EX è stato sviluppato per rispondere a una serie di esigenze emerse principalmente dopo che la Strategia di Difesa Nazionale ha indirizzato le forze armate statunitensi ad adattarsi alle nuove minacce provenienti da Cina e Russia. Il velivolo, pur essendo estremamente simile alla variante QA, presenta alcune capacità esclusive degli Stati Uniti, come il nuovo sistema di guerra elettronica e sorveglianza elettronica AN/ALQ-250 Eagle Passive Active Warning Survivability System (EPAWSS) e l'architettura Open Mission Systems (OMS).

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da Phant » 6 marzo 2026, 3:40
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da Phant » 8 marzo 2026, 1:58
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da Phant » 11 marzo 2026, 4:27
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da Phant » 11 marzo 2026, 4:28
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da Phant » 12 marzo 2026, 1:26
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da Phant » 13 marzo 2026, 1:27
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