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da Phant » 21 settembre 2025, 4:05
Aviation-report.com ha scritto:
Il dispiegamento degli F-35B a Puerto Rico
Il 13 settembre 2025, cinque caccia F-35B Lightning II stealth del Corpo dei Marines USA sono atterrati alla ex base navale di Roosevelt Roads, a Ceiba, in Puerto Rico, segnando un’escalation significativa nella presenza militare americana nel Mar dei Caraibi. La mossa degli vF-35B a Puerto Rico, ordinata dal presidente Donald Trump, non è solo una risposta alle crescenti minacce del narcotraffico, ma anche un segnale geopolitico in un contesto di tensioni con il Venezuela.
Il dispiegamento degli F-35B a Puerto Rico fa parte di una più ampia operazione contro i cartelli della droga, ma arriva in un momento di frizioni diplomatiche. Proprio lo scorso 5 settembre, due caccia F-16 venezuelani hanno sorvolato a bassa quota la nave da guerra USS Jason Dunham, un cacciatorpediniere classe Arleigh Burke, scatenando reazioni da Washington.
Il presidente Trump ha minacciato di abbattere eventuali aerei nemici che mettano in pericolo le unità USA, mentre il Dipartimento della Difesa ha raddoppiato la taglia sul presidente Nicolás Maduro a 50 milioni di dollari, accusandolo di legami con reti criminali e narcotraffico. In questo scenario, gli F-35B non sono solo armi offensive, ma veri e propri moltiplicatori di forza, capaci di operare in ambienti contestati con un basso profilo radar.
F-35B a Puerto Rico: operazioni anti-droga e tensioni geopolitiche
Le operazioni militari USA nel Caribe hanno radici profonde, ma l’intensificazione del 2025 è legata a specifici incidenti. Il 2 settembre, una unità navale americana ha condotto un attacco letale contro un’imbarcazione sospettata di essere legata al cartello Tren de Aragua, uccidendo 11 presunti trafficanti.
Questo è stato il primo impiego noto di forza letale diretta contro operazioni marittime di narcotraffico da quando sono state dispiegate navi da guerra aggiuntive nella regione meridionale del Caribe. Il giorno successivo, il 12 settembre, un cacciatorpediniere USA ha intercettato e il suo personale dei boarding teams ha occupato per otto ore un peschereccio venezuelano nella Zona Economica Speciale di Caracas, descritto dal governo Maduro come un’azione “illegale e ostile” contro “umili pescatori“.
In questo quadro, Puerto Rico emerge come hub strategico. La ex Roosevelt Roads Naval Station, chiusa nel 2004 per ridimensionamenti post-Guerra Fredda, è stata riattivata in tempi record. Centinaia di militari, elicotteri, aerei Osprey MV-22 e trasporti pesanti come C-17 e C-5M sono arrivati nelle settimane precedenti, supportati da voli di rifornimento con KC-135 Stratotanker dalla vicina Miami.
Il Segretario alla Difesa Pete Hegseth e il Capo di Stato Maggiore Generale Dan Caine hanno effettuato una visita a sorpresa sull’isola all’inizio di settembre, ispezionando la USS Iwo Jima ancorata al largo, una nave d’assalto anfibia classe Wasp capace di utilizzare gli F-35B. Hegseth ha dichiarato esplicitamente: “Questo non è un addestramento“, sottolineando la natura reale dell’operazione.
Aggiornamenti al 15 settembre 2025, basati su fonti OSINT e report recenti, indicano che almeno dieci F-35B sono ora operativi, con due formazioni – “MAZDA11” (sei velivoli) arrivata il 12 settembre e “MAZDA21” (cinque velivoli) arrivata il 13 – partite dalla Marine Corps Air Station Yuma in Arizona, con scalo a MacDill AFB in Florida. Post sui social confermano anche l’arrivo di droni MQ-9 Reaper per ricognizione e tanker KC-46 aggiuntivi, portando la forza complessiva a oltre 4.500 Marines e marinai, con otto navi incluso un sottomarino classe Los Angeles.
Il Venezuela ha risposto con voli provocatori, ma non ci sono stati ulteriori incidenti al momento. Esperti di aviazione militare notano che questa presenza aerea rafforza la deterrenza contro potenziali aggressioni, specialmente considerando che gli F-16 venezuelani sarebbero nettamente inferiori in un confronto diretto.
Le capacità tecniche degli F-35B Lightning II
Per comprendere appieno l’impatto di questo dispiegamento, è essenziale esaminare le caratteristiche tecniche degli F-35B, la variante STOVL (Short Take-Off and Vertical Landing) del Joint Strike Fighter. Sviluppato da Lockheed Martin, questo caccia di quinta generazione è progettato per missioni multiruolo, con enfasi su capacità stealth, sensori avanzati e fusione dei dati. La sua sezione radar (RCS) è inferiore a 0,001 m², rendendolo quasi invisibile ai radar convenzionali, ideale per penetrare difese aeree nemiche come quelle del Venezuela, che si affidano a sistemi datati.
Equipaggiato con un radar AESA AN/APG-81 e suite elettro-ottiche come l’EO DAS (Distributed Aperture System), l’F-35B eccelle nell’Intelligence, Surveillance and Reconnaissance (ISR). Può raccogliere e fondere dati da fonti multiple e diverse, condividendoli in tempo reale attraverso reti di comando, migliorando la consapevolezza situazionale marittima e terrestre.
In operazioni anti-droga, funge da asset non tradizionale: i suoi sensori ad alta risoluzione rilevano imbarcazioni sospette da centinaia di chilometri, mentre le capacità di strike preciso – con armi come missili AGM-158 JASSM o bombe JDAM – permettono interventi mirati senza rischi eccessivi per il personale. La capacità di atterrare o decollare verticalmente lo rende perfetto per basi improvvisate come Roosevelt Roads o la USS Iwo Jima, estendendo la flessibilità operativa in teatri insulari.
Un dettaglio interessante emerso dalle immagini scattate da fotografi Reuters è l’assenza di markings unitari su fusoliere e code: i velivoli sono arrivati “puliti” per ragioni di sicurezza operativa. Tuttavia, patch del personale e numeri di serie (come il 169589 del VMFA-211 “Wake Island Avengers”) hanno permesso di identificare l’unità proveniente dalla 3rd Marine Aircraft Wing. Questa scelta riflette una dottrina moderna, dove l'”anonimato” in volo si estende anche all’identificazione visiva a terra.
F-35B a Puerto Rico: le implicazioni
Dal punto di vista strategico, questo dispiegamento non è isolato: fa parte di una “buildup” regionale che include sottomarini nucleari e droni Reaper, segnalando a Caracas e alleati come Russia, Cina e Iran che gli USA non tollereranno interferenze. Critici, inclusi studiosi di diritti umani e membri del Congresso, sollevano preoccupazioni sulla legalità dell’uso della forza in acque internazionali. Ma per il Pentagono, gli F-35B a Puerto Rico rappresentano un deterrente essenziale contro minacce asimmetriche.
Molti si chiedono: qual è lo scopo preciso dei F-35B a Puerto Rico? Principalmente, supportano operazioni contro cartelli della droga, fornendo supporto ISR avanzato e capacità di attacco per interdire rotte marittime, come confermato da un ufficiale della Difesa USA. Un’altra domanda frequente è: quanto durerà questo dispiegamento? Al momento, non ci sono annunci ufficiali su cambiamenti della postura, ma fonti indicano una presenza prolungata, almeno fino a fine 2025, in base alle tensioni con il Venezuela.
E le capacità dei F-35B contro aerei come gli F-16 venezuelani? Sono superiori grazie alla bassa osservabilità e ai sensori, permettendo un vantaggio in eventuali ingaggi beyond-visual-range, anche se il numero limitato di unità (10) suggerisce un ruolo più di deterrenza che di superiorità numerica. Infine, perché riattivare Roosevelt Roads? La base, con le sue piste e infrastrutture, offre un vantaggio logistico ideale per operazioni nel sud del Caribe, riducendo i tempi di risposta rispetto a basi continentali.

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da Phant » 30 novembre 2025, 1:50
Aviation-report.com ha scritto:
La portaerei americana Ford in rotta verso il Venezuela
In un contesto di crescenti tensioni geopolitiche nel Mar dei Caraibi, gli Stati Uniti hanno ordinato un dispiegamento senza precedenti di forze aeronavali, con la portaerei americana Ford della US Navy, la più avanzata portaerei nucleare al mondo, richiamata dal Mediterraneo e diretta verso il Sud America.
Questa mossa, annunciata il 24 ottobre 2025 dal Pentagono, arriva a pochi giorni dal sorvolo di bombardieri strategici, B-52H Stratofortress, F-35B e B-1B Lancer al largo delle coste venezuelane, un’operazione che Washington descrive come “dimostrazione di forza” per contrastare il narcotraffico. Questo scenario evoca scenari complessi di proiezione di potenza aerea e navale, con implicazioni che vanno oltre la lotta alle organizzazioni criminali transnazionali.
La portaerei americana Ford: un gigante nucleare al servizio della sicurezza globale
La USS Gerald R. Ford (CVN-78), capostipite della classe Ford, rappresenta il culmine dell’ingegneria aeronavale statunitense. Commissionata nel 2017, questa portaerei nucleare di oltre 100.000 tonnellate, misura 333 metri di lunghezza, con una larghezza del ponte di volo di 78 metri – quattro in più rispetto alla classe Nimitz.
Alimentata da due reattori nucleari A1B, genera tre volte l’energia elettrica dei predecessori, consentendo l’operazione di fino a 160 velivoli, tra cui F-35C Lightning II stealth, F/A-18E/F Super Hornet, E-2D Hawkeye per il controllo aereo avanzato e droni MQ-25 Stingray per il rifornimento in volo. La sua catapulta elettromagnetica (EMALS) e gli ascensori avanzati (AAG) riducono i tempi di lancio da 4 aerei a 6 aerei al minuto, ottimizzando le operazioni in scenari ad alta intensità.
Attualmente, la portaerei americana Ford fa parte del Carrier Strike Group 12 (CSG-12), che include i cacciatorpediniere Arleigh Burke-class USS Bainbridge (DDG-96), USS Mahan (DDG-72) e USS Winston S. Churchill (DDG-81), oltre al Carrier Air Wing 8 con nove squadroni. Partita da Norfolk, Virginia, a giugno 2025 per addestramenti NATO nel Mar di Norvegia e nel Mediterraneo, la nave era ancorata a Spalato, Croazia, il 24 ottobre quando il Segretario alla Difesa Pete Hegseth ha ordinato il reindirizzamento verso l’Area di Responsabilità del Southern Command (SOUTHCOM). Il transito atlantico richiederà 5-7 giorni a velocità di crociera di 20-25 nodi, posizionando il gruppo nel Mar dei Caraibi entro l’inizio di novembre.

Questo rischieramento, che coinvolge circa 4.500 marinai e oltre 75 aerei, non è una semplice esercitazione. Rappresenta il 14% della flotta navale USA totale, un impegno massiccio per operazioni “counter-narcotics“. Il Pentagono ha dichiarato che lo scopo è “rafforzare la capacità di rilevamento, monitoraggio e interruzione di traffici illeciti che minacciano la sicurezza della patria”. Eppure, la presenza di una portaerei nucleare evoca una capacità di proiezione di potenza aerea sostenuta, inclusa la capacità di attacco con missili Tomahawk dai cacciatorpediniere o missioni di superiorità aerea con F-35, capaci di evadere i radar russi S-300 forniti al Venezuela.
I bombardieri B-1B: sorvolo strategico e dimostrazione di forza
Solo il 23 ottobre, due bombardieri B-1B Lancer hanno sfiorato le coste venezuelane, volando a circa 80 km da Margarita Island nello spazio aereo internazionale. Decollati dalla base di Dyess, Texas, i B-1B (callsign BAT-21 e BAT-22) sono stati supportati da tre tanker KC-135 Stratotanker (MAINE-11, 12 e 13) per rifornimenti in volo, un’operazione che ha esteso il raggio d’azione oltre i 12.000 km. Questi giganti supersonici, con capacità di carico fino a 34 tonnellate di ordigni convenzionali o nucleari, hanno simulato un attacco spegnendo brevemente i transponder ADS-B, un segnale inequivocabile di addestramento realistico.
Non è la prima incursione aerea. Lo scorso 15 ottobre, tre B-52H Stratofortress decollati dalla Barksdale AFB, Louisiana, hanno condotto una dimostrazione di attacco a 150 km dalle coste, accompagnati dagli F-35B dei Marines. Questi voli integrano i pattugliamenti quotidiani di P-8A Poseidon, aerei da ricognizione marittima con sonar e radar AESA per tracciare sottomarini e navi, e droni MQ-9 Reaper armati.
I B-1B incarnano l’evoluzione dell’aviazione strategica USA. Motori F101-GE-102 per Mach 1.2, avionica aggiornata per strikes di precisione con JDAM o missili JASSM-ER. Il Presidente Trump ha negato pubblicamente questi voli, ma fonti del Wall Street Journal confermano queste missini per dissuadere il regime di Nicolás Maduro, accusato di narcoterrorismo.

Contesto geopolitico: portaerei americana Ford, narcotraffico, Maduro e l’escalation nei Caraibi
Questa mobilitazione si inserisce in una campagna USA contro cartelli come Tren de Aragua, designato organizzazione terroristica, e il Cartel de los Soles legato al governo venezuelano, secondo gli USA. Come riportato da tutti i media, dal settembre 2025, attacchi americani su imbarcazioni hanno ucciso almeno 43 presunti narcotrafficanti nel Mar dei Caraibi e Pacifico Orientale, inclusi sei in un attacco del 24 ottobre su una nave Tren de Aragua.
La Casa Bianca avrebbe anche autorizzato operazioni coperte della CIA in Venezuela, con Trump che promette di “distruggere le TCO” (Transnational Criminal Organizations). Il Venezuela ha risposto mobilitando 4,5 milioni di miliziani e 5.000 missili portatili russi Igla, oltre a sistemi S-300 e Buk-M2E. Maduro accusa Washington di “fabbricare una guerra eterna” e avvertendo di “conseguenze catastrofiche“. Il 25 ottobre, Caracas ha attivato zone di difesa aerea e costiere con Su-30MK2 e F-16 che hanno intercettato droni USA.
L’uragano Melissa complica le operazioni, ma il comando americano SOUTHCOM mantiene 10.000 soldati, otto navi, un sottomarino nucleare e gli F-35B a Porto Rico. Analisti come Bryan Clark dell’Hudson Institute notano che una portaerei è “ideale per attacchi costieri”, suggerendo preparativi per attacchi su infrastrutture dei cartelli della droga.
Questo dispiegamento unisce alcune eccellenze militari. La sinergia tra il Carrier Air Wing della portaerei americana Ford con i bombardieri strategici e gli F-35B dei Marines crea una bolla di superiorità aerea inarrestabile, con gli E-2D che estendono il raggio radar della portaerei oltre i 400 km. Tuttavia, si rischia l’escalation. L’ONU ha invocato una “de-escalation urgente“, mentre vicini come Colombia e Brasile si oppongono ad un eventuale attacco statunitense.

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da Phant » 30 novembre 2025, 1:51
Aviation-report.com ha scritto:
Nuova dimostrazione di forza dei B-52 americani vicino al Venezuela
Secondo quanto riferito dal comando statunitense AFSOUTH, il 20 novembre scorso diversi bombardieri B-52H Stratofortress hanno sorvolato la costa settentrionale del Sud America. Si tratta dell’ultima dimostrazione di forza dei B-52 statunitensi nella regione, in ordine temporale, mentre l’amministrazione Trump rafforza la sua potenza militare nei Caraibi. I B-52 sono decollati dalla base aerea di Minot, nel Dakota del Nord, per un lungo volo durato quasi un giorno.
Contemporaneamente all’operatività dei B-52 nella regione, gli Stati Uniti hanno anche inviato i Super Hornet F/A-18 della Marina imbarcati sulla USS Gerard R. Ford, la più grande portaerei del mondo, e un aereo da ricognizione e sorveglianza RC-135 Rivet Joint dell’aeronautica militare statunitense.
Tutti gli aerei, compresi i caccia, hanno attivato i loro transponder per alcune fasi della missione, rendendoli visibili nei dati di tracciamento del volo. Ciò dimostra che gli Stati Uniti non stavano cercando di nascondere la missione. Gli RC-135, in grado di raccogliere dati su bersagli terrestri come i radar nemici, hanno effettuato numerose missioni durante questa campagna, denominata Operazione Southern Spear. Gli F/A-18 sono entrati nel Mar dei Caraibi con la portaerei Ford il 16 novembre scorso.
L’Air Forces Southern (AFSOUTH) ha confermato sui social media i voli dei B-52 e dei caccia, senza specificarne il tipo, definendo la missione una “dimostrazione di forza dei B-52”, un termine che l’esercito statunitense ha utilizzato per altre recenti sortite di bombardieri vicino al Sud America.
Il Comando Sud degli Stati Uniti ha rifiutato di rispondere alle domande sulla missione e l’AFSOUTH non ha rilasciato dichiarazioni al di là di una dichiarazione pubblica. Nessuno dei due comandi ha affrontato le operazioni dell’RC-135.
I velivoli da combattimento statunitensi hanno effettuato voli nei pressi del Venezuela praticamente ogni settimana, nel tentativo di fare pressione sul presidente venezuelano Nicolas Maduro affinché ceda il potere. Hanno anche condotto almeno 21 attacchi aerei contro naviglio nel Mar dei Caraibi e nell’Oceano Pacifico orientale, che l’amministrazione Trump aveva ritenuto che trasportassero droga, uccidendo almeno 83 persone dal 2 settembre scorso.
L’autorità legale per questi attacchi è stata messa in discussione da alcuni legislatori ed ex funzionari della difesa, ma l’amministrazione Trump sostiene che il presidente abbia l’autorità di attaccare perché i cartelli della droga sono organizzazioni terroristiche che minacciano gli Stati Uniti e l’emisfero.
Oltre ai B-52, diversi droni MQ-9 Reaper dell’aeronautica militare statunitense sono operativi da Porto Rico, come diversi F-35B del Corpo dei Marines. Anche una cannoniera AC-130J Ghostrider sarebbe stata avvistata sia a Porto Rico che a El Salvador.
La portaerei Ford dispone anche di EA-18 Growlers, specializzati nel disturbo e nell’attacco elettronico e armati per distruggere le difese aeree nemiche. Come detto lo stormo imbarcato si aggiunge ai 10 F-35 Bdel Corpo dei Marines degli Stati Uniti attualmente di stanza a Porto Rico, insieme ai jet a decollo verticale AV-8 Harrier e agli elicotteri d’attacco AH-1 Cobra che operano a bordo della nave d’assalto anfibia USS Iwo Jima, anch’essa nella regione.
L’esercito statunitense si è rifiutato di specificare quali piattaforme statunitensi stiano conducendo gli attacchi. Oltre agli RC-135, nella regione sono operativi anche altri mezzi di intelligence, come gli aerei da sorveglianza marittima P-8 Poseidon della US Navy.
Il 24 novembre gli Stati Uniti designeranno il Cartel de Los Soles, un gruppo criminale venezuelano, come “organizzazione terroristica straniera” guidata da Maduro e da altri alti funzionari del governo venezuelano. “Ciò fornisce al nostro dipartimento più strumenti per dare opzioni al presidente“, ha dichiarato il Segretario alla Difesa Pete Hegseth al quotidiano One America News in un’intervista andata in onda il 20 novembre scorso. “Nulla è escluso, ma nulla è automaticamente preso in considerazione“.

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da Phant » 30 novembre 2025, 2:11
Aviation-report.com ha scritto:
Trump dichiara la chiusura dello spazio aereo sopra e intorno al Venezuela
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato poche ora fa che lo spazio aereo sopra e intorno al Venezuela dovrebbe essere considerato “completamente chiuso“, ma non ha fornito ulteriori dettagli mentre Washington aumenta la pressione sul governo del presidente Nicolas Maduro.
“A tutte le compagnie aeree, piloti, spacciatori di droga e trafficanti di esseri umani, vi prego di considerare che LO SPAZIO AEREO SOPRA E CIRCONDA IL VENEZUELA DEVE ESSERE CHIUSO NELLA SUA INTEREZZA“, ha detto Trump in un post su Truth Social.
Ci possiamo aspettare un eventuale attacco entro le prossime 24-36 ore?
La Reuters informa che il Pentagono non ha risposto alle richieste di commento e la Casa Bianca non ha fornito ulteriori spiegazioni; come anche il ministero delle comunicazioni del Venezuela, che gestisce tutte le richieste di informazioni alla stampa per conto del governo, non ha risposto alla richiesta di commento sul post di Trump.
L’amministrazione Trump ha valutato diverse opzioni legate al Venezuela per contrastare quello che ha descritto come il ruolo di Maduro nel traffico di droga illegale che ha causato la morte di americani. Il presidente socialista venezuelano ha negato di avere alcun legame con il traffico di droga.
Reuters ha riferito che tra le opzioni prese in considerazione dagli Stati Uniti ci sarebbe il tentativo di rovesciare Maduro e che l’esercito statunitense sarebbe pronto per una nuova fase operativa dopo un massiccio rafforzamento militare nei Caraibi e quasi tre mesi di attacchi a presunte navi della droga al largo delle coste venezuelane. Trump ha anche autorizzato operazioni segrete della CIA nel paese sudamericano.
Maduro, al potere dal 2013, ha sostenuto che Trump sta cercando di estrometterlo e che i cittadini venezuelani e l’esercito si opporranno a qualsiasi tentativo del genere. All’inizio di questa settimana, Trump ha detto ai militari in servizio che gli Stati Uniti avrebbero avviato molto presto operazioni via terra per fermare i presunti trafficanti di droga venezuelani.
L’annuncio di Trump sullo spazio aereo venezuelano fa seguito all’avvertimento lanciato la scorsa settimana dalla Federal Aviation Administration statunitense, secondo cui le principali compagnie aeree si troverebbero di fronte a una “situazione potenzialmente pericolosa” quando sorvolano il Venezuela a causa del “peggioramento della situazione della sicurezza e dell’intensificazione dell’attività militare nel o nei dintorni” del Paese.
Come abbiamo riportato anche noi su Aviation Report, gli Stati Uniti lanciato l’operazione Southern Spear spostando uomini, mezzi e velivoli intorno al Venezuela rafforzando la sua potenza militare nei Caraibi. In particolare è presente la portaerei Ford con tutto lo stormo imbarcato completo di velivoli da combattimento Super Hornet e Growler per l’attacco elettronico. A questa si aggiungono 10 F-35 B del Corpo dei Marines degli Stati Uniti attualmente di stanza a Porto Rico, insieme ai jet a decollo verticale AV-8 Harrier e agli elicotteri d’attacco AH-1 Cobra che operano a bordo della nave d’assalto anfibia USS Iwo Jima, anch’essa nella regione. Inoltre diversi B-52H hanno svolto missioni di deterrenza nelle settimane scorse.
Come potrebbe rispondere l’esercito venezuelano a un attacco statunitense?
Naturalmente l’esercito statunitense è nettamente superiore a quello venezuelano, indebolito dalla mancanza di addestramento, dai bassi salari e dal deterioramento delle attrezzature. Reuters riporta che secondo alcune fonti, le diserzioni, che già si verificano in molte unità, potrebbero aumentare in caso di attacco militare statunitense. Negli ultimi anni, la principale esperienza delle truppe venezuelane è stata quella di confrontarsi con civili disarmati durante le proteste di piazza.
L’equipaggiamento militare, in gran parte di fabbricazione russa e vecchio di decenni, è carente. Caracas ha acquistato una ventina di caccia Sukhoi negli anni 2000, ma sono considerati inadeguati rispetto velivoli da combattimento statunitensi, e anche gli elicotteri, i carri armati sarebbero obsoleti. I missili per la difesa aerea di fabbricazione russa del Venezuela sono di varie tipologie tra cui i sistemi Buk-M2 e S-300VM. I 5.000 missili Igla-S (SA-24 Grinch) di fabbricazione russa del Venezuela, elogiati di recente da Maduro alla televisione di stato, sono già stati schierati. Secondo una fonte, gli ordini militari prevedono che le unità si disperdano e si nascondano in varie località in caso di attacco.
Come potrebbe rispondere l’aeronautica militare venezuelana? Su-30MK2V Flanker

Per quanto riguarda l’Aviación Militar Bolivariana Venezolana, il fulcro della sua forza da combattimento è costituito da 21 caccia Su-30MK2V Flanker, 24 dei quali sono stati consegnati tra il 2006 e il 2008. Questi possono essere armati con missili aria-aria oltre il raggio visivo, ma sono di tipo multiruolo, in grado anche di trasportare una varietà di munizioni aria-terra a guida di precisione, tra cui i missili supersonici antinave Kh-31A (AS-17 Krypton).
L’armamento aria-aria dei Su-30 include i missili R-77 (BVR), noti alla NATO come AA-12 Adder. Con una gittata massima dichiarata di 80 km, l’R-77 viene solitamente lanciato sotto guida inerziale, con aggiornamenti a metà rotta forniti tramite datalink, prima di utilizzare il suo sistema di ricerca radar attivo per la fase terminale. A quanto pare, l’R-77 può passare alla modalità home-on-jam in caso di forti contromisure elettroniche, attivando la fonte del disturbo.
I Flanker possono anche trasportare i vecchi missili aria-aria della serie R-27 (AA-10 Alamo). Le versioni base sono l’R-27R a guida radar semiattiva e l’R-27T a guida infrarossa, nonché l’R-27ER a guida radar a lungo raggio e l’R-27ET a guida infrarossa. La gittata massima dell’R-27R è di 37 miglia, mentre quella dell’R-27T è di 31 miglia. Le versioni a gittata estesa sono in grado di colpire bersagli a una distanza massima di 59 miglia (R-27ER) o 56 miglia (R-27ET).
L’armamento missilistico a corto raggio per il Su-30 è dato dall’R-73, noto in Occidente come AA-11 Archer. È dotato di un sistema di ricerca a infrarossi multi-aspetto, elevata capacità di mira fuori asse, controlli di spinta vettoriale e può essere attivato dal mirino montato sul casco del pilota. Ha una gittata massima di circa 30 km contro un bersaglio frontale, o 14 km in uno scontro di coda.

F-16A/B Fightning Falcon
L’altro velivolo da combattimento nell’inventario dell’Aviación Militar Bolivariana Venezolana è l’F-16A/B che però riveste un’importanza decisamente minore. Forse solo tre di questi caccia monoposto e un biposto sono ancora operativi, un paio dei quali sono stati coinvolti in una “dimostrazione di forza” nei pressi del cacciatorpediniere di classe USS Jason Dunham nelle scorse settimane. Il Venezuela è stato il primo paese del Sud America a mettere in servizio l’F-16, seguito poi dal Cile e ora dall’Argentina.
Il programma Peace Delta aveva fornito al Venezuela 16 F-16A monoposto e otto F-16B biposto, tutti i velivoli allo standard Block 15 e con con il motore Pratt & Whitney F100. Consegnati tra il 1983 e il 1985, gli F-16 erano motivo di orgoglio per il Venezuela, essendo probabilmente i caccia più potenti di tutto il Sud America a quel tempo. Gli F-16 venezuelani furono forniti insieme a 150 missili aria-aria a guida infrarossa AIM-9L/P-4 Sidewinder. Una volta entrati in servizio, i nuovi caccia sostituirono i vecchi intercettori Mirage III e gli aerei da attacco al suolo Mirage 5 forniti dalla Francia.
Gli F-16 non dispongono di armi con autonomia oltre il raggio visivo, ma si affidano al missile aria-aria a guida infrarossa Python 4 di fabbricazione israeliana, che integra l’AIM-9L/P-4 Sidewinder, di cui furono forniti 150 esemplari al momento del primo ordine degli F-16. In questa fase gli F-16 venezuelani rimangono una capacità principalmente simbolica.
Nel complesso, il Venezuela dispone di un insieme vario di risorse di difesa aerea, tra cui un numero inferiore di sistemi più potenti. Tuttavia, anche la maggior parte dei vecchi sistemi missilistici terra-aria è stata potenziata e, come affermato in precedenza, sono generalmente altamente mobili, il che significa che possono apparire praticamente ovunque, interrompendo piani di missione accuratamente elaborati. Potrebbero comunque rappresentare una minaccia che dovrebbe essere presa sul serio durante qualsiasi tipo di operazione aerea offensiva statunitense diretta contro il Venezuela.

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da Phant » 8 gennaio 2026, 1:44
Aviation-report.com ha scritto:
Operazione Absolute Resolve: la cattura di Maduro da parte degli USA
La notte tra il 2 e il 3 gennaio 2026 ha segnato un momento storico nel panorama dell’aviazione militare e delle operazioni speciali, con l’esecuzione di una missione che ha cambiato il corso delle relazioni tra Stati Uniti e Venezuela. Denominata Operazione Absolute Resolve, questa incursione ha visto l’impiego di un vasto arsenale aereo e di forze d’élite per neutralizzare minacce strategiche e catturare il presidente venezuelano Nicolás Maduro. Mentre le esplosioni echeggiavano attraverso Caracas, elicotteri delle forze speciali USA sorvolavano la città, simboleggiando la precisione e la potenza della proiezione aerea statunitense.
I preparativi e l’origine dell’Operazione Absolute Resolve
L’Operazione Absolute Resolve non è nata dal nulla, ma è il culmine di mesi di pianificazione meticolosa, supportata dalle agenzie di intelligence come la CIA, la NSA e la NGA e dalle simulazioni condotte dalle forze speciali. Secondo rapporti dettagliati, l’operazione ha coinvolto la costruzione di una replica esatta della safe house di Maduro, dove le unità d’élite come la Delta Force dell’Esercito USA hanno ripetutamente esercitato l’ingresso e l’estrazione. Questa fase preparatoria ha enfatizzato l’uso di strumenti avanzati e ha integrato elementi aerei per garantire la superiorità nello spazio aereo venezuelano.
Quali sono le motivazioni principali dietro l’Operazione Absolute Resolve? La risposta risiede nelle accuse pendenti contro Maduro, inclusa la cospirazione per narcoterrorismo e importazione di cocaina. Il presidente USA Donald Trump ha approvato l’operazione quattro giorni prima, ritardandola in attesa di condizioni meteorologiche ottimali, e ha monitorato l’azione in tempo reale da Mar-a-Lago.
Come detto l’intelligence ha giocato un ruolo cruciale, con un asset CIA vicino a Maduro che forniva aggiornamenti sulle sue routine quotidiane, permettendo di colpire al momento giusto. In termini di aviazione, la preparazione ha visto il posizionamento di una portaerei, 11 navi da guerra, diverse decine di caccia, tanker per rifornimento in volo e droni per jamming elettronico nel Mar dei Caraibi, creando una rete di supporto aereo che ha reso impossibile qualsiasi risposta venezuelana coordinata.
L’esecuzione dell’Operazione Absolute Resolve
L’operazione è scattata alle 1:00 di notte del 3 gennaio, con oltre 150 aerei decollati da più di 20 basi nell’Emisfero Occidentale. Tra questi, figuravano caccia stealth come gli F-22 Raptor e gli F-35 Lightning II, bombardieri B-1, droni RQ-170 e aerei per guerra elettronica come gli EA-18G Growler. Questi asset hanno condotto airstrikes mirati contro sistemi di difesa aerea venezuelani, inclusi missili Buk-M2E e S-300VM, neutralizzando basi come La Carlota e Fuerte Tiuna. Le esplosioni riportate a Caracas, dal mausoleo di Hugo Chávez al porto di La Guaira, hanno creato un blackout che ha facilitato l’inserzione delle forze speciali.
Quali elicotteri sono stati utilizzati nell’Operazione Absolute Resolve e come hanno operato? La risposta evidenzia il ruolo del 160th Special Operations Aviation Regiment (SOAR), noto come Night Stalkers. Elicotteri MH-47G Chinook hanno trasportato la Delta Force direttamente su Caracas, volando a bassa quota per evitare radar. Supportati da AH-1Z Viper per attacchi con cannoni da 20mm e razzi da 70mm, e potenzialmente dagli MH-60, questi velivoli hanno eseguito un’incursione rapida.
Un elicottero è stato colpito durante l’operazione, ma è rimasto operativo, dimostrando la robustezza delle piattaforme USA. L’ingresso nella safe house di Maduro è avvenuto durante un conflitto a fuoco, con l’uso di FBI e DEA per supporto, e ha portato alla resa del leader venezuelano e di sua moglie Cilia Flores.
Una volta catturati, Maduro e Flores sono stati estratti via elicottero e trasferiti sulla USS Iwo Jima, una nave d’assalto anfibio della classe Wasp, che ha operato da base e comando per le operazioni aeree. Trump ha confermato questo dettaglio in un’intervista a Fox News, descrivendo il trasferimento come un “bel volo” verso New York per il processo.
L’Operazione Absolute Resolve ha visto la sincronizzazione tra oltre 150 aerei ed elicotteri e ha dimostrato una logistica impeccabile, con l’operazione completata in meno di cinque ore. Nessuna perdita di velivoli, nonostante un elicottero danneggiato, che sottolinea la superiorità tecnologica USA.

Bye
Phant
