Intervento aereo contro ISIS (Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Filippine)

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Re: Intervento aereo contro ISIS (Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Filippine)

Messaggio da Phant » 8 agosto 2019, 2:21

Analisidifesa.it ha scritto:
500 ore di volo in 100 giorni per i Typhoon italiani sull’Iraq

Iniziata il 26 marzo scorso in sostituzione degli AM-X, l’esperienza dei nostri Eurofigther, nell’ambito della missione in Kuwait, ha raggiunto qualche giorno fa l’importante traguardo delle 500 ore di volo, segno tangibile di un importante impegno in un teatro operativo complesso.

L’ulteriore impegno in seno alla Coalizione, formatasi nel 2014 per il contrasto al Daesh, rappresenta il primo impiego dell’Eurofighter nel ruolo di ricognitore tattico in operazioni fuori dai confini nazionali e, in tale complesso scenario, sta dimostrando la versatilità di un velivolo tecnologicamente avanzato che è in grado di effettuare anche missioni nel settore ISR (Intelligence, Surveillance and Reconnaisance), espandendo ulteriormente le sue capacità in chiave di pregiato assetto multi-ruolo.

La componente del Task Group “Typhoon” vede tra le proprie fila personale proveniente da tutte le basi di Eurofighter italiane, al quale si aggiunge il supporto di colleghi di altri Stormi ed Enti anche interforze. Nonostante le peculiari condizioni climatiche, in alcuni casi con temperature superiori ai 50°C, gli aerei hanno effettuato oltre 120 missioni e fotografato oltre 1700 punti di interesse.

Le immagini, dopo essere state studiate ed interpretate dagli analisti dell’Integrated Italian Multisensor Exploitation Cell (I2MEC), acquisiscono ulteriore qualità informativa e cognitiva.

L’Eurofighter è in servizio con l’Aeronautica Militare italiana dal 2004 e opera quotidianamente al servizio del Paese dalle basi di Trapani, Grosseto e Gioia del Colle, assicurando senza soluzione di continuità la Difesa Aerea Nazionale.

In aggiunta, nel rispetto di specifici accordi e secondo un preciso criterio di avvicendamento con assetti aerei di altre nazioni, contribuisce a mantenere inviolati gli spazi aerei di altri Paesi membri dell’Alleanza Atlantica, esprimendo efficaci contributi nelle operazioni di Air Policing per la NATO.


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Re: Intervento aereo contro ISIS (Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Filippine)

Messaggio da Phant » 4 settembre 2019, 1:11

Analisidifesa.it ha scritto:
Siria: anche raid statunitensi su Idlib

Aerei statunitensi hanno compiuto ieri raid nella Siria nord-occidentale uccidendo almeno 40 persone, per lo più capi di milizie qaediste locali presenti nella “sacca di Idlib” oggetto delle offensive delle forze di Damasco sostenute da Mosca.

Sarebbe stato un edificio dove era in corso una riunione di rappresentanti delle milizie qaediste Hurras ad Din (Guardiani della Fede) e Ansar at Tawhid (Seguaci dell’unificazione). Già il 30 giugno scorso, un altro raid attribuito agli Usa nella provincia di Idlib aveva ucciso 8 miliziani qaedisti.

Il raid, confermato dal Pentagono, ha avuto luogo durante ll cessate il fuoco unilaterale proclamato dalle forze governative siriane e dai loro alleati russi per favorire l’evacuazione dei civili in fuga dai combattimenti.

Tutte le fonti hanno confermato che dopo l’entrata in vigore della tregua sono cessati i raud aerei e anche i combattimenti terrestri tra le forze del regime e gli insorti, nonostante alcuni lanci sporadici di razzi e colpi di artiglieria.

Il portavoce del Comando Centrale Usa, il colonnello Earl Brown, ha sottolineato che il raid è stato condotto contro un gruppo jihadista che è accusato di “attacchi contro cittadini americani, nostri partner e civili innocenti”.


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Re: Intervento aereo contro ISIS (Siria, Iraq, Libia, Afghanistan, Filippine)

Messaggio da Phant » 12 settembre 2019, 19:32

Aviation-report.com ha scritto:
F-35A e F-15E americani bombardano postazioni di ISIS in Iraq

Il 10 settembre scorso gli F-35A Joint Strike Fighters e gli F-15E Strike Eagles della US Air Force hanno lanciato circa 36.000 chilogrammi (80.000 libbre) di bombe su un’isola nel fiume Tigri in Iraq utilizzata dell’ISIS come hub di transito per spostare uomini e materiali dalla Siria e altre località verso l’interno dell’Iraq. Un comunicato stampa ufficiale della coalizione guidata dagli Stati Uniti che combatte i terroristi in Iraq e in Siria non ha confermato che gli attacchi hanno ucciso militanti o distrutto obiettivi specifici.

Gli attacchi si sono verificati sull’isola di Qanus nel fiume Tigri. Qanus si trova a circa 175 miglia a nord-ovest di Baghdad, a circa 55 miglia a sud-ovest della capitale regionale curda di Erbil e circa 100 miglia a est del confine siriano. Le sortite stavano sostenendo l’operazione del 2nd Iraqi Special Operations Forces Battalion nell’operazione denominata “Black Dirt”, per sradicare elementi dell’ISIS presenti nell’area e che si stavano spostando dalla Siria e dal deserto di Jazeera verso Mosul, Makhmour e la regione di Kirkuk. Sebbene la coalizione guidata dagli Stati Uniti, conosciuta formalmente come operazione Inherent Resolve (CJTF-OIR) della Joint Task Force congiunta, abbia dichiarato di aver distrutto il “califfato fisico” dei terroristi nel dicembre 2017, il gruppo ha continuato a essere una costante minaccia alla sicurezza sia in Iraq che in Siria.

Quali fossero i reali obiettivi di questi attacchi aerei non è chiaro e la coalizione non ha rilasciato informazioni ufficiliale e dettagliate su quanti aerei hanno effettivamente condotto gli attacchi o quali munizioni hanno impiegato. I tweet che hanno accompagnato il breve comunicato stampa e alcune immagini rilasciate dallo U.S. Air Forces Central Command hanno confermato l’utilizzo degli F-35A e degli F-15E, entrambi attualmente rischierati sulla base aerea di Al Dhafra negli Emirati Arabi Uniti. Attualmente ci sono anche i bombardieri strategici B-52H schierati sulla base aerea di Al Udeid in Qatar, che forse sarebbero stati sicuramente molto adatti a questa missione, ma non vi è alcuna indicazione che abbiano partecipato.

Da alcune immagini rilasciate gli F-15E sembravano trasportare carichi di almeno cinque bombe guidate GPS (JDAM) da 2.000 libbre GBU-31/B. I Joint Strike Fighters avevano le loro rotaie alari esterne per il Sidewinder AIM-9X, ma senza i missili aria-aria. Non trasportavano altri ordigni esterni, suggerendo che probabilmente ciascuno portava due GBU-31/Bs aggiuntive in stiva. Secondo quanto dichiarato quindi i velivoli avrebbero sganciato 40 GBU-31 per raggiungere le 80.000 libbre di bombe che sarebbero state sganciate sull’isola. Il bombardamento è stato supportato anche dai tanker americani KC-135.




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Messaggio da Phant » 12 novembre 2019, 1:49

Analisidifesa.it ha scritto:
2000 ore di volo in Iraq per gli NH-90 della Task Force Griffon

L’Airmobile Task Group “Griffon”, unità di elicotteri dell’Esercito Italiano impegnata dalla primavera del 2016 nell’Operazione Inherent Resolve a Erbil, ha conseguito nell’ottobre scorso un traguardo di assoluto spessore, raggiungendo, in teatro operativo iracheno, la soglia delle 2000 ore di volo con gli elicotteri UH90.

Questo significativo traguardo, raggiunto a soli tre anni dall’inizio dell’operazione, è avvenuto in occasione di una missione di Air Mobility condotta, nei cieli iracheni, in formazione congiunta con due assetti statunitensi, Chinook e Black Hawk della Task Force “Gunfighter”. In particolare, gli UH90 del Task Group “Griffon” hanno assicurato il trasporto di personale e materiali nelle basi della Coalizione dislocate a Q-West e Kirkuk.

L’elicottero multiruolo UH-90, in dotazione ai reparti dell’Aves (Aviazione Esercito), nato da necessità operative comunemente espresse in ambito NATO/Unione Europea è stato concepito, sviluppato e realizzato per essere in grado di operare nei diversi contesti operativi, rispondendo a tutti i requisiti specifici previsti per gli elicotteri da trasporto tattico, assicurando un’elevata efficienza con un ridotto sforzo manutentivo.

La capacità diurna e notturna di decollare, operare e atterrare, anche in condizioni meteorologiche avverse, con profilo di volo tattico ed in ambiente ostile, è resa possibile grazie all’integrazione di sistemi tecnologicamente avanzati con un sistema sofisticato di autoprotezione contro le minacce terra-aria e aria-aria.

L’Esercito Italiano sempre più al passo con i progressi tecnologici applicati ai settori operativi di competenza, coniuga la formazione di soldati professionisti ed altamente addestrati con l’impiego di strumenti e mezzi operativi di ultima generazione.

Questo risultato rappresenta il conseguimento di un ulteriore obiettivo reso possibile anche grazie alla costante sinergia e professionalità espressa dal personale tecnico-manutentivo che determina la piena efficienza operativa degli assetti in un teatro operativo climaticamente sfavorevole.

Il personale dell’Air Task Group Griffon, attualmente su base 7° Reggimento Aves “Vega” di Rimini, celebra questo prestigioso traguardo, frutto dell’impegno e del sacrificio di tutti gli uomini e le donne dell’Esercito in basco azzurro confermando l’impegno a supporto della coalizione anti Daesh nell’ambito dell’Operazione “Inherent Resolve”.


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